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Festival VolterraTeatro, XXX edizione. Dal 25 al 31 luglio 2016

immagine guida 1_VT2016direzione artistica Armando Punzo
progetto a cura di Carte Blanche/Centro Teatro e Carcere di Volterra
in collaborazione con Accademia dei Riuniti – Teatro Persio Flacco e VaiOltre!  

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Per la sua XXX edizione il Festival VolterraTeatro propone una riflessione sulla Città Ideale e sull’Utopia, a cinquecento anni dalla pubblicazione di Utopia di Thomas More. Lo storico festival, che si svolgerà dal 25 al 31 luglio 2016 nei Comuni di Volterra, Pomarance, Castelnuovo V.C. e Montecatini V.C., è diretto da Armando Punzo; la cura del progetto è di Carte Blanche e, per la prima volta, secondo un innovativo modello di startup gestionale unico nel panorama culturale italiano, in sinergia con la straordinaria Associazione Culturale giovanile e studentesca VaiOltre!, i cui membri affiancano il team professionale di Carte Blanche. Molto importante è la  collaborazione con Accademia dei Riuniti-Teatro Persio Flacco.

Proseguendo in un discorso avviato cinque anni fa con Mercuzio non vuole morire, progetto che ha segnato l’inizio di un nuovo modo di concepire la relazione tra il festival e la città, VolterraTeatro si propone anche quest’anno come laboratorio sull’essere umano, come punto di partenza per un progetto di civiltà, un concorso di idee, un’azione costitutiva. Ancora una volta, con la irrinunciabile collaborazione di tantissimi cittadini di ogni età impegnati in prima persona per tutto l’anno nel cantiere creativo, sotto la guida di maestri vicini al sentire e all’agire, poetico ed etico, del festival.

In tempi in cui a livello nazionale i festival soffrono di mortificazioni economiche e sensazione di perdita di senso generale, VolterraTeatro non insiste su un irrealizzabile quanto svilente meccanismo di vetrina, ma si fonda su una ricerca culturale globale, omogenea e inclusiva. Esso si pone infatti come laboratorio creativo, come una fucina che coinvolge le persone in processi culturali di elevatissimo livello dove i cittadini, principalmente, si mettono in gioco quotidianamente e per tutto l’anno, affiancandosi a Carte Blanche nell’elaborazione e gestione dei progetti artistici. La settimana di programmazione del Festival diviene dunque solo la punta di diamante di un processo molto più lungo e pervasivo, l’occasione per far esplodere in tutta la sua forza una macchina che ogni volta si mette miracolosamente in moto ad altissima velocità e con una forza dirompente. Ciascuna iniziativa inserita in programma non è che il frutto di un lavoro comune, programmata grazie al coinvolgimento di persone, associazioni, artigiani, gruppi di artisti e attività commerciali e a sua volta destinata alla crescita culturale della comunità che compongono. Un vero e proprio esercito formato da poeti e artisti che elaborano quasi spontaneamente progetti sulla base delle visioni condivise del direttore artistico, decine di persone comuni e di giovani seguono – altrettanto spontaneamente – il lavoro della Compagnia della Fortezza in carcere. Gli artisti, registi, attori, danzatori, musicisti invitati dalla direzione artistica includono la Città nei loro progetti, trascorrono un tempo del tutto inconsueto a Volterra, per dialogare con i cittadini, per elaborare le opere insieme a loro, a partire da loro. E come apice e conferma del valore culturale di questo modello, quest’anno l’affinità etica e poetica tra la storia quasi trentennale di Carte Blanche e la vivacità rigorosa e sorprendente dei giovani di VaiOltre!, che di quella storia sembrano aver raccolto tutta l’eredità culturale, hanno innescato un felice sodalizio che ha condotto alla decisione di sperimentare un affiancamento straordinario.

