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Insisto più forte. Spettacoli, concerti, incontri, workshop e mostre a DOM la cupola del Pilastro da marzo a maggio 2014

Insisto più forte presenta in un calendario unico gli spettacoli, i concerti, gli incontri , i workshop e le mostre ospitati al teatro DOM la cupola del Pilastro, da marzo a maggio 2014, a cura di Laminarie.

Con Insisto più forte, Laminarie, fondata nel 1994 e residente a DOM dal 2009, inaugura il suo quinto anno di gestione della Cupola al Pilastro, e festeggia il suo ventesimo anno di attività.
Laminarie realizza per l’occasione un programma di spettacoli, concerti, incontri, mostre che interrogano il periodo che va dalla metà del Novecento alla fine del secolo scorso: un cinquantennio in cui si pongono le basi per la crisi sociale, culturale ed economica che viviamo oggi, ma allo stesso tempo un’epoca di grande innovazione artistica.
Il calendario che presentiamo si focalizza attorno ad alcune radicali esperienze di ricerca, mettendo al centro le questioni che ci riguardano e che non si possono scansare. Insisto più forte è una rassegna in lotta con le rigide classificazioni dei linguaggi artistici, con i cartelloni teatrali troppo affollati, con i tempi frettolosi di incontro con il pubblico e con gli artisti. In questo combattimento la nostra arma è il teatro, inteso anche come volontà di tenere saldo lo spazio per la riflessione e per il pensiero. Con questa rassegna insistiamo ancora più forte, andiamo ancora più vicino.

