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Il Puzzle di Dio. Il mistero del demone mai morto e non ancora nato

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Il Puzzle di Dio

Confesso. Ho una passione per i thriller che parlano di civiltà perdute, indizi da ritrovare in luoghi sperduti (e strepitosi) del mondo, crittografie di antichi alfabeti scomparsi, mistero e spiritualità.

E proprio per questo ne ho letti molti, spesso molto simili fra loro, a volte superficiali nelle descrizioni, altre poco equilibrati nel “peso” dei differenti intrecci che ne formano la struttura. Altri, invece, bellissimi.

Il Puzzle di Dio  è uno di questi.

Il Puzzle di Dio (edito in ebook da goWare, ma acquistabile anche in edizione cartacea) nasce da un progetto delle scrittrici Laura Costantini e Loredana Falcone, sempre guidate dalla grande passione per la scrittura e da una sterminata fiducia nel potere delle narrazioni che concede loro la grazia di saper scrivere di argomenti diversissimi, ma sempre carichi di quell’empatia e di quella tangibile emozione con la quale costruiscono le loro storie, e racconta di un gigantesco mosaico di 348 enormi tessere di pietra, vecchie di 120 milioni di anni, incise con strani simboli ed indecifrabili alfabeti, nascoste in luoghi segreti dell’intero mondo.

Sono tre i servizi segreti che stanno lavorando per scoprire il significato di quelle tessere ed ognuno dei tre suppone che la scoperta li porterà ad un nuovo potere. Tranne forse i Servizi italiani che sono un passo avanti nella raccolta degli indizi grazie al documento lasciato dal gesuita Ippolito Desideri, missionario sugli altopiani dell’Himalaya nel 1700, e sospettano che la leggenda del demonio mai morto e non ancora nato più che ad un potere li porterà ad una nuova, pericolosa, conoscenza.

Pagina dopo pagina, azione dopo azione, ci imbarchiamo con i protagonisti in luoghi quotidiani che ci mostrano la loro faccia misteriosa, come la Roma sotterranea che scivola dagli Horti Sallustiani fino al Tevere e che nasconde il lavoro di uomini sempre sul crinale fra il bene ed il male; in luoghi immaginati come gli antichissimi templi del Nepal; in città tumultuose e affascinanti come Marrakesh  ed Essaouira fino a perdersi fra le alte montagne dell’Hoggar fra deserti infiniti e cieli incontaminati, sospesi fra due mondi, quello reale fatto di agguati, mitragliette, coltelli, rabbia e paura e quello offerto in dono dalle due custodi, fatto di sapienza e poteri antichi, fatto di simbologie pure e di poteri mai davvero persi come quello della creazione.

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Laura Costantini e Loredana Falcone

Raccontano ogni cosa Laura Costantini e Loredana Falcone, raccontano con la profondità di chi ha sperimentato luoghi e filosofie, con la leggerezza di chi vuole regalare nuove chiavi che il lettore potrà usare a seconda di quello che vuole (o che gli è dato) sapere. Raccontano di regine e di dee, di monasteri sperduti sull’Himalaya, di oasi e di carovane guidate da uomini blu, raccontano di serpenti che avvolgono il mondo con le loro spire e di discese nel cuore della terra su scale lasciate lì dai veggenti dell’eternità. Raccontano d’amore, perchè alla fine è l’unico potere che non può essere monitorato, incapsulato, spiegato; è l’unico potere che rimarrà sempre libero ed imprevedibile: costi quel che costi.

Ciascuno degli intrecci che compongono la storia ha un equilibrio perfetto all’interno dell’intero plot, ogni personaggio va oltre il suo carattere e la sua funzione fino a diventare uno specchio del lettore: buoni e cattivi, ieratici e profani, saggi e inquieti, tutti i sentimenti sono a disposizione per intraprendere la lettura. Li indossiamo a seconda di dove sceglieremo di essere guidati.
E per tutta la lettura non ci chiediamo mai come andrà a finire, speriamo che potranno “vincere i buoni”, ma non ne siamo mai sicuri, fino alla fine. Ed infatti la fine, pur consolandoci, sbaraglia le nostre speranze ed anche qualche certezza.

Ed è questa l’essenza della narrazione.  Far sorgere nuove possibilità di vedere con occhi liberi

Il Puzzle di Dio

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