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Ässassinio all’Ikea di Giovanna Zucca. Fra sospetti, detective e colpevole che non si saprà mai.

Assassinio IkeaSe c’è una cosa piacevole nel leggere un romanzo di genere è quando il romanzo è tanto piacevole da potersi permettere di scavalcare i confini del genere.

Ässassinio all’Ikea di Giovanna Zucca è indubbiamente un giallo: c’è il morto ammazzato, ci sono i sospetti, ci sono i detective, c’è il movente e c’è l’occasione.

Ma non importa.

Non importa perché in questo strano giallo chi è l’assassino non è la cosa importante da sapere. Come nel vecchio telefilm Colombo, lo si sa subito; ma, al contrario del telefilm, non ci verrà mai detto esplicitamente, rimarrà una certezza presente ma indimostrabile. Questo perché il giallo in sé sarebbe la cosa più facile da risolvere, in questo romanzo; la sua soluzione non metterebbe a posto niente di ciò che accade nella vita dei protagonisti.

Intanto che si cerca di capire come e perché un cadavere è piombato dentro un mobile Ikea in esposizione, e chi ce l’ha fatto finire, ci sono diverse storie d’amore che non si sa come portare avanti – o non si sa come interrompere quando non le si vuole più portare avanti; c’è un’amicizia che dura una vita e che sembra sempre sul punto di chiudersi bruscamente; c’è un futuro lavorativo da costruire con un presente difficile e complicato; ci sono matrimoni da salvare, matrimoni da preparare e matrimoni da evitare.

Come nella migliore tradizione narrativa italiana, la florida e ricca città di provincia è solo apparentemente tranquilla; dietro l’apparenza, durante le notti e sotto le divise ne succedono di ogni. Intanto, del povero morto ammazzato all’Ikea non importa più a nessuno.

Non importa perché in fondo la sua morte è la cosa più ovvia e naturale che potesse accadere, tra trovatelle che scalano la buona società, giovani che mettono la testa a posto da soli, amiche che nutrono sospetti ben fondati e poliziotte certe di verità indimostrabili.

Tutto – e qui si vede una capacità non comune da parte dell’autrice – è raccontato infatti da donne che sono ben consapevoli dei limiti della loro visione del mondo, ma che di quei limiti fanno caratteristica e peculiarità necessarie per scavalcare chi, quella visione, la vuole da sempre ostacolare, costringere, piegare: gli uomini.

I continui cambi stilistici tra le persone e i linguaggi di tutte e tutti non sono né pesanti né distraenti, come accade per esempio in televisione: anzi, tutto il circo di sguardi e pensieri diversi è perfettamente necessario e sufficiente per raccontare nel modo migliore le mille sfumature e diversi esiti delle esistenze coinvolte.

Intanto, del povero morto ammazzato all’Ikea non importa più a nessuno.

Neanche al lettore che, nel più improbabile quanto scontato dei lieto fine, divertito e appagato si trova a vedere risolto ben più di un giallo – anche se chi è l’assassino non gli verrà mai detto.

Giovanna Zucca
Ässassinio all’Ikea
Fazi Editore

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