La rassegna prende avvio il 7 marzo 2014 (ore 18.30) con Esserci anziché riprodurre, una conversazione pubblica introdotta da Renata Molinari. Sono invitati a partecipare gli operatori culturali e sociali, il pubblico, gli artisti. L’incontro intende interrogarsi sull’esperienza di Laminarie a DOM, tra ricerca, radicamento e sostenibilità, difficile da far rientrare negli schemi della gestione di un teatro “classico”. Durante la conversazione viene presentato il catalogo Ravvicinamento. Il teatro di Laminarie dal 2009 al 2013: un percorso per immagini che vuole proseguire il racconto del libro scritto con Claudio Meldolesi Tragedia e fiaba. Nel foyer è allestita una mostra, a cura di Laminarie, di alcune delle immagini tratte dal catalogo.
Dall’11 al 15 marzo, in occasione del decimo anniversario dell’Archivio Kazuo Ohno a Bologna, il DOM ospita il progetto Butoh: da Kazuo a Yoshito Ohno, realizzato con il sostegno della Japan Foundation, il patrocinio del Dipartimento delle Arti – Università di Bologna e in collaborazione con l’Archivio Kazuo Ohno, Kazuo Ohno Dance Studio, Canta Co. ltd, mc2gallery Milano e Claudio Composti. Il progetto è articolato in quattro appuntamenti: il workshop Creare il corpo condotto da Yoshito Ohno (11-12 marzo, ore 16-19); l’inaugurazione della mostra fotografica Archivio Kazuo Ohno – Work in progress, nel foyer di DOM, (14 marzo, ore 19) e a seguire l’incontro con Yoshito Ohno, Toshio Mizohata (Kazuo Ohno Dance Studio), Elena Cervellati (Università di Bologna), Matteo Casari (Università di Bologna); infine lo spettacolo di Yoshito Ohno, Flower and Bird – A Letter to My Future Self (14-15 marzo, ore 21).
La rassegna prosegue con il ritorno in Italia dei Tuxedomoon, una delle formazioni che rappresenta, dalla fine degli anni ’70, un punto di riferimento per la scena musicale d’avanguardia. Il progetto speciale Tuxedomoon in concerto sotto la volta di DOM, è realizzato con il contributo del Comune di Bologna, e prevede tre concerti che rappresentano un’occasione unica per vedere all’opera la formazione che fin dalla sua nascita ha saputo coniugare la musica e le immagini. Il 2 e 3 aprile (ore 21.30), il pubblico può riascoltare il repertorio “classico” dei Tuxedomoon, mentre il 4 aprile (ore 21.30) Laminarie presenta in esclusiva europea un concerto dal titolo “Voyage around my room” realizzato con il regista Roberto Nanni, bolognese di nascita e romano d’adozione, legato al gruppo californiano da una lunga collaborazione iniziata nei primi anni ’80 e che presenta per l’occasione film inediti. Alla costante ricerca di una sintesi tra il linguaggio sonoro e un linguaggio visivo, Nanni per l’occasione interpreta in versione filmica il testo omonimo di Xavier De Maistre. La stessa sera, alle 19.30, il concerto è preceduto da un incontro pubblico con i Tuxedomoon e Roberto Nanni.
Laminarie riprende per il secondo anno Cento di questi giorni, un progetto che vuole ricordare ogni anno la vita e l’opera di una figura esemplare, aprendosi anche ad altri linguaggi oltre il teatro (16 aprile, dalle ore 18.30). Quest’anno il progetto, realizzato con il patrocinio dell’ambasciata dei Paesi Bassi a Roma e del consolato generale dei Paesi Bassi a Milano, è dedicato a Etty Hillesum, scrittrice e intellettuale olandese di origine ebraica morta a 29 anni ad Auschwitz. Laminarie cura un incontro con l’editore Gerrit Van Oord, con letture di alcuni brani tratti dai diari e dalle lettere della scrittrice. Conclude la serata la proiezione del film Etty Hillesum una vita spezzata di Jaop Walvis e Almart Tjepkema, realizzato dalla televisione olandese nel 1984 e presentato a DOM nella versione italiana del 2002, che comprende letture recitate di alcune pagine dal Diario e dalle Lettere, interviste agli amici, alcuni di loro sopravvissuti allo sterminio, che raccontano della loro relazione con la scrittrice e le ragioni che l’hanno convinta a rientrare definitivamente nel Campo di Westerbork.
Prosegue l’appuntamento annuale con Il Patto, la lettura pubblica della Costituzione (23 aprile, ore 19), introdotto da Andrea Speranzoni, avvocato difensore delle vittime nei processi per i crimini nazifascisti. Alcuni lettori provenienti dal quartiere e dalla città, appartenenti a gruppi sociali, categorie professionali, fasce d’età differenti leggeranno un articolo a scelta della Costituzione.
Dal 6 al 20 maggio la rassegna prosegue con Parole che pesano doppio, tre appuntamenti con la drammaturgia contemporanea in tre differenti declinazioni. Il primo appuntamento è con Claudia Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio che mette in scena a DOM Dialogo degli schiavi, ballata scritta e interpretata da Claudia Castellucci con gli arrangiamenti musicali di Scott Gibbons con la partecipazione di Stefano Bartolini (6 maggio, ore 21). Lo spettacolo è preceduto dalla proiezione del video I Passanti (via Zara), commemorazione saprofita di Claudia Castellucci e Filippo Tappi.
Il secondo appuntamento, dal titolo Anna Barkova, la poetica del silenzio è un incontro con Anna Maria Carpi e Matteo Marchesini sull’opera della poetessa e drammaturga russa, donna coraggiosa e ribelle che ha subito varie condanne e prigionie. L’incontro termina con letture dall’opera della Barkova (13 maggio, dalle ore 19).
L’ultimo appuntamento, Il teatro di Michel Azama, prosegue la progettualità dedicata alla drammaturgia contemporanea francese che in questi anni ha attraversato in maniera significativa la città di Bologna (20 maggio, dalle ore 19). Il progetto, curato da Elena Di Gioia e dedicato a uno degli autori più affermati della drammaturgia contemporanea francese, è ospite a DOM con un articolato programma: la presentazione con Michel Azama del volume Le sas/L’inatteso (Editoria & Spettacolo), con la partecipazione di Elena Di Gioia, Laura Mariani, Chiara Elefanti, Licia Reggiani e le letture di Anna Amadori (ore 19); lo spettacolo Le sas, risultato di una residenza al DOM, regia di Alessandro Migliucci, con Silvia Lamboglia, collaborazione artistica di Anna Amadori (ore 21). Al termine (ore 22.15) un dialogo introdotto da Martine Pagan con Michel Azama e Silvia Lamboglia, a cura di Elena Di Gioia e Laura Mariani. La giornata al DOM dedicata al drammaturgo francese è presentata nell’ambito de Il teatro di Michel Azama, ed è un progetto di Alliance Française di Bologna in collaborazione con il Dipartimento di interpretazione e traduzione – Università di Bologna, il DOM La cupola del Pilastro e il Dipartimento della Arti – Università di Bologna.
La rassegna a DOM si chiude il 27 maggio (ore 18.30) con Il ritmo è tutto, dialogo filosofico tra Romeo Castellucci e Federico Ferrari, filosofo e critico d’arte, nell’ambito di e la volpe disse al corvo. Corso di Linguistica Generale. Il teatro di Romeo Castellucci nella città di Bologna, il Progetto speciale che il Comune di Bologna ha dedicato al regista teatrale e cofondatore della compagnia Socìetas Raffaello Sanzio. L’incontro, coordinato da Piersandra Di Matteo, che è anche curatrice dell’intero progetto, è l’occasione per rivelare la forte dimensione teorica e filosofica che fonda il teatro di Romeo Castellucci, e che attraversa una scrittura scenica estremamente concreta dove la centralità della tecnologia dell’occhio e la pulsazione delle singole immagini diventano cardine di orientamento.

La compagnia teatrale Laminarie, fondata nel 1994 da Bruna Gambarelli e Febo Del Zozzo, opera dal 2009 presso il DOM la cupola del Pilastro, Premio Ubu 2012 nella sezione Progetti speciali con la seguente motivazione: “Dom di Laminarie, spazio che lavora sui confini tra produzione in residenza e ospitalità, tra città e periferia, tra migrazione e memoria, tra infanzia e età adulta, tra ricerca teatrale e ascolto dell’ambiente circostante al quartiere Pilastro di Bologna”.
Il principale obiettivo dell’attività verte sullo studio di linguaggi originali nell’ambito del teatro contemporaneo. Oltre alla produzione di spettacoli rivolti a un pubblico composto da adulti, Laminarie dedica una parte della propria attività alla ricerca teatrale dedicata all’infanzia.
La ricerca di Laminarie si è posta fin dalle sue origini in relazione con linguaggi artistici contemporanei quali le arti visive, l’architettura, il cinema, la letteratura.

