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Presentazione del libro: Barricate di carta. «Cinema e Film», «Ombre rosse», due riviste intorno al ‘68

coverPresentazione del libro
Barricate di carta. «Cinema&Film», «Ombre rosse», due riviste intorno al ‘68
a cura di Gianni Volpi, Alfredo Rossi e Jacopo Chessa
Roma, giovedì 6 marzo 2014, casa del cinema, ore 18

Giovedì 6 marzo, presso la Casa del Cinema di Roma, alle ore 18, verrà presentato il libro Barricate di carta. «Cinema&Film», «Ombre rosse», due riviste intorno al ’68, a cura di Gianni Volpi, Alfredo Rossi e Jacopo Chessa.
Con i curatori Jacopo Chessa e Alfredo Rossi, interverranno i registi Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci e Maurizio Ponzi, e i critici cinematografici Adriano Aprà, Piero Spila e Bruno Torri.

Realizzato da Aiace Nazionale per i tipi di Mimesis, il volume ripercorre la storia delle due memorabili riviste cinematografiche, a volte parallela, a volte intrecciata, attraverso una ricca antologia degli articoli dell’epoca e con scritti inediti di Gianni Volpi, Goffredo Fofi, Alberto Barbera, Adriano Aprà, Luigi Faccini, Alfredo Rossi, Emiliano Morreale e Jacopo Chessa.

  • Info: Aiace Nazionale, via Maria Vittoria 10, Torino; tel. 011 5361468; info@cnc-italia.it; www.cnc-italia.it
  • Sede evento: Casa del Cinema, Villa Borghese, Largo Marcello Mastroianni 1, Roma

Barricate di carta. «Cinema&Film», «Ombre rosse»», due riviste intorno al ’68, a cura di Gianni Volpi, Alfredo Rossi e Jacopo Chessa, Mimesis Edizioni, € 24.

Sul finire degli anni Sessanta, la critica cinematografica italiana ha attraversato una fase di radicale cambiamento. La scena, dominata da riviste come «Filmcritica» e «Cinema nuovo», era in fermento. Un fermento prima di tutto generazionale, che aveva nel passaggio di mano alle leve più giovani la sua ragion d’essere e che, proprio in virtù di questa necessità di ricambio, aveva delle ricadute sul tipo di approccio critico. Due riviste, tra il 1966 e il 1967, vedevano la luce: «Cinema&Film» e «Ombre rosse». La prima, romana, fatta da fuoriusciti da «Filmcritica», era diretta da Adriano Aprà; la seconda, torinese, raccoglieva alcuni giovani intellettuali che di lì a poco avrebbero dato vita al movimento studentesco, intorno alle carismatiche figure di Goffredo Fofi e Gianni Volpi. La prima era una rivista cinéphile, con un’apertura alle scienze del linguaggio; la seconda era una rivista politica, che immaginava il cinema come uno strumento rivoluzionario, con attenzione alle scienze sociali e a un gusto surrealista per la provocazione. Due riviste molto diverse, che rappresentavano però due facce della stessa medaglia: quel riconoscere il cinema come elemento vitale, al centro di un dibattito culturale in grado di toccare ogni ambito che, nell’odierna cinefilia, si è completamente perso. Entrambe le riviste avranno vita breve: nove numeri «Cinema&Film», otto «Ombre rosse», ma ciò non impedirà loro di segnare la storia della critica italiana.

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