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Politics and Prose, un successo Americano.
E a Roma cosa si può fare?

Politics and Prose non è soltanto una prestigiosa libreria indipendente di Washington DC, ma è anche e soprattutto luogo eventi letterari basati sul dibattito con i lettori che intervengono ogni volta numerosi, secondo una filosofia di cui vi sto per raccontare le origini e le ambizioni, i principi e le pratiche, domandandomi se mai un’analoga iniziativa potrà essere avviata a Roma…

Il negozio è stato fondato nel 1984 -anno in cui io sono arrivato a Washington- dai co-proprietari Carla Cohen e Barbara Meade, che, nel corso degli anni, lo hanno ampliato cinque volte fino ad arrivare alla dimensione attuale di circa 2000 metri quadrati, su due piani. Uno spazio piccolo se paragonato a quello delle grandi librerie come Barnes and Nobles o se si considerano le attività che vi si svolgono, ma che è parte integrante del quartiere – in verità molto ampio – di Chevy Chase.
I due proprietari, nel 2001 hanno venduto la libreria a Bradley Graham e Lissa Muscatine – ex dipendenti del Washington Post, che oggi gestiscono la libreria.
Politics and Prose è nota per il personale esperto nel consigliare libri (tanto che un intero scaffale ospita e mostra i libri che il personale raccomanda); ed è considerata un elemento fondamentale dell’ambiente culturale di Washington DC. Jim Leher, un famoso commentatore televisivo americano, quando si diffuse la notizia dell’intenzione di Cohen e Meade di vendere Politics and Prose disse: “Vendere Politics and Prose è come vendere i monumenti di Washington!”.
E forse non è un caso che sul retro della libreria si trova forse l’unico spazio ancora esistente a Washington, in cui è possibile parcheggiare senza pagare!
La libreria è al piano strada mentre al piano inferiore c’è Modern Times una Coffee House a disposizione del pubblico.

Politics and Prose si sostiene con la vendita dei libri e con le sottoscrizioni di coloro che ritengono che la libreria svolga una funzione utile per la vita culturale e politica della città. La vendita di libri costituisce l’attività principale di P&P, che sta cercando di contrastare il predominio delle vendite online di Amazon, offrendo anch’essa acquisti online a prezzi abbastanza competititvi.

Nella Coffee House, un ambiente gradevole con una dozzina di tavoli, si possono gustare varie bevande sorseggiare, te, caffè, cappuccino, degustare buona pasticceria e qualche panino “americano”. Normalmente dopo le 5 del pomeriggio è anche possibile accedere gratuitamente alla rete wi-fi e, analogamente ad altri caffè americani, si può rimanere seduti per ore anche con una sola consumazione. La Coffee House costituisce, inoltre, un punto d’incontro semplice, per gente di ogni tipo che ama i libri, oppure che desidera lavorare al computer o accedere a internet circondato da molte altre persone, o solamente ha voglia di incontrarsi e chiacchierare con gli amici.

Recentemente, poi, Politics and Prose ha installato  al primo piano OPUS, una stampante di dimensioni gigantesche che consente a chiunque di pubblicare un libro spendendo circa $150, ma non solo: ha aperto anche una fornitissima una sezione per bambini, ha sviluppato, in cooperazione con Kobo, un e-reader simile a Nook e Ipad, ha avviato vari gruppi letterari ed ha arricchito la sua dotazione con selezionati libri di vario genere.

Ma sono gli eventi il “piatto forte” di Politics and Prose.

Giornalmente, dalle 7 alle 8,30 della sera, gli autori presentano i loro libri e rispondono alle domande del pubblico. La lista degli eventi -disponibile sul sito di Politics and Prose o attraverso la newsletter– è già piena per i prossimi 4-5 mesi.

L’accesso agli eventi è libero: non si prenota per andare in libreria! Gli eventi sono regolarmente registrati in video e si possono vedere sul sito in qualsiasi momento nella sezione video del sito. Spesso anche il canale C-Span trasmette gli eventi di Politics and Prose in diretta radio e TV, mentre altri eventi simili -sponsorizzati da Politics and Prose– hanno luogo, in altre ore, in altre parti della città.

Ed è attorno a questi eventi si sviluppa la filosofia di P&P che rende la libreria unica e famosa.

Questa filosofia consiste nel portare avanti collegamenti tra cultura e politica nell’accezione più alta di entrambi i termini. Cultura nel senso di abitudini, comportamenti, atteggiamenti, scelte che influenzano la politica o da questa ne sono influenzate, scelte che hanno un impatto sulla vita, sugli eventi e sulla storia della Nazione. L’obiettivo è dare spazio, fare eco a ricerche, studi ed esperienze e presentandoli ad un pubblico che vuole ascoltare ed intervenire con i propri commenti, con i dubbi, con le critiche in assoluta indipendenza.
Il dibattito tra l’autore e un pubblico preparato, intelligente e garbato, diretto a scoprire e approfondire i collegamenti tra cultura e politica, è basato sul rispetto non formale delle opinioni. Naturalmente in questo modo l’autore pubblicizza anche il suo libro e il suo nome.