INSISTO PIÙ FORTE è un progetto di Laminarie
con il contributo di:
Comune di Bologna
Provincia di Bologna, Assessorato alla Cultura
Regione Emilia-Romagna, Assessorato alla Cultura
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Fondazione Carisbo

con il supporto di:
Comune di Bologna, Quartiere San Donato

Il teatro di Michel Azama è un progetto di Alliance Française di Bologna; in collaborazione con Dipartimento di interpretazione e traduzione – Università di Bologna e con il patrocinio del Dipartimento delle Arti. Residenza artistica a DOM e a ITC Teatro. Con la cura di Elena di Gioia.

Il progetto Butoh: da Kazuo a Yoshito Ohno è realizzato con il sostegno della Japan Foundation, il patrocinio del Dipartimento delle Arti – Università di Bologna e in collaborazione con Archivio Kazuo Ohno, Kazuo Ohno Dance Studio, Canta Co. ltd, mc2gallery Milano e Claudio Composti, Gianni di Capua, Maria Perchiazzi.

Il progetto Cento di questi giorni: Etty Hillesum è realizzato con il patrocinio dell’ambasciata dei Paesi Bassi a Roma e del consolato generale dei Paesi Bassi a Milano.

Il progetto speciale Tuxedomoon è realizzato con il contributo del Comune di Bologna.

DOM la cupola del Pilastro
via Panzini 1, Bologna
DOM si raggiunge dal centro con l’autobus n. 20 direzione Pilastro dal centro di Bologna. Effettua anche corse notturne.

BIGLIETTERIA
ingresso agli spettacoli: biglietto unico 7 euro. Concerti dei Tuxedomoon: biglietto unico 15 euro.
Prevendita su www.liveticket.it.
Apertura della biglietteria nei giorni di spettacolo: 1 ora prima dell’inizio.
Capienza limitata. Ad esclusione del progetto Tuxedomoon, è possibile prenotare i biglietti ai recapiti sotto indicati.

Ingresso libero a tutti gli incontri e a Il Patto. Lettura pubblica della Costituzione.

Per lo spettacolo Le sas è possibile ritirare un coupon gratuito, esclusivamente presso Alliance Francaise, fino ad esaurimento.

Workshop con Yoshito Ohno: costo 60 euro, massimo 30 partecipanti.
Per informazioni, prenotazioni, iscrizioni al workshop: info@laminarie.it – T 051.6242160 – www.lacupola.bo.it

INFO E PRENOTAZIONI
info@laminarie.it
www.lacupola.bo.it
T 051 6242160

Ufficio stampa: Alessandra Farneti / mob. +39 335 7797640 / alessandrafarneti@laminarie.it

LAMINARIE
7 marzo 2014, ore 18.30 INAUGURAZIONE
ESSERCI ANZICHÉ RIPRODURRE

dall’esperienza di Laminarie a DOM – tra ricerca, radicamento e sostenibilità
Laminarie ci permette di abitare nei mondi che rappresenta e quindi siamo davanti alle grandi magie del teatro, dimostrandoci che l’esserci nelle storie umane è il contrario del riprodurle.
Claudio Meldolesi, Tragedia e fiaba – Il teatro di Laminarie 1996-2008, Titivillus editore

Insisto più forte è il nuovo programma di DOM la cupola del Pilastro che si apre con una conversazione pubblica dal titolo Esserci anziché riprodurre, introdotta da Renata Molinari, alla quale sono invitati a partecipare gli operatori culturali e sociali, il pubblico, gli artisti.
L’incontro intende interrogarsi sull’esperienza di Laminarie a DOM, tra ricerca, radicamento e sostenibilità, difficile da far rientrare negli schemi della gestione di un teatro “classico

Durante la conversazione Laminarie presenta il catalogo Ravvicinamento. Il teatro di Laminarie dal 2009 al 2013: un racconto per immagini sull’esperienza della compagnia bolognese a DOM, difficile da far rientrare negli schemi della gestione di un teatro “classico”. Il catalogo vuole proseguire il racconto del libro scritto con Claudio Meldolesi Tragedia e fiaba. Alcune delle immagini tratte dal catalogo sono in mostra nel foyer di DOM.
Ingresso gratuito

NOTE BIOGRAFICHE
Renata Molinari è scrittrice, dramaturg e docente di Drammaturgia presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, realizza laboratori di drammaturgia in diversi contesti formativi e produttivi. Osservatrice partecipe della scena italiana, a partire dalle esperienze di teatro diffuso degli anni Settanta, è stata interlocutrice attiva di gruppi e artisti del Nuovo Teatro e progressivamente si è avvicinata alla creazione teatrale e alla scrittura per la scena. Pioniere in Italia della figura e dell’attività del dramaturg e della sua teorizzazione, assieme a Claudio Meldolesi. Al lavoro per la scena affianca una intensa attività nella formazione al teatro. La pratica del laboratorio e la drammaturgia come pedagogia sono i perni della sua attività e riflessione teorica. Delle proprie esperienze drammaturgiche e pedagogiche ha lasciato tracce in numerose pubblicazione. Tre titoli, a indicare maestri e compagni di teatro particolarmente significativi: Viaggio nel teatro di Thierry Salmon(2008), Diario dal Teatro delle Fonti (2006) e, con Claudio Meldolesi, Il lavoro del dramaturg (2007); e un’esperienza di lavoro determinante nel sua formazione teatrale: quella del Patalogo di Franco Quadri.

