All that Fall. Stefano Canto a Palermo

In questi giorni, arrivano da Palermo buone notizie, c’è aria di fermento, volontà di comunicazione e confronto. Si apre, presso la Cappella dell’Incoronazione, lo spazio off di Riso, All that Fall (Tutti quelli che cadono  ndr.) di Stefano Canto, un intervento site specific, destinato a ricoprire l’intero spazio del Loggiato della Cappella. Il progetto che ha portato alla realizzazione di All that Fall, a cura di Salvatore Davì, prende le mosse da un patto d’intesa sottoscritto da N38E13 – Associazione culturale impegnata nella promozione e produzione di progetti per la cultura e lo sviluppo del territorio – con Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia. Il tutto si inserisce in una compagine di attività multidisciplinari, a cui ha dato avvio il direttore del Riso Valeria Patrizia Li Vigni, per rendere più solido e stimolante il rapporto del museo con il territorio e, in una prospettiva più ampia, per la valorizzazione dell’Arte Contemporanea.

All that Fall si presenta come una texture di assi di legno, disposte in maniera tale da costituire un pavimento irregolare, disarticolato, una superficie la cui difficoltosa percorribilità, sovverte ogni forma di stabilità. Un apparato sensibile che, nella sua vulnerabilità, filtra ogni sollecitazione di sorta; così come avviene per il tessuto urbano costantemente impregnato da spinte dialogiche, provenienti dalle esperienze di un dentro e di un fuori e dalle stratificazioni che tratteggiano lo  scorrere del tempo. La riflessione che ha portato al concepimento di quest’opera, infatti, è imperniata in primis sull’osservazione del territorio palermitano da parte dell’artista, dinamica imprescindibile nella sua linea di ricerca, e rivela inoltre, una particolare propensione per lo studio della semiotica degli oggetti. Questi ultimi, percepiti come elementi polisemantici che, riabilitati in un contesto diverso da quello originario, ristabiliscono, in altre contingenze, un continuum logico-semantico nuovo. La stessa dinamica è applicata anche alle strutture architettoniche, fino ad interessare  paesaggi naturali ed urbani.

La necessità da parte dell’artista di tener conto del modo in cui rapportarsi con l’ambiente circostante, diviene ancor più catalizzante, se si considera quel fenomeno della scienza urbanistica, noto come  “Sprawl” o “Città diffusa”, si tratta di quella crescita smisurata che caratterizza la maggior parte delle aree metropolitane a discapito dei territori circostanti. L’opera, alla luce di queste consapevolezze, veicola nella sua morfologia, quel senso di squilibrio e di stabilità apparente che risiede nell’interconnessione tra contesto sociale, naturale ed urbano. Certamente l’incuria ed il disfacimento che intaccano profondamente le città, come le aree naturali, ne sono il mesto risultato.

A contribuire alla forza comunicativa di All that fall, la scelta non casuale del sito: la Cappella dell’Incoronazione, cosi denominata poiché i re, dopo aver ricevuto l’investitura, usavano concedersi alla folla dei loro sudditi affacciandosi dal Loggiato. Costruito durante la reggenza normanna, l’edificio sorge sui resti di una antica moschea, risalente alla dinastia musulmana degli Aghlabiti, che dominò Palermo e l’intera isola nel IX secolo d.C. L’intero complesso ha subito numerose modifiche sia funzionali che strutturali tra il Cinquecento ed il Seicento. Il Loggiato divenne sede di sepoltura durante la carestia del 1591 e la Cappella, nel 1860, subì un notevole dissesto, dovuto ai bombardamenti borbonici. Tra il 1901 ed il 1902 il complesso rientra nella prima lista approvata dal Consiglio comunale dei beni immobili da tutelare, ed oggi è sede dello spazio-off del Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia.  Il sito dunque, nel corso dei secoli, ha acquisito molteplici identità e continua ancor’oggi, ad avere un ruolo chiave nel quadro culturale contemporaneo. Rappresenta la cornice ideale per ospitare l’opera, e più in generale rispecchia le linee guida della ricerca dell’artista.

Il titolo dell’opera All that Fall (tutti quelli che cadono) fa eco all’omonima prosa radiofonica di Samuel Beckett, realizzata per la BBC inglese, e andata in onda nel 1956. Si tratta del primo radiodramma dell’autore, e narra dell’incontro quotidiano di due vecchi coniugi in una stazione della periferia irlandese, ma un ritardo del treno dovuto un terribile incedente, genera una serie di malumori, i due coniugi presi da loro disagio non si curano della ragione che ha determinato il ritardo ne tanto meno di chi sia la responsabilità, ed è proprio su questo punto che l’opera di Stefano Canto, vuole porre l’attenzione, sulla negligenza ed  il fatiscente scenario a cui viene abbandonato il patrimonio culturale e non solo, e soprattutto sulla mancata di volontà di farsi carico delle responsabilità. Da un’altra parte dopo aver sviluppato tutte queste riflessioni, ci si accorge di quanto sia importante non perdere mai di vista l’andamento del nostro rapporto con ciò che ci circonda, di quanto sia importante essere coscienziosi e rispettosi nel relazionarci con il dato collettivo.

All that fall è inoltre il risultato di un progetto che ha visto Stefano Canto impegnato in un open studio inaugurato il 24 maggio 2014, presso il cultural space messo a disposizione da N38E13. In questo arco di tempo è stato possibile mostrare il lavoro preliminare che ha portato all’intervento realizzato nel Loggiato. Il relativo confronto con i fruitori, ha anche dato la possibilità di sostenere la produzione del progetto attraverso campagne di crowfonding e fundrasing. Certamente sono buone notizie quelle che arrivano da Palermo, certamente si respira aria di fermento vedendo tanto impegno da parte di quelle micro realtà, come N38E13, realtà che mostrano impegno e responsabilità nella veicolazione e promozione di progetti culturali e sostenibili, che si interessano le emergenze socio-culturali odierne nel tentativo di creare un rapporto rispettoso e trasparente con il loro territorio e le connesse istituzioni.

Info

  • ALL THAT FALL / TUTTI QUELLI CHE CADONO di STEFANO CANTO
  • A cura di  Salvatore Davì
  • Cappella dell’Incoronazione, Palermo – spazio off di Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia
  • Dal 4 Luglio 2014 al 1 Agosto 2014
  • Vernice 3 Luglio 2014

 

Chiara Zocco

 

Chiara Zocco

Chiara Zocco

Chiara Zocco è nata Ragusa, in Sicilia, nel 1988 e dopo il diploma di Liceo Artistico (di Modica), si interessa di arti visive e si laurea alla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi che mette a confronto, attraverso lo spettro dell’Ecocritica, alcune delle opere di Gianni Celati e Richard Long. Ha collaborato agli eventi proposti dall’Associazione culturale L.A.P (Laboratorio Autonomo Potenziale) di Modica e dal 2007 vive a Roma occupandosi, attualmente, del coordinamento del progetto Rotarian Gourmet. È sempre alla ricerca di eventi che tocchino trasversalmente arte, letteratura e musica e ne scrive per art a part of cult(ure).

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