L’intento di Politics and Prose non è quello di attrarre politici, o essere lo strumento di questo o quel partito, di questa o quella ideologia, o addirittura di fornire interpretazioni e valutazioni ex-cathedra. Gli eventi di Politics and Prose permettono alla gente comune di dibattere temi, esprimere idee e portare esperienze senza intermediazione. Indipendenza, qualità e partecipazione sono requisiti necessari che forniscono credibilità e vanno oltre la connotazione liberal che alcuni conferiscono a Politics and Prose.

In occasione degli eventi, poi, si può acquistare il libro, magari con lo sconto, firmato dall’autore.

Gli eventi, che sono stati avviati fin dalla nascita di Politics and Prose, si sono sempre configurati come una modesta iniziativa di quartiere, ma nel tempo la pratica si è consolidata nonostante i piccoli spazi ricavati in fondo alla libreria e ha acquisito riconoscimento e credibilità. Attualmente, gli eventi richiamano un pubblico di 100-150 persone e attirano oratori famosi, di diversa provenienza politica come Bill Clinton e Joanna Rowling (autrice di Harry Potter), il senatore repubblicano Edward Brooke, e moltissimi altri autori che inseriscono Politics and Prose nel loro Book tour. Il pubblico non è più esclusivamente quello che vive nel quartiere, ma sempre più spesso proviene da ogni parte della vasta area di Washington DC. Chiunque siano i partecipanti, comunque, al termine dell’evento il pubblico viene invitato a ripiegare e rimettere al loro posto le loro sedie. Perchè qui la semplicità rimane la regola principale, anche se non è scritta.

Il successo di Politics and Prose è unico e può essere misurato sulla qualità e quantità degli eventi, sulla partecipazione diretta dei cittadini, sulla credibilità e sul prestigio acquisiti.
Fattori fondamentali del successo di Politics and Prose sono la passione, e la dedizione dei vecchi e nuovi proprietari, la loro conoscenza dei vari scrittori, autori, giornalisti e politici, l’impegno e l’entusiasmo del personale. La fertile, vivace e diversa vita culturale e politica di Washington è l’ ideale per far crescere l’iniziativa e nutrire il successo della formula. Un attestato della popolarità di Politics and Prose è arrivato con la recentissima visita del Presidente Obama durante il cosiddetto Small Business Saturday, una tradizione americana che si svolge il sabato dopo la festa del Ringraziamento, alla fine di novembre.

Ed ora mi domando: sarà mai possibile realizzare un Politics and Prose romano? Da un primo esame, che non intende essere una diagnosi completa emergono alcune osservazioni: a Roma esistono librerie in cui si tengono eventi in maniera più sporadica; i locali non sono adatti perchè spesso le librerie sono tropppo piccole e gli spazi non sono organizzati in maniera efficace, inoltre manca un’adeguata diffusione delle iniziative, oppure le librerie che ospitano questi eventi sono dislocate in luoghi o quartieri non facilmente raggiungibili, o dove non c’è sufficiente sensibilità o interesse per simili eventi.

Diversamente da Washington, poi, la mobilità a Roma è altamente limitata e la vita troppo frenetica: spesso il tempo viene sprecato in attività distruttive come stare fermi nel traffico o sbrigare pratiche lunghe e affannose che non consentono di trovare il piacere di partecipare a eventi analoghi a quelli di Politics and Prose. Oltretutto non sempre esistono quei requisiti d’indipendenza, qualità, rispetto delle opinioni e semplicità che caratterizzano P&P e contribuiscono ad attrarre un pubblico interessato e partecipativo. E poi, c’è da domandarsi in che misura esiste in Italia l’abitudine a interagire con un pubblico attivo. A quel che ho potuto osservare, gli eventi letterari romani tendono ad avere una struttura standard: l’autore racconta il suo libro, un critico fa le sue considerazioni e un moderatore trae le conclusioni mentre il pubblico presente ascolta e guarda. L’intervento del pubblico, infatti, è limitato, spesso assente e sicuramente non è stimolato. Tutto questo, certamente non innalza il livello culturale.

Nonostante le molte e vistose differenze fra le due città, probabilmente Politics and Prose sarebbe possibile anche a Roma qualora l’obiettivo fosse quello di cercare di approfondire la relazione tra cultura e politica. Se i principi e le pratiche di Politics and Prose (indipendenza, qualità, rispetto delle opinioni e semplicità) saranno assimilati e perseguiti, se si avvierà una simile iniziativa con prospettive a medio e lungo termine, se si dà fiducia a persone capaci di avere unità di intenti, capacità di generare idee, passione, impegno e, soprattutto, se si attribuirà un ruolo centrale al coinvolgimento del pubblico, stimolando interventi, commenti, critiche e esperienze capaci di arricchire il dibattito, allora sì che sarà possibile per Roma avere un crogiuolo culturale e politico capace di coinvolgere autori e pubblico e di tramutare quelli che finora sono stati considerati ostacoli, in opportunità tutte da scoprire.

1 commento

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  • Caro Pietro ho letto con interesse il tuo articolo sulla libreria di Washington. Sulle possibilità di organizzare qualcosa di simile a Roma ne potremo parlare a voce perchè con Carmen passeremo alcuni giorni delle prossime festività a Washington.Apresto e Forza Lazio Salvatore

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