La compagnia teatrale Laminarie, fondata nel 1994 da Bruna Gambarelli e Febo Del Zozzo, opera dal 2009 presso il DOM la cupola del Pilastro, Premio Ubu 2012 nella sezione Progetti speciali con la seguente motivazione: “Dom di Laminarie, spazio che lavora sui confini tra produzione in residenza e ospitalità, tra città e periferia, tra migrazione e memoria, tra infanzia e età adulta, tra ricerca teatrale e ascolto dell’ambiente circostante al quartiere Pilastro di Bologna”.
Il principale obiettivo dell’attività verte sullo studio di linguaggi originali nell’ambito del teatro contemporaneo. Oltre alla produzione di spettacoli rivolti a un pubblico composto da adulti, Laminarie dedica una parte della propria attività alla ricerca teatrale dedicata all’infanzia.
La ricerca di Laminarie si è posta fin dalle sue origini in relazione con linguaggi artistici contemporanei quali le arti visive, l’architettura, il cinema, la letteratura.

Yoshito Ohno
Yoshito Ohno
LAMINARIE
11-15 marzo 2014
BUTOH: DA KAZUO A YOSHITO OHNO

Dall’11 al 15 marzo il DOM ospita il progetto Butoh: da Kazuo a Yoshito Ohno. L’iniziativa è articolata in quattro appuntamenti volti ad avvicinarsi al mondo del butoh, la danza moderna giapponese che, attraverso due grandi artisti iniziatori, Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata, si è sviluppata nel secondo dopoguerra come movimento d’avanguardia, affondando le sue prime radici nella cultura nipponica più primitiva e nelle suggestioni dell’espressionismo europeo.

Il progetto si apre con il workshop Creare il corpo condotto da Yoshito Ohno (11-12 marzo, ore 16-19): “Ho spesso riflettuto sulle basi di fondazione del butoh da parte di Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno. Vedo le loro due filosofie presenti entrambe. Hijikata giustappone l’essenza e la presenza e le combina a suo modo, mentre Ohno getta un profondo sguardo sulla vita e la morte nella loro connessione al butoh.
Il mio desiderio è che le cose che ho appreso da loro possano essere tramandate alle generazioni future”.
Si prosegue con Archivio Kazuo Ohno – Work in progress, l’inaugurazione della mostra fotografica, allestita nel foyer di DOM, (14 marzo, ore 19) e a seguire l’incontro con Yoshito Ohno, Toshio Mizohata (Kazuo Ohno Dance Studio), Elena Cervellati (Università di Bologna), Matteo Casari (Università di Bologna).
Il progetto si conclude con lo spettacolo di Yoshito Ohno, Flower and Bird – A Letter to My Future Self (14-15 marzo, ore 21), coreografia di Tatsumi Hijikata e Yoshito Ohno. Un solo che include la trilogia che Tatsumi Hijikata ha coreografato per Yoshito Ohno nel 1985, un anno prima della sua morte, e Divinarianes, la scena iniziale di Admiring La Argentina, l’opera en travesti che, presentata a Nancy nel 1980 e col suo enorme successo internazionale, rende Kazuo Ohno, ormai settantacinquenne, una vera leggenda vivente.
Il progetto è realizzato con il sostegno della Japan Foundation, il patrocinio del Dipartimento delle Arti – Università di Bologna e in collaborazione con l’Archivio Kazuo Ohno, Kazuo Ohno Dance Studio, Canta Co. ltd, mc2gallery Milano e Claudio Composti.

programma:
mar 11 e mer 12 MARZO ore 16 – 19 CREARE IL CORPO workshop con Yoshito Ohno
ven 14 MARZO ore 19 ARCHIVIO KAZUO OHNO – WORK IN PROGRESS
mostra fotografica e incontro con Yoshito Ohno, Toshio Mizohata (Kazuo Ohno Dance Studio), Elena Cervellati (Università di Bologna), Matteo Casari (Università di Bologna)
a seguire aperitivo
ven 14 e sab 15 MARZO ore 21 Spettacolo di Yoshito Ohno, FLOWER AND BIRD – A Letter to My Future Self
ingresso allo spettacolo: biglietto unico 7 euro.
Prevendita su www.liveticket.it. Apertura della biglietteria nei giorni di spettacolo: 1 ora prima dell’inizio. Capienza limitata. È possibile prenotare i biglietti ai recapiti sotto indicati.
Ingresso libero all’incontro e alla mostra fotografica.
Workshop con Yoshito Ohno: costo 60 euro, massimo 30 partecipanti.
Per informazioni, prenotazioni, iscrizioni al workshop: info@laminarie.it – T 051.6242160 – www.lacupola.bo.it

NOTE BIOGRAFICHE
Yoshito Ohno, figlio ed erede artistico del maestro Kazuo Ohno (1906-2010), figura leggendaria e ispiratrice del butoh, nasce a Tokio nel 1938. Nel 1959 debutta con il padre in Il vecchio e il mare e nello stesso anno nel celebre Kinijki (Colori proibiti), diretto e coreografato da Tatsumi Hijikata, considerato la prima, eversiva creazione nella storia della nuova danza Butoh.
Tra il 1960 e il 1968 studia danza classica e pantomima e partecipa alle performances del gruppo di Hijikata Ankoku Buto-ha. Nel 1969 è sulle scene a Tokyo con la sua prima performance da solista.
Si ritira dalle scene per più di dieci anni e nel 1985 ritorna a teatro con uno spettacolo con il padre, The Dead Sea. Dal 1986 Yoshito dirige tutte le creazioni di Kazuo Ohno. Nel 1987 dirige e interpreta con il padre Water Lilies (Gigli d’acqua) e l’anno successivo Insect Metamorphosis. Nel 1989 presenta a Roma una sua performance e partecipa a festival in vari paesi del mondo; nel 1990 dirige e interpreta con Kazuo Ka Cho Fu Getsu (Fiori-Uccelli-Vento-Luna.
Negli anni successivi continua ad accompagnare Kazuo Ohno nelle sue tournées e diviene il principale prosecutore del lavoro paterno, che traduce in spettacoli propri. Nel 2001, quando compie 95 anni, Kazuo lo investe ufficialmente della sua eredità artistica per il futuro.
Gli spettacoli di Yoshito Ohno girano in Europa, Sud America, Asia, Canada e negli Stati Uniti e in sedi illustri come La Biennale di Venezia e la Japan Society New York.

