Gli Ignoranti di Etienne Davodeau. Un libro da comprare e da rileggere quando serve

Etienne Davodeau
Etienne Davodeau

Nel corso del Festival de la Fiction Française presso il centro culturale francese di Largo Toniolo, gli appassionati della bande dessinee hanno potuto incontrare Etienne Davodeau, autore francese venuto a Roma per presentare il libro Gli Ignoranti, traduzione italiana della graphic novel  Les Ignorants, pubblicato dalla casa editrice Porthos nel 2014 (Brossura, 288 pagine € 25,00). La stanza era colma di gente giovane. Dico questo per rilevare quanto sia importante ascoltare autori e addetti ai lavori. C’è bisogno di visioni e di parole per raccontare quello che accade.
Piccola nota biografica: Etienne Davodeau nasce a Botz-en-Mauges il 19 ottobre del 1965. La sua attività di autore inizia nel 1992 con il fumetto L’homme qui n’aimat pas les arbre. Ha raggiunto la fama con i reportage a fumetti Rurale e Un homme est mort.

Vi avverto, adesso è come se entrassi nelle stanze dove abitate, prendessi una sedia, vi guardassi e cominciassi a narrare ciò che ho ascoltato e visto questo pomeriggio. Per farvi entrare subito nel vivo della questione dirò l’unica cosa che mi preme dopo quest’incontro francese: questo fumetto è da comprare, è uno di quei libri che andrebbe tenuto sulla scrivania, sul comodino e riletto con calma ogni volta che ce n’è bisogno.

Etienne Davodeau non ama il termine graphic novel. È un autore conosciuto di fumetti, è un autore politico perché tratta di lavoro, di memoria, di rivolte operaie, di motivi per non dimenticare. Parla di contadini, di operai, viene da un paesino della Francia occidentale dove, dice, la vita è molto pratica, non si fanno molti complimenti.

Richard Leroy è l’altro attore del fumetto. È un vignaiolo della Loira, uno dei più famosi di Francia. Ha lasciato il suo posto in banca a Parigi e con un lavoro intenso, duro, ha portato i suoi vini, vinificati con il metodo naturale, a raggiungere le alte vette della vinificazione francese.

Les Ignorants, cover
Les Ignorants, cover

Questi due uomini, coetanei e distanti, si incontrano e si legano per un anno in un cammino comune. Etienne lavorerà nelle pregiate vigne di Leroy nella zona dell’Anjou e precisamente a Montbenault. Il motivo? Un viaggio d’iniziazione uno nel mondo dell’altro. Mondi lontani, diversi, sconosciuti, Etienne e Richard sono due alieni. Il vignaiolo non ha mai letto fumetti ed Etienne diventerà per un anno il contadino, non pagato, di un viticoltore esigente, preparato, uno che si trasforma secondo le stagioni: irsuto in inverno, socievole in estate. Richard leggerà i fumetti che Etienne sceglierà e gli proporrà, discuteranno, si conosceranno, si apprezzeranno, si divideranno nei mondi differenti da quelli di provenienza. Ci saranno bevute, viaggi, alzatacce notturne, fatica, spiegazioni, perplessità, letture, incontri. Un incontro che non è competitivo, non hanno riferimenti comuni. Etienne fatica, Richard apprezza certi fumetti, boicotta altri. Il patto è la nascita di un fumetto che non può avere un contratto, perché si basa su un meccanismo di riconoscimento, di reciprocità, un racconto sul modo di intendere la professione, la vita, i legami. È una grande storia di amicizia perché sia i libri che i vini hanno bisogno di condivisione, di vicinanza, di incontri, di scontri, di perplessità, di risate, di serate fredde o notti stellate per raccontarsi come s’intende lavorare, come si vuole combattere la generalizzazione di idee, sapori e saperi. Non siamo un miscuglio omogeneo, siamo persone con storie e diversità che vengono esaltate da scelte differenti su tutto. Se il vino ha dentro un’anima, un percorso faticoso dove niente è lasciato al caso, i fumetti raccontano la realtà, inquadrano storie che partono e arrivano in porti sicuri o sottolineano la particolarità faticosa del vivere. E tutto emerge raccontando la scelta di un colore, della carta, del tratto come pure l’ora di potare o di spargere il composto biodinamico creato con attenzione, perizia, conoscenza.

Alla fine Etienne e Richard, perplessi all’inizio, si riconoscono, sanno che sono uomini simili con un’idea precisa del domani che significa affermare la propria ricerca senza cedere al tutto uguale.

Etienne è tornato al suo laboratorio, Richard ha ripreso i guardare i suoi campi. Ancora bevono insieme.

Santè Etienne, santè Richard, santè a tutti noi.

 

Francesca Pace

Francesca Pace

Nasco a Roma nel mese di marzo; sono laureata in storia del Risorgimento e vivo in periferia per caso, ma ora con sempre più convinzione. Ho fatto parecchi lavori ma il lavorare in una libreria mi ha dato le soddisfazioni maggiori. Ho anche insegnato materie letterarie nella scuola media inferiore e superiore. Attualmente disoccupata, mi sono inventata un biglietto da visita per definire i miei sogni e la mie speranze " libraia errante". Per pensare nuoto e canto in un coro, anch'esso periferico. La mia passione segreta sono le Marche.

Commenta

clicca qui per inviare un commento