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Libri Come 2014. Il lavoro, i libri e la cicoria

Venerdì 7 marzo è stata presentata a Roma, presso il NoteBook dell’Auditorium Parco della Musica, la quinta edizione di Libri come – Festa del libro e della lettura  (13-16 marzo 2014) alla presenza di Carlo Fuortes (amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma), Aurelio Regina (presidente della Fondazione Musica per Roma) e Marino Sinibaldi (curatore della manifestazione).

Quest’anno la Festa avrà come liet motiv il Lavoro. Non la Crisi. E non il problema, dunque. Bensì la soluzione. Il lavoro che cambiando cambia noi; il lavoro che se non c’è tocca inventarlo o re-inventarlo; il lavoro che va difeso, tutelato, rispettato… ma come? Se ne parlerà insieme a ospiti internazionali come il sociologo statunitense Richard Sennett o l’antropologo francese Marc Augé e con due maratone nelle giornate di sabato e domenica. Non mancheranno incontri anche con i grandi autori della narrativa italiana e straniera, molto amati dai lettori come Andrea Camilleri e John Grisham. Tanti altri, poi, i nomi del mondo della cultura e della società – Mauro Corona, Michele Serra, il Premio Pulitzer Jhumpa Lahiri, David Grossman, Umberto Eco, il fumettista Makkox, Lidia Ravera, Loredana Lipperini, i cantautori Francesco Guccini e Ivano Fossati ne sono un piccolo esempio – che si avvicenderanno all’Auditorium, per dar vita, come ormai di consueto, alla Festa in onore di un oggetto, il Libro, che è poco presente nelle case degli italiani (nel 2013 il 64% delle famiglie possedeva al massimo 100 volumi) e in onore, indissolubilmente, di un’azione come la Lettura che viene esercitata con una solerte pigrizia (nel 2013 la percentuale dei lettori era del 43%, il 3% in meno rispetto al 2012; i cosiddetti “lettori forti” sono scesi dal 14,5% al 13,9%).

Di contro, però, siamo un popolo di scrittori: nel 2012 le opere pubblicate sono state 59.230 (di cui 38.394 novità, mentre le ristampe non hanno raggiunto nemmeno 1/3 del totale). Una produzione enorme, dunque, che non si capisce da chi dovrebbe essere smaltita. Inceneritori a parte, s’intende.

Queste cifre sono piombate pesantissime durante la conferenza stampa, per fortuna che almeno c’erano il sole e l’arcobaleno. E che lo spirito fosse quello di aggregare, non deprimere. Perché, in fondo, è pur sempre una Festa. Una Festa che non dimentica le scuole e i ragazzi (più bravi degli adulti, perché leggono in tanti), ai quali è dedicato l’incontro con il Presidente del Senato Pietro Grasso (venerdì 14 marzo, ore 10) e che potranno partecipare ad appuntamenti con insegnanti, scrittori e illustratori pensati apposta per loro. Una Festa che porta come fiore all’occhiello lo spazio Garage (ingresso gratuito), fucina di dialoghi, laboratori e mostre. Una Festa che prova a raccogliere più voci possibili, perché parlare di lettura e di libri (qualunque forma abbiano) è parlare di consapevolezza, di futuro.

Ad esempio, scorrendo l’ultima indagine ISTAT su La produzione e la lettura di libri in Italia  scopriamo che di coloro che leggono almeno 12 libri o più all’anno (cioè la già citata minoranza dei “lettori forti”): il 48,9% dichiara di leggere quotidiani almeno tre giorni a settimana, che il 38% è andato al cinema almeno quattro volte, che il 60,6% è andato almeno una volta a un museo o una mostra e così via. Analizzando il loro esatto opposto, cioè i non lettori, scopriamo che le percentuali si attestano al 17,6% per i quotidiani, al 12,2% per il cinema e all’11,6% per musei e mostre.