LAMINARIE
16 aprile 2014, dalle ore 18.30
CENTO DI QUESTI GIORNI: ETTY HILLESUM

Il 16 aprile, dalle ore 18.30, Laminarie presenta al DOM la cupola del Pilastro il secondo appuntamento di Cento di questi giorni, un progetto che vuole ricordare ogni anno la vita e l’opera di una figura esemplare, aprendosi anche ad altri linguaggi oltre il teatro.

In occasione del centenario della nascita di Etty Hillesum, scrittrice e intellettuale olandese di origine ebraica morta a 29 anni ad Auschwitz, Laminarie cura un incontro con l’editore Gerrit Van Oord, con letture di alcuni brani tratti dai diari e dalle lettere della giovane scrittrice.
Conclude la serata la proiezione del film Etty Hillesum una vita spezzata di Jaop Walvis e Almart Tjepkema. Il video, realizzato dalla televisione olandese nel 1984 e presentato a DOM nella versione italiana del 2002, si articola nella lettura di alcune pagine dal Diario e dalle Lettere e nelle interviste agli amici , alcuni di loro sopravvissuti allo sterminio, che raccontano della loro relazione con Etty e le ragioni che l’hanno convinta a rientrare definitivamente nel Campo di Westerbork.
La storia di Etty Hillesum colpisce per la lucidità con la quale la giovane donna olandese affronta le vicende tragiche del suo tempo, opponendo una resistenza interiore al male e ricercando con tenacia e fede in Dio tracce di bene anche là dove sembra assente. Insegna che l’unica strada per contrastare odio è un atteggiamento d’amore con cui guardare, nonostante tutto, anche a chi ci sta facendo del male.

Il progetto è realizzato con il patrocinio dell’ambasciata dei Paesi Bassi a Roma e del consolato generale dei Paesi Bassi a Milano.
Ingresso gratuito

NOTE BIOGRAFICHE
Etty Hillesum nasce a Middleburg (Paesi Bassi) il 15 gennaio 1914. Il padre è un professore di lingue classiche. Nel 1926 Etty si iscrive al liceo classico di Deventer. Sei anni dopo si trasferisce ad Amsterdam, dove studia legge. Nel marzo 1937 va ad abitare presso la casa di Hendrik Wegerif e sarà proprio qui che inizierà a scrivere quel diario in cui annoterà, con precisione e passione, la sua trasformazione spirituale e le sue vicende umane prima del trasferimento a Westerbork. Dopo essersi laureata in legge nel 1939, comincia a studiare le lingue slave, e impartisce lezioni di russo.
Nel 1939 viene creato il campo di Westerbork, dove il governo olandese, in accordo con la principale organizzazione ebraica presente in Olanda, decide di riunire i rifugiati ebrei, tedeschi o apolidi, che vivono nei Paesi Bassi, pensando ad una loro futura riemigrazione. Nel 1942 il campo di Westerbork passa sotto il comando tedesco: diventa così “Campo di transito di pubblica sicurezza”, ossia luogo di raccolta e smistamento per gli ebrei prigionieri diretti ad Auschwitz.
Il 16 luglio Etty, assunta come dattilografa al Consiglio Ebraico di Amsterdam, sezione assistenza alle partenze, richiede di essere trasferita al dipartimento di aiuto sociale alla persone in transito nel campo di Westerbork, dove gode di una certa libertà, che le consente di mantenere contatti con l’esterno e quindi scrivere le lettere che sono giunte fino a noi.
Nel mese di luglio 1943 le autorità tedesche pongono fine allo statuto speciale dei membri del Consiglio Ebraico presenti nel campo di Westerbork. Decidono che metà di loro deve tornare ad Amsterdam, e gli altri rimanere nel campo, perdendo però ogni libertà di circolazione e comunicazione con l’esterno. Etty decide di rimanere a Westerbork.
Il 7 settembre 1943 la famiglia Hillesum sale su un convoglio diretto in Polonia. Dal treno, Etty riesce a gettare un biglietto che verrà ritrovato lungo la linea ferroviaria e spedito: è indirizzato ad un’amica ed è l’ultimo scritto di Esther.
Il “Diario” di Etty viene pubblicato per la prima volta in Olanda nel 1981 dall’editore Gaarlandt ed è subito un grande successo. Nel 1982, col titolo “Il cuore pensante della baracca”, sono pubblicate le lettere che Esther aveva scritto a Westerbork.