Cuore pulsante della Città Ideale sarà il Teatro, inteso come luogo ideale di ogni città di ogni tempo,  il luogo dell’anima nella sua configurazione concreta e visibile; nelle parole di Armando Punzo «il teatro come architettura concreta di uno spazio impalpabile, spazio dentro l’uomo che è contro la logica del quotidiano, da coltivare, da far crescere». In questo caso il cuore della Città Ideale di VolterraTeatro sarà quindi, grazie  all’importantissimo sostegno e alla preziosa sinergia collaborativa con l’Accademia dei Riuniti, il Teatro Persio Flacco di Volterra, per la prima volta un teatro completamente trasfigurato dalla presenza di spettacoli, laboratori, mostre, installazioni, persone, a ogni ora, senza soluzione di continuità, e in ogni suo spazio. Un luogo sempre aperto, crocevia culturale della città, abitato dalla musica e dai libri, dai teatranti, dai poeti, dagli organizzatori, dagli spettatori, adulti giovani e bambini, dai giornalisti, dai passanti. Non solo palcoscenico per gli spettacoli, quindi, ma luogo di aggregazione e di incontro, base operativa degli organizzatori del festival e delle associazioni coinvolte, salotto letterario e temporary bookshop.

Il festival sarà dunque un’opera nel suo insieme, attraverso una sinfonia di spettacoli, palcoscenici, atmosfere, incontri, persone, relazioni, che sprigionano il senso della possibilità dell’impossibile, che sperimentano una lingua attraverso cui ’pensare l’impensato’, il coraggio e la voglia di lavorare concretamente al futuro, di superare quella sensazione di impossibilità a qualsiasi azione e decisione che caratterizza la nostra società. Accanto alla storica presentazione del nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza, tra gli artisti e gli intellettuali ospiti al festival, Archivio Zeta, Roberto Latini, Massimiliano Civica, Gli Omini, Teatro delle Ariette, Mario Perniola, Marino Sinibaldi, Adriana Follieri/Manovalanza, Graziano Graziani, Ginetta Maria Fino e Giuseppe Mainieri, IsoleComprese Teatro, Andrea Salvadori, Marzio Del Testa, poeti e artisti dell’Associazione Ultima Frontiera, Nadia Giannoni, Cristina Valenti, Rosanna Massarenti, Fabio Francione, tutti con articolati progetti teatrali, performativi, poetici, musicali ed editoriali, fortemente collegati al tema della Città Ideale.

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Quella della Città Ideale è una figura luminosa, un invito all’ideare, al concepire sogni più alti, delle idee per un modello di civiltà che vanno molto oltre il tempo, lo spazio e i dettagli che ci riguardano da vicino. «Siamo fermi, abbiamo la sensazione fisica di cadere all’indietro. Non crediamo più che si possa fare qualcosa, che possa esserci una evoluzione. Ed è giusto, perché si è dimostrato tutto falso. Ma tutto ciò che è fallito puntava a risultati immediati. A distanza di qualche secolo, invece, ciò che un tempo costituiva eresia è ai nostri occhi evidente. Io so di essere per molti un eretico, la mia eresia è credere nelle potenzialità trasformatrici dell’uomo. Anche di quelli che sembrano perduti. Un giorno, anche molto lontano, l’uomo si libererà delle paure e dei lacci che lo legano. Io lavoro alimentando questa idea che viene da lontano e va molto oltre la nostra esistenza attuale» (Armando Punzo)