Ora, non è che chi non legge sia più scemo o meno colto di chi legge. Però per noi che invece leggiamo (a volte anche qualche schifezza di troppo) tali individui rimangono un mistero. Una strana specie animale, da guardare con curiosità e circospezione. Cerchiamo di trovare noi la risposta a questa loro (presunta) mancanza. Ci chiediamo noi per loro “ma perché non leggono?”, con un tono supplichevole più che arrogante. E ovviamente noi per loro, cerchiamo anche una risposta.

Sarà forse il caso di cambiare punto di vista? Noi, per esempio, lo sappiamo perché leggiamo? Io credo di leggere libri per lo stesso motivo per il quale mangio cicoria: i libri, come la cicoria, mi sono stati riproposti. Mia mamma da bambina mi leggeva le favole prima di andare a dormire, in casa i libri non sono mai mancati, nella mia scuola Elementare c’era una biblioteca dove sceglievamo liberamente le nostre letture, alle Medie ormai avevo un destino segnato e al Ginnasio, come se già non bastasse, la professoressa di Lettere ci fece leggere (e commentare) tanti testi diversi. E il resto è venuto da sé. Con la cicoria è stato lo stesso: mi è stata riproposta, giorno dopo giorno, e mi è stato detto, soprattutto, che non potevo dire che non mi piaceva se prima non l’assaggiavo.

I libri si sono fatti largo molto più facilmente della cicoria, nella mia vita, ma il risultato è stato lo stesso. Il risultato è che oggi leggo libri e mangio cicoria. Il risultato è, anche, che prima che mi venisse “imposto” di leggere già mi piaceva farlo, già mi ero abituata alla consistenza dei libri e ai mondi che mi raccontavano.

Visto, cari lettori e cari non lettori? Ho paragonato i libri alla cicoria e a nessun intellettuale è caduta la barba. Questo perché i libri sono una cosa viva, in quanto frutto della vivacità altrui e della nostra bramosia. La lettura è per tutti e a tutti dovrebbero essere date le stesse possibilità per imparare a leggere e, dopo, per imparare ad amare il leggere.

I non lettori, dal canto loro, che andassero a sentire quel che si dice a “Libri come”, che è una Festa e alle feste più si è meglio è. Andassero a scoprire questo strano universo parallelo, questa strana specie animale che si ciba di libri e cicoria, questi poveri “lettori forti” – ormai esangui nel tentativo di trainare l’industria culturale italiana – riconoscibili dai visi scavati e dai maglioni infeltriti. Incontratevi, incontriamoci. Se esistete davvero (perché ormai, sul serio, le abbiamo pensate proprio tutte), sciogliete il mistero che vi aleggia intorno, consegnateci la soluzione all’enigma. Sguainate saettanti una mano all’insù per prendere la parola e liberateci dall’imbarazzo. Spiegateci come fate a vivere senza leggere libri e, soprattutto, perché? Mica per niente, però qualcuno potrebbe iniziare a prenderla sul personale…

Finché continueremo a raccontarci, tra noi lettori forti e meno forti, quanto sia bello leggere e perché sia importante leggere (nonostante la crisi, i prezzi, le difficoltà, il tempo che non basta), non riusciremo mai a capire perché altri evidentemente non sono d’accordo con noi, e con tutto il diritto a non esserlo, né a convincerli che sbagliano (se sbagliano). E poi almeno al posto dei puntini di sospensione, di incertezza, alla voce “perché la maggioranza degli italiani sceglie (?) di non leggere” potremmo riuscire a mettere un punto. Fermo. Dopo una risposta, è chiaro. E ripartire, magari.

Accorrete, ordunque. “Libri come – Festa del libro e della lettura” vi aspetta (tutti) dal 13 al 16 marzo 2014, presso gli spazi dell’Auditorium Parco della Musica. Con anche delle carriole piene di libri da scambiare: prendete uno, lasciate uno. Non fate i furbetti, che tanto Agatha Christie vede tutto e poi manda Smaug a saldare il conto.

E se non è chiedere troppo, portate della cicoria per i lettori forti, che almeno mangiano qualcosa…

2 commenti

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  • Gentile Giulia, ho letto il suo contributo di filato – senza una pausa – e debbo dire che tra ironia, e malinconiche certezze, mi ha strappato davvero un sorriso. Grazie

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