LAMINARIE
23 aprile 2014, ore 19
IL PATTO – Lettura pubblica della Costituzione

Nel patriottismo della Costituzione non trovano posto né il conflitto né la negoziazione tra parti politiche. Quella divisione tra i cittadini, sciaguratamente e costantemente rinfocolata nel dibattito partitico e malignamente enfatizzata dai media, è il segno della fragilità della nostra democrazia che non è stata costruita nel rispetto della legalità costituzionale.
Francesco Paolo Casavola

Il 23 aprile, alle ore 19, Laminarie promuove per il quinto anno consecutivo Il Patto, la lettura pubblica della Costituzione, in un momento storico nel quale si riscontra con sempre maggiore frequenza l’attribuzione della Carta Costituzionale a un partito o colore politico, piuttosto che un’adesione profonda ai principi civili che essa esprime.

La lettura è introdotta da Andrea Speranzoni, avvocato difensore delle vittime nei processi per i crimini nazifascisti e diventa un momento pubblico di incontro e di approfondimento dei principi fondamentali contenuti nella nostra Costituzione, un momento diventato rituale al DOM, molto partecipato e sentito dai cittadini, che prevede la lettura di alcuni articoli del testo costituzionale affidata alla voce di lettori provenienti dal quartiere e dalla città che hanno la possibilità, a loro scelta, di commentare brevemente l’articolo scelto.
Ingresso gratuito

NOTE BIOGRAFICHE
Andrea Speranzoni, nato a Venezia nel 1971, è avvocato del Foro di Bologna. Laureatosi presso l’Università degli Studi di Ferrara con una tesi dal titolo “La tutela processuale del segreto di Stato”, collabora a partire dal 2001 con lo Studio legale Giampaolo di Bologna. Si è occupato di processi relativi all’eversione di destra in Italia e di reati di terrorismo. Ha inoltre assistito in qualità di patrono di parte civile numerosi familiari delle vittime, Enti pubblici territoriali e l’A.N.P.I. nei processi celebratisi dopo la scoperta del cosiddetto “Armadio della Vergogna”. Dal 2008 collabora con la cattedra di Procedura penale europea e sovranazionale presso il Dipartimento dei sistemi giuridici ed economici dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

LAMINARIE
6-20 maggio 2014
PAROLE CHE PESANO DOPPIO

tre appuntamenti con la drammaturgia contemporanea
Dal 6 al 20 maggio la rassegna Insisto più forte, curata da Laminarie a DOM la cupola del Pilastro, prosegue con Parole che pesano doppio, tre appuntamenti con la drammaturgia contemporanea in tre differenti declinazioni. Il progetto è pensato come un’articolazione di vari eventi attorno alla drammaturgia contemporanea, con spettacoli, incontri, proiezioni video

Il primo appuntamento è il 6 maggio (ore 21) con Claudia Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio che mette in scena Dialogo degli schiavi, ballata scritta e interpretata da Claudia Castellucci con gli arrangiamenti musicali di Scott Gibbons con la partecipazione di Stefano Bartolini. Lo spettacolo è preceduto dalla proiezione del video I Passanti (via Zara), commemorazione saprofita di Claudia Castellucci e Filippo Tappi.
“Il valore testimoniale delle ballate, spesso utilizzate dagli entusiasti religiosi, dai partigiani o dai consumati dalla vita, implica l’esibizione in prima persona di chi le ha scritte o di chi ha vissuto la stessa temperie dei fatti” scrive Claudia Castellucci nella presentazione dello spettacolo. “La musica elementare che accompagna le parole ha il compito di far risaltare il testo, anch’esso disadorno e didascalico. […] Il testo si ripromette di regredire in uno stato di primitiva percezione delle cose, dove anche le abitudini appaiono affiorare come estranee, dopo un lungo sonno. Si fa spazio a una sospensione del giudizio che staglia l’assodata concretezza delle cose, come oggetti di una visione oggettiva.
La Ballata compie una discesa gradatamente inclinata sulle esperienze della vita quotidiana; sulla scoperta di una realtà che sprofonda e poi rimbalza sulla superficie di partenza. La spregiudicatezza con cui si penetra nei gesti più soliti, con lenti ottiche via via più potenti, focalizza una realtà che da lucida si rivela allucinogena; partendo dalle sponde concrete e reali dei fenomeni, sfocia in una collocazione metafisica degli stessi, che non contraddice, anzi combacia con il materialismo primitivo della percezione umana”.

Anna Barkova, la poetica del silenzio è il titolo del secondo appuntamento (13 maggio, dalle ore 19), un incontro sull’opera della poetessa e drammaturga russa, donna coraggiosa e ribelle che ha subito varie condanne e prigionie, con Anna Maria Carpi, poetessa, scrittrice, tra le più importanti traduttrici di autori tedeschi, autrice del libro Il mio nome era un altro, e Matteo Marchesini, scrittore e giornalista bolognese, collabora tra l’altro con il Corriere di Bologna, Il Foglio e Il Sole 24 Ore.
L’incontro termina con letture tratte dall’opera della Barkova.