Il festival è strettamente intrecciato, quindi, come sempre, nei temi, nelle modalità, nelle atmosfere, al progetto artistico di Armando Punzo con la Compagnia della Fortezza, che dopo il primo acclamato studio sull’opera del Bardo dello scorso anno presenta l’attesissimo Dopo la Tempesta. L’opera segreta di Shakespeare (dal 25 al 29 luglio, anteprima nazionale, Fortezza Medicea), un’opera monumentale che si confronta con tutto Shakespeare e con l’eredità filosofica che rappresenta, nell’anno del quattrocentenario dalla sua morte. Un’opera totale che stravolge il canone occidentale di cui anche l’autore inglese è stato inventore, che stravolge il tempo, lo spazio, il ritmo, per mettere in discussione l’uomo, la sua forma rigida, la sua storia ingessata: l’apoteosi di quella utopia della libertà, della libertà dell’uomo di poter comunque, sempre, riscrivere tutto, anche quello che sembra impossibile da cambiare e da reinventare. Come storicamente avviene, dopo le repliche in carcere, lo spettacolo verrà presentato in anteprima anche in un teatro all’italiana: quest’anno, eccezionalmente, nel Teatro Florentia del suggestivo villaggio di Larderello, concepito a suo tempo seguendo i dettami architettonici e strutturali di una “cittadella ideale” (30 luglio, anteprima nazionale).

I CITTADINI IDEALI: I GRANDI PROGETTI COLLETTIVI DI VOLTERRATEATRO

All’interno del festival saranno presentati due progetti speciali nati da una sinergia permanente con i cittadini. Nel cantiere della Città Ideale, infatti, due gruppi sono stati al lavoro per molti mesi, nell’ottica del coinvolgimento sempre più intensivo delle persone comuni all’interno di grandi progetti artistici dei maestri della scena teatrale contemporanea.

Per il terzo anno consecutivo, dopo le due indimenticabili creazioni collettive La Ferita e Pilade/Campodeirivoluzionari alla Salina di Saline di Volterra, il festival ha sostenuto, nel corso dei mesi invernali, il laboratorio permanente Logos della Compagnia Archivio Zeta, condotto da Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, registi, attori e cineasti tra i più apprezzati della scena sperimentale italiana e europea. Il lavoro di quest’anno, a partire dalla scena della grande foresta del Macbeth di William Shakespeare è incentrato sul tema del bosco, della relazione ideale, ma anche distopica, tra uomo e natura. La creazione collettiva Big Woods, dal titolo della celebre opera di Faulkner, vede in scena un grande gruppo di oltre quaranta cittadini-attori di ogni età, e sarà preceduta da Sound and Fury, che vede invece in scena i cittadini-attori del laboratorio che Guidotti e Sangiovanni hanno tenuto parallelamente a Bologna. Entrambi sono preludi al progetto artistico 2016 di Archivio Zeta dedicato al Macbeth di William Shakespeare, e verranno presentati a Volterra in un lungo dittico intitolato Yoknapatawpha (Terra Divisa). Un esercito poetico di ottanta persone, tra adulti, ragazzi e bambini, attraverserà il centro di Volterra, conducendo il pubblico in un percorso itinerante e simbolico dalla Fortezza Medicea al Teatro Persio Flacco, passando per il centro storico, in un grandioso e furioso viaggio dalla Scozia al Mississippi, tra foreste, orsi, fiumi e indiani Chickasaw. Macbeth, infatti, nella rilettura di Archivio Zeta, è l’uomo che varcherà l’oceano e che, con mani sporche di sangue, costruirà il Nuovo Mondo, con tutte le ombre che quella conquista portano con sé e che ancora caratterizzano la nostra civiltà. Mondo che William Faulkner nella sua opera ha raccontato e indagato fin dalle origini in tutta la sua complessità. (29 luglio, Fortezza Medicea, vie del centro storico, Teatro Persio Flacco, prima nazionale).

L’altro gruppo al lavoro è invece quello dei giovani dell’Associazione Culturale VaiOltre!, impegnati anche sul fronte della creazione artistica vera e propria. Proprio loro saranno protagonisti di un altro spettacolo, una creazione collettiva frutto di un percorso laboratoriale condotto da Armando Punzo dal titolo Vai Oltre-Le città ideali. Una ricerca appassionata tra biografie di uomini e donne straordinari per testimoniare, con musiche dal vivo e parole, con la lingua potente del teatro, che andare oltre è sempre possibile. (Volterra, Teatro Persio Flacco, 29 luglio). 

