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Lo spazio e il tempo del paesaggio, una conversazione su Stella di Flavio de Marco

Lo spazio e il tempo del paesaggio
una conversazione su Stella di Flavio de Marco

La conversazione si propone come contributo per una riflessione sulla pittura di paesaggio prendendo spunto e avvio dalla recente pubblicazione del libro d’artista Stella di Flavio de Marco (Danilo Montanari Editore).

I relatori affronteranno questo tema con chiavi prospettiche specifiche per restituire al pubblico una stimolante e articolata visione su questo genere pittorico.
Bernd Wolfgang Lindemann, direttore della Gemäldegalerie di Berlino, interverrà su Spazio e tempo dell’arte: il paesaggio come archetipo di visione che riapre lo sguardo; Maria Vittoria Marini Clarelli, Soprintendente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma parlerà di Spazio e tempo della storia: un’isola come software degli stili della Storia dell’Arte. L’artista interagirà coi relatori rapportando gli aspetti teorici e critici alla sua ricerca formale.
Il volume è stato realizzato in occasione delle mostre di de Marco al Künstlerhaus Bethanien a Berlino (agosto/settembre 2013) e alla Frankendael Foundation di Amsterdam (dicembre 2013/febbraio 2014) nelle quali erano visibili opere e disegni appartenenti al suo nuovo progetto omonimo; terza e ultima tappa del progetto sarà alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel giugno 2014.
Il progetto consta di dipinti e disegni raffiguranti paesaggi in cui l’artista rappresenta un’isola artificiale, situata nel Mar Egeo, prendendo a modello dipinti di paesaggio realizzati nella storia dell’arte e illustrazioni di paesaggi realmente esistenti.
Il libro, interamente ideato dall’artista, si presenta come una sorta di guida di viaggio sull’isola artificiale. Il suo testo si accompagna a immagini/dettagli dei dipinti e da disegni. Gran parte del volume è dedicata alla caratterizzazione della struttura geografica e del paesaggio, ma diviene anche viaggio nella pittura occidentale nell’epoca dei voli low cost (e dalla nuova geografia del pianeta ridisegnata dal world wide web) e articolata riflessione sullo stato dell’arte.

Le premesse

La ricerca pittorica di Flavio de Marco inizia nella metà degli anni Novanta come lavoro sulla superficie della tela intesa come soglia tra lo spazio dello spettatore e lo spazio al di là del quadro. La tela rappresenta in tal modo un confine dello sguardo e, allo stesso tempo, indica un luogo fisicamente inabitabile.
Nel 1999 de Marco inizia a riflettere sullo schermo del computer come possibile orizzonte di un’esperienza odierna del paesaggio.
Tali schermate vengono però dipinte come cornici vuota in attesa dell’immagine. La schermata del computer diviene, una volta dipinto sulla tela, uno spazio fisico vero e proprio, un paesaggio, capace di generare una nuova esperienza fisica di tipo proiettivo, non meno reale di una passeggiata all’aria aperta.
Lo spazio dello schermo diviene non soltanto un discorso sull’esperienza del paesaggio ma anche un’indagine sullo spazio pittorico come piano di rappresentazione di una nuova idea prospettica basata non più sulla fisicità del reale, ma come una finestra su un mondo irreale, quello piatto e ravvicinato dello schermo.
Tra il 2003 e il 2007 l’artista realizza alcuni ambienti dipinti, intitolati Mimesi, i che indagano i confini dell’illusorietà dello spazio nella relazione tra spazio fisico e spazio di rappresentazione, attraverso la reversibilità del rapporto tra il modello e la copia.
Nel 2007 de Marco, nel Souvenir Schifanoia a Ferrara, inserisce immagini figurative all’interno delle sue schermate-cornici: in questo lavoro è presente, il confronto con la tradizione pittorica occidentale, attraverso il concetto di  souvenir, inteso come una sorta di turismo nella storia dell’arte e come viaggio per riaprire il discorso sulla pittura di paesaggio.
Nel 2009 (nel progetto londinese Portrait of a Collection) prende avvio la costruzione di un possibile alfabeto di segni in relazione alle singole parti che costituiscono il paesaggio: cielo, mare, terra, alberi con lo scopo poi di riunirli nuovamente in una sorta di montaggio di tecniche differenti, nell’unità del quadro.
Nel 2010 nel progetto Vedute presentato alla Collezione Maramotti, l’artista indaga la “veduta” urbana come approccio visuale contemporaneo al paesaggio: l’approccio consiste in una libera sperimentazione linguistica alla luce delle differenti sorgenti da cui il paesaggio è restituito nel mondo del turismo globale.
Infine dal 2011 al 2013, col progetto Stella, de Marco crea ex-novo un modello (l’isola immaginaria) che consiste in un collage di differenti tipologie di paesaggio che è proposto come archetipo della visione, in grado d’interrogare il senso stesso del guardare. L’isola è una sorta di software della pittura da cui attingere, ancora una volta, differenti tecniche per ampliare la ricerca sul linguaggio pittorico.

Titolo: Lo spazio e il tempo del paesaggio
Relatori:

  • Ÿ Bernd Wolfgang Lindemann, direttore della Gemäldegalerie- Staatliche Museen di Berlino
  • Ÿ Maria Vittoria Marini Clarelli, Soprintendente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
  • Ÿ Flavio de Marco, artista

Luogo: Collezione Maramotti, Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia
Data: Sabato 5 aprile 2014, ore 16.00
Modalità: Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Si consiglia di prenotare telefonando allo 0522 382484 o tramite email: info@collezionemaramotti.org

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2 commenti

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  • Confesso e premetto: non amo antropomorfismi e naturomorfismi. Neanche quando, idealisticamente costituirebbero “finestre” su altro. Epperò c’è qualcosa nelle tre opere qui sopra che sembra usare una vecchia tela di Seurat o di Turner ma al contrario, come quando utilizzi un tablet o uno smartphone invertendo l’obbiettivo fotografico verso te stesso. Non sono sicuro di cosa esattamente mi intrighi di Flavio Di Marco, ma c’è qualcosa oltre ciò che a prima vista me lo avrebbe fatto archiviare su due piedi. Grazie di questo articolo.

La frase della settimana…

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