L’ultimo appuntamento, Il teatro di Michel Azama, prosegue la progettualità dedicata alla drammaturgia contemporanea francese che in questi anni ha attraversato in maniera significativa la città di Bologna (20 maggio, dalle ore 19). Il progetto, curato da Elena Di Gioia e dedicato a uno degli autori più affermati della drammaturgia contemporanea francese, è ospite a DOM con un articolato programma: la presentazione con Michel Azama del volume Le sas/L’inatteso (Editoria & Spettacolo), e con la partecipazione di Elena Di Gioia, Laura Mariani, Chiara Elefanti, Licia Reggiani e le letture di Anna Amadori (ore 19); lo spettacolo Le sas, risultato di una residenza al DOM, regia di Alessandro Migliucci, con Silvia Lamboglia, collaborazione artistica di Anna Amadori (ore 21). Al termine (ore 22.15) un dialogo introdotto da Martine Pagan con Michel Azama e Silvia Lamboglia, a cura di Elena Di Gioia e Laura Mariani. La giornata al DOM dedicata al drammaturgo francesce è presentata nell’ambito de Il teatro di Michel Azama, ed è un progetto di Alliance Française di Bologna in collaborazione con il Dipartimento di interpretazione e traduzione – Università di Bologna, il DOM La cupola del Pilastro e il Dipartimento della Arti – Università di Bologna.

Dialogo degli schiavi, foto di Simona Barducci
Dialogo degli schiavi, foto di Simona Barducci
programma:
mar 6 MAGGIO 2014
I Passanti (via Zara) – (video, 15’)
commemorazione saprofita – di Claudia Castellucci e Filippo Tappi
> ore 21 Claudia Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio, DIALOGO DEGLI SCHIAVI
ballata scritta e interpretata da Claudia Castellucci | arrangiamenti musicali di Scott Gibbons | con la partecipazione di Stefano Bartolini

mar 13 MAGGIO 2014 ANNA BARKOVA, LA POETICA DEL SILENZIO
> ore 19 Incontro sull’opera della poetessa e drammaturga russa ANNA BARKOVA con Anna Maria Carpi e Matteo Marchesini
a seguire aperitivo
> ore 21 Letture dall’opera di Anna Barkova

mar 20 MAGGIO 2014 IL TEATRO DI MICHEL AZAMA
> ore 19 presentazione con Michel Azama del volume Le Sas/L’inatteso (Editoria & Spettacolo)
partecipano Elena Di Gioia, Laura Mariani, Chiara Elefante, Licia Reggiani. Lettura di Anna Amadori
a seguire aperitivo
> ore 21 dello spettacolo Le sas – a seguito della residenza creativa a DOMregia Alessandro Migliucci con Silvia Lamboglia. Con la collaborazione artistica di Anna Amadori
> ore 22.15 dialogo con Michel Azama e Silvia Lamboglia | a cura di Elena Di Gioia e Laura Mariani. Introduce Martine Pagan

BIGLIETTERIA
ingresso agli spettacoli: biglietto unico 7 euro.
Prevendita su www.liveticket.it.
Apertura della biglietteria nei giorni di spettacolo: 1 ora prima dell’inizio.
Capienza limitata. È possibile prenotare i biglietti ai seguenti recapiti: info@laminarie.it – T 051.6242160
Ingresso libero a tutti gli incontri

Per lo spettacolo Le sas è possibile ritirare un coupon gratuito, esclusivamente presso Alliance Francaise, fino ad esaurimento.

NOTE BIOGRAFICHE
Claudia Castellucci è cofondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio nel 1981 con Romeo Castellucci e Chiara Guidi. Nella compagnia si occupa della composizione dei testi, sia drammatici sia teorici, oltre a essere interprete in diversi spettacoli. Dopo aver scritto Santa Sofia-Teatro Khmer, manifesto di un teatro iconoclasta (1986), incomincia una propria ricerca metrica e melodica. Dal 1989 condivide e approfondisce questo studio con la Scuola teatrica della discesa, un insieme di giovani che si incontra regolarmente in cicli triennali unendo alla ginnastica una pratica filosofica. Dal 2003 al 2008 conduce un’altra scuola più specificamente rivolta al movimento ritmico: la Stoa. Dal 2009 divarica la propria arte in due rami: uno approfondisce il ballo, come disciplina del tempo praticata da danzatori esperti, l’altro prosegue l’idea di scuola come opera fatta di relazioni. Claudia Castellucci continua a recitare sporadicamente testi autografi, l’ultimo dei quali, Il Regno profondo, è strutturato come un sermone. Con i Ritagli dei giornali ha creato una quarantina di quadri destinati all’esposizione. Tra i testi pubblicati: Il teatro della socìetas Raffaello Sanzio, dal teatro iconoclasta alla super-icona (Ubulibri 1992), Uovo di bocca. Scritti lirici e drammatici(Bollati Boringhieri 2000) Epopea della polvere, (Ubulibri 2001), Les Pèlerins de la matière, théorie et praxis du théâtre (Les Solitaires Intempestifs 2001), The Theatre of Socìetas Raffaello Sanzio(Routledge 2007).

Anna Aleksandrovna Barkova è nata il 16 luglio 1901 in Russia. Anna inizia a pubblicare le sue poesie a 17 anni sulla stampa locale. La sua prima raccolta si intitola “Donna”. Dopo essersi trasferita a Mosca arrivano tempi difficili. Anna ha infatti un carattere ribelle e nel 1934 viene condannata a cinque anni nei campi. Nel 1939 viene mandata in esilio e nel 1947 è di nuovo arrestata e condannata a dieci anni. Donna coraggiosa che nonostante tutto non perde il senso dell’umorismo. Rilasciata nel 1956 torna a Mosca dove viene di nuovo arrestata e condannata a dieci anni con l’accusa di aver inviato i suoi manoscritti all’estero. Nel 1965 Anna viene riabilitata per il crimine non commesso. Uscita di prigione viene messa in una casa per disabili. Tuttavia grazie all’intervento di due scrittori importanti trova un appartamento e le danno una piccola pensione. Anna Barkova passò dunque più di trent’anni in varie prigioni e in esilio.