LEGGI E PRINCIPI FONDAMENTALI: LE COSTITUZIONI DELLE CITTA’ IDEALI

Agli stessi giovani di VaiOltre! il festival ha consegnato il compito di riscrivere i principi fondamentali della nostra convivenza civile. Sotto la guida di Graziano Graziani, giornalista e scrittore, conduttore della trasmissione Fahreneit di Rai Radio 3, co-autore di MEMO l’agenda culturale di Rai 5 autore de L’Atlante delle micronazioni (Quodlibet 2015), hanno elaborato, all’interno di un laboratorio intitolato I principi fondamentali. La costituzione della Città Ideale, la loro carta costituzionale che verrà presentata pubblicamente, in un evento speciale, nel corso del festival. (Volterra, Teatro Persio Flacco, 27 luglio).

E sulle Costituzioni e le leggi ideali hanno lavorato appositamente anche altri artisti del festival
elaborando
progetti artistici ad hoc. Massimiliano Civica presenta un progetto pensato per la Città Ideale dal titolo I concittadini ideali, una serata in cui il regista racconta aneddoti, pensieri ed episodi della vita di alcuni protagonisti del mondo del teatro, del cinema e dei movimenti religiosi non istituzionali dell’Oriente e dell’Occidente. Robert Mitchum, Roberto Rossellini, Jerry Lewis, il Baal Shem Tov, i faquir del Sufismo ed Aldo Capitini: attraverso le vite di questi e di altri uomini straordinari si tenterà di tracciare il ritratto dei nostri concittadini ideali, modelli forse irraggiungibili ma proprio per questo “esemplari”. (Volterra, Teatro Persio Flacco, dal 26 al 28 luglio, prima nazionale). L’Associazione Ultima Frontiera presenta invece una performance itinerante tra arte, musica e poesia dal titolo Arte (Ri) Costituente. Performer, musicisti, poeti, artisti danno quindi vita a un evento poetico performativo  itinerante, tra arte, musica e poesia, dedicato alla lingua della Costituzione, vero poema civile, all’insegna di una alleanza tra politica e poesia che fa leva su immaginazione e creatività. (Volterra, Rampa Fortezza Medicea, vie del centro storico, Teatro Persio Flacco, 27 luglio, prima nazionale). 

L’ARCHITTETTURA “TEATRO” COME CITTÀ IDEALE 

Grande attenzione è riservata, come storicamente avviene, al proporre una convivenza di senso tra alcune tra le più interessanti e affermate compagnie italiane e le formazioni emergenti che conducono una rigorosa e promettente ricerca. Quest’anno non più chiamate ad abitare luoghi inconsueti, ma a rendere inconsueto e sorprendente il teatro stesso, per restituire forza e valore all’architettura deputata.

Il Teatro delle Ariette torna a VolterraTeatro, che rappresenta per la Compagnia una seconda casa artistica, presentando il suo ultimo amatissimo spettacolo: Tutto quello che so del grano. Una lunga lettera indirizzata allo spettatore, una sorta di pausa, una meditazione collettiva su quello che sappiamo di noi stessi, dei nostri simili e della terra che abitiamo. La condivisione di un sapere intuitivo e sentimentale, che appartiene al campo dell’esperienza materiale: i ricordi, le emozioni, i sentimenti, la farina, l’acqua, il pane e il vino. Al pubblico è richiesto di portare una focaccia, o una pizza, o un pezzo di pane o la torta fatta in casa, da condividere dopo lo spettacolo. (25 luglio Pomarance, Teatro dei Coraggiosi – 26 luglio Volterra, Teatro Persio Flacco – 27 luglio Montecatini V.C., Granaio di Castello Ginori di Querceto – 28 luglio Castelnuovo V.C., Villa Ginori Conti). E a Pomarance e a Volterra, prima dello spettacolo serale, le Ariette conducono anche un Evento Teatrale Collettivo, abitando il teatro per un intero pomeriggio, accogliendo gli spettatori nello spazio scenico di Tutto quello che so del grano. Ai partecipanti è richiesto di portare una focaccia, o una pizza, o un pezzo di pane preparato a casa o comprato dal fornaio di fiducia, e di portare una lettera, scritta o ricevuta, che sta loro particolarmente a cuore.

Il premio Ubu Roberto Latini/Fortebraccio Teatro presenta il suo ultimo atteso lavoro, Amleto + Die Fortinbrasmaschine, una scrittura scenica liberamente ispirata a Die Hamletmaschine di Heiner Müller, tornando a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio, con l’architettura di Müller, su un palcoscenico sospeso tra l’essere e il sembrare. L’Amleto è una tragedia di orfani, protagonisti e antagonisti di un tempo in cui i padri vengono a mancare. Questo ha a che fare con la nostra generazione, anche pasolinianamente, con la distanza che misura condizione e divenire, con il vuoto e la sua stessa sensazione, fino a Fortebraccio, figlio, straniero, estraneo e sopravvissuto. (Volterra, Teatro Persio Flacco, 28 luglio).

Grande ritorno per l’emozionante Non mi ricordo di Ginetta Maria Fino e Giuseppe Mainieri, uno spettacolo unico, forse neanche uno spettacolo, come affermano i registi Corrado Nuzzo e Maria Di Biase. Ginetta Maria Fino lavora sul teatro di memoria, ma la storia da ricostruire, grazie ad un puzzle fatto di documenti, lettere, ricordi, tracce audio, è quella di Pino, suo marito, che ha completamente dimenticato il passato dopo un drammatico incidente. Una storia intima e sofferta, commovente, che i due portano in scena con straordinaria naturalezza.  (Volterra, Teatro Persio Flacco, 25 luglio)

Teatro come Differenza, un coordinamento di gruppi teatrali e di registi che operano nella salute mentale nell’area fiorentina, per la realizzazione di progetti e visioni collettive, presenta Antologia del Nulla, progetto di Alessandro Fantechi e Elena Turchi, un laboratorio clandestino sulla poesia. Quindici attori autori, utenti del Servizio di Salute Mentale di Firenze, conducono una ricerca sul nulla che rappresenta le nostre paure ma è anche fonte di tutte le nostre potenzialità inespresse.(Volterra, Teatro Persio Flacco, 25 luglio)

Con De Bello Civili. Un’azione collettiva, una creazione originale per VolterraTeatro di Adriana Follieri/Manovalanza, sempre nel Persio Flacco, in un particolare itinerario tra i diversi spazi, si realizza un incontro che scorge le complesse dinamiche di esistenza e resistenza individuali e collettive, per scrivere insieme il nostro De Bello Civili. I cittadini diventano coreuti il cui dono di scambio viene guidato verso la costruzione di una mappa scenica collettiva che afferisce a cinque sotto-mondi di conflitto. Una creazione istantanea e condivisa di materiali, immagini e azioni verso una grande installazione abitata da attori: questo coro di pubblico attivo è la geografia umana tutta, che torna ad abitare la scena sottratta. (Volterra, Teatro Persio Flacco, 25 luglio)

PROGETTO SPECIALE A SALINE DI VOLTERRA 

Il Festival intende inoltre fare tesoro dello straordinario rapporto avviato lo scorso anno con Saline di Volterra presentando un progetto speciale della pluripremiata compagnia de Gli Omini, una tappa in esclusiva site specific alla Stazione di Saline, del Progetto T – Ci scusiamo per il disagio, partito dalla Stazione di Pistoia e diretto a Porretta Terme. Con il loro caratteristico metodo di indagini e interviste territoriali, alla ricerca di storie e personaggi, gli Omini hanno indagato il luogo “stazione”. Perché la stazione di una periferia non è solo un luogo di passaggio. Non è un momento di transito, non è solo un non luogo. La stazione di una città piccola ha una sua identità, i suoi abitanti, le sue voci, le sue regole. (Saline di Volterra, Stazione Ferroviaria, 28 luglio). 

LA MUSICA DI UTÒPIA

Anche i progetti musicali, cui è da sempre riservata una attenzione particolare, sposano la tematica della Città Ideale.

Andrea Salvadori presenta una installazione performativo musicale a partire dalle musiche di scena della Compagnia della Fortezza dal titolo Il figlio della Tempesta. Musica nata reclusa e per questo libera, che non si presta a funzione narrativa dell’odierno, ma cerca distanze dalla realtà tangibile, per creare uno squarcio temporale sospeso nell’ascoltatore, un’astrazione dal tempo quotidiano, imposto.  Non un semplice concerto, ma un progetto che rielabora in una drammaturgia composita e suggestiva, fatta di musica e immagini, l’intero universo iconografico, sonoro, emozionale della Fortezza. (Volterra, Teatro Persio Flacco, 27 luglio, prima nazionale)

Drums for Utopia invece, è un happening che riempirà la meravigliosa Piazza dei Priori di Volterra di musicisti professionisti e non provenienti da tutta Italia, che sotto la guida di Marzio Del Testa daranno vita ad grande concerto popolare di tamburi e percussioni. Batteristi e percussionisti arrivati da tutta Italia sonorizzeranno la Piazza dei Priori, unendosi ai partecipanti al laboratorio di percussioni diretto dal maestro nei giorni precedenti. La grande orchestra di tamburi eseguirà una suite tribale realizzata appositamente per l’evento, ispirata alla storia di Carnival of Light, un brano strumentale dei Beatles, mai ufficialmente pubblicato dai Beatles, che rappresenta un brano mitico tra i più accaniti fan del gruppo britannico, e diventerà colonna sonora di Utopia, della Città Ideale del Festival VolterraTeatro. (Volterra, Piazza dei Priori, 28 luglio)

INCONTRI, PRESENTAZIONI DI LIBRI, TAVOLE ROTONDE, CONVEGNI

Utopia e Città Ideale sono due dei temi che più hanno offerto spunti di riflessione studio e approfondimento a pensatori e studiosi, nei secoli. Intorno a una materia così vivida e densa, il festival ha costruito dunque un articolato e multiforme percorso di approfondimento teorico, che permetta allo spettatore di avere un momento di riflessione, qualsiasi sia la giornata scelta per visitare la Città Ideale.

Imperdibile “L’Utopia della comunicazione”, incontro nella Fortezza Medicea con Mario Perniola – filosofo, saggista e scrittore e Marino Sinibaldi – direttore RAI Radio3, coordinato da Giorgio Zanchini – giornalista e conduttore Radio RAI. Tre esperti di linguaggio discutono di uno dei temi più spinosi del dibattito sulla società contemporanea: la comunicazione, quel mito del villaggio globale di cui parla il sociologo e antropologo francese Philippe Breton nel saggio che dà il titolo all’incontro. (Volterra, Fortezza Medicea, 27 luglio)

All’ora del brunch mattutino nel meraviglioso Teatro Persio Flacco si terrà invece una tavola rotonda sullo sviluppo di cultura permanente sul territorio da parte dei festival teatrali, nell’ambito del progetto europeo “Festivals. Pas-de-deux européen, économique et culturel”/ Parodi & Partners (Belgio), Kubik Fabrik (Spagna), FratiRibeiro (Portogallo), Théâtre de l’Opprimé (Francia), Carte Blanche (Italia), Université de Lyon 2 (Francia). Come può un festival artistico con programmazioni di breve durata, creare focolai culturali a lungo termine nelle comunità in cui si svolