di

Galleria 291 Est: Sergio Salomone

Sergio Salomone
Sergio Salomone

Da un progetto di Galleria 291 Est:
Personale di Sergio Salomone
A cura di Roberto D’Onorio e Vania Caruso
Dal 24 al 31 Gennaio 2014
Vernissage 24 Gennaio 2014 alle 19:00

GALLERIA 291 EST prosegue il suo programma d’inaugurazioni parlando di Se, secondo appuntamento curato e ideato da Roberto D’Onorio e Vania Caruso, riservato ad artisti emergenti volti a condividere l’esperienza quale terreno eterogeneo di confronto. L’esposizione limitata a sette giorni rappresenta uno strumento analitico aperto all’indagine antinomica dell’arte presente, dando respiro alle possibilità che nascono dalla cooperazione e dallo scambio diretto tra diversi artisti.
Se rispecchia la volontà della Galleria 291 est di avere un occhio attento alle libere espressioni tuttora distanti dal peso e dalle convinzioni dell’attuale sistema.

A tal fine gli appuntamenti programmati aderiscono all’individuazione di possibili identità in cammino verso una progressiva ricerca di metodo e forma.
Da epoche di confine, di grandi sconvolgimenti economici, politici e sociali, si immagina un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, tal volta stabilito con l’invenzione divina, tal volta con l’autorità umana. Quello che ne deriva è un tempo confuso, che termina col giustificarsi per la sua capacità di porre ordine. Nella forma primitiva di questa esperienza risiede la coscienza storica di Sergio Salomone. L’uso della forma propria di un’epoca antica, contenuta nelle regole di una società civile, è la scelta con cui l’autore cattura l’immaginario di chi guarda. L’opera mediante gesti di estrema sintesi  si produce nel presente, creando immagini specificamente per contesti culturali in atto. Sulla superficie installativa si dispiegano i moduli delle formelle quattrocentesche del Ghiberti, poste a suggellare la fine dell’ oggetto di culto per lasciar spazio al sentimento estetico del tempo.

La forza evocativa e significante dell’immagine si risolve nell’innesto simbolico tra la più alta decorazione sacra e la più attendibile fonte delle norme: la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

In linea con l’idea di David Feedberg, sull’ ineludibile confronto fra i ricordi e l’influenza di quello che viviamo,  l’atto decorativo preso in prestito alla pratica devozionale,  sembra qui consacrare l’immagine realizzata  della proprietà e dei poteri che le sono stati destinati o successivamente attribuiti. Il Rimando alla Basilica in quanto luogo scaro, ma anticamente politico è solo uno dei  passepartout  per la  linguistica diacronica che l’opera dichiara.

La formella utilizzata come stampo e allontanata dal suo luogo,  attraverso la riproduzione al negativo, crea uno spazio cavo al suo interno  suggerendo una via di fuga,  che a ben vedere non è altro che un vicolo cieco. Solo a questo punto ci accorgiamo di una mancanza, di una cancellazione di un’assenza di prospettiva perché il processo storico è ancora in atto, quello per cui si escogita un nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, tal volta stabilito con l’invenzione divina, tal volta con l’autorità umana.

Fuori mostra.
Nel lavoro Stare #2, essere o render fermi , presentata in occasione della mostra Refuse, in occasione di Factory, alla Pelanda di Testaccio di Roma, si concretizza una ipertrofia dell’assestamento.

Un paio di comuni scarpe emergono  da un ritaglio di pelle,  al quale vengono aumentate le qualità fisiche legate alla stabilità fino a raggiungere uno stato di fissità che non gli appartiene.

Il dialogo in mostra lega il cammino della memoria all’impossibilità fisica,non esiste libertà senza movimento.

Sergio Salomone nasce nel 1983 a Roma, dove vive e lavora. Diplomato al liceo artistico  Ripetta di Roma,  nel 2004 ha collaborato con la galleria “DeNisi” di Roma e Caserta e con “The Gallery of European Artist” di Edimburgo. Nel 2006 inizia l’attività di fotoreporter e fotografo di scena a Roma.nel 2011 frequenta come studente ospite il Burg Giebichenstein Kunsthochschule di Halle.

Tra le collettive si annoverano: REFUSE Ho qualcosa da dire…e da fare, Pelanda Factory – Ex Mattatoio di Testaccio(2013), a cura di Roberto D’Onorio, 2WAY, doppia esposizione in occasione della giornata del contemporaneo, 26cc, 291est (2012),a cura di Roberto D’Onorio, NUDA PROPRIETA’Libertà fragile e società dell’effimero (2012),a cura di Roberto D’Onorio, TUTTO Teoria e pratica di caos espositivo, 26cc (2012), a cura di Cecilia Casorati e Sabrina Vedovotto.

Galleria 291 Est/INC.

Commenta

clicca qui per inviare un commento

teniamo a bada lo spam * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

La frase della settimana…

Loading

Archivi PDF

Gli articoli non più online li trovi negli Archivi:
Articoli in PDF per mese