Michel Azama è uno scrittore, drammaturgo e pedagogo francese. Le sue opere sono tradotte in diverse lingue e rappresentate in tutto il mondo. È stato redattore della rivista Les Cahiers de Prospero con attenzione alla scrittura teatrale contemporanea. È attualmente impegnato nella didattica, dirigendo laboratori di scrittura drammatica in Colombia, Cile, Italia e Francia, e la scrittura di opere teatrali. È presidente dell’E.A.T. (Ecrivains Associés du Théâtre). Ha pubblicato quindici opere per il teatro tradotte in varie lingue, tra cui: Bled (1983), Vie et mort de Pier Paolo Pasolini (1984), Le Sas (1986), Croisades (1988), Iphigénie ou le péché des dieux (1991), Aztecas (1992), Les deux terres d’Akhenaton (1994), Zoo de nuit (1997), Faits divers (1998) and Saintes Familles (2002).
Michel Azama ha scritto una vasta antologia di drammaturghi di lingua francese, dal titolo Dal 1950-2000 Da Godot a Zucco, in tre volumi.

LAMINARIE
27 maggio 2014, ore 18.30
IL RITMO È TUTTO

Insisto più forte, il programma di Laminarie al DOM la cupola del Pilastro si chiude con Il ritmo è tutto (27 maggio, ore 18.30), dialogo filosofico tra Romeo Castellucci e Federico Ferrari, filosofo e critico d’arte, che fa parte di e la volpe disse al corvo. Corso di Linguistica Generale, il Progetto speciale che il Comune di Bologna ha dedicato al regista teatrale e cofondatore della compagnia Socìetas Raffaello Sanzio.
La questione di una ritmica dell’immagine è il punto di partenza dell’incontro, coordinato da Piersandra Di Matteo, che è anche curatrice dell’intero progetto. Ferrari è autore di numerosi libri che intrecciano nodi problematici cari alle domande poste dal linguaggio artistico di Castellucci: l’enigma della creazione, lo sguardo e l’invisto, la comunità degli spettatori, il rapporto tra arte ed etica, la coappartenenza di forma e materia. L’artista e il filosofo entreranno in questi nuclei ognuno dalla propria prospettiva singolare. Questo incontro è l’occasione per rivelare la forte dimensione teorica e filosofica che fonda il teatro di Romeo Castellucci, e che attraversa una scrittura scenica estremamente concreta dove la centralità della tecnologia dell’occhio e la pulsazione delle singole immagini diventano cardine di orientamento. Per dirla con Friedrich Hölderlin: tutto è ritmo.
Ingresso gratuito

NOTE BIOGRAFICHE
Romeo Castellucci nasce nel 1960 a Cesena. Si diploma in Pittura e Scenografia all’Accademia di Belle arti di Bologna. Nel 1981 fonda, insieme a Claudia Castellucci e a Chiara Guidi, la Socìetas Raffaello Sanzio. Da allora realizza spettacoli come regista, ideatore di scene, luci,suoni e costumi. I suoi lavori sono stati presentati in più di cinquanta nazioni, prodotti dai più prestigiosi teatri e festival del mondo. Oltre ad essere autore di scritture di teoria che percorrono il cammino del suo teatro, è stato direttore artistico della Biennale Teatro di Venezia (2005), “Artiste Associé” alla direzione artistica della 62° edizione del Festival d’Avignon (2008) e co-direttore del Malta Festival di Pozdan (2013). Insignito di numerosi premi e onorificenze intenazionali, il recente conferimento del Leone D’Oro alla carriera della Biennale di Venezia è l’ultimo importante riconoscimento del suo percorso artistico.

Federico Ferrari è un filosofo e critico d’arte italiano. Insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove è coordinatore del Biennio specialistico di Comunicazione e organizzazione per l’arte contemporarena. È corrispondente per l’Italia del Collège International de philosophie di Parigi. I campi di ricerca di Federico Ferrari vanno dalla bioetica alla filosofia politica, dall’estetica alla teoria dell’arte contemporanea. Sulla scia della riflessione svolta da Maurice Blanchot, Jean-Luc Nancy e Giorgio Agamben, ha sviluppato dapprima un lavoro di ricerca sul problema di un legame sociale in bilico tra l’esperienza comunitaria e le società atomizzate del mondo globalizzato. A seguito di questo primo nucleo di interesse, ha sviluppato una collaborazione con Jean-Luc Nancy che ha portato, tra il 2000 e il 2005, alla stesura di due opere a quattro mani (La pelle delle immagini e Iconografia dell’autore). Nei primi anni ’90 si è occupato di bioetica. In questo campo, e in particolare sul tema dell’eutanasia, ha individuato nel concetto di distanasia un approccio singolare alle problematiche sollevate dall’idea di una “buona morte” non riducibile né a una strenua difesa della sacralità della vita a qualunque costo né a una manipolazione dei corpi in una logica strettamente medico-scientifica. A partire dalla fine degli anni ’90, il suo campo di ricerca si è sviluppato maggiormente sui temi dell’immagine e dell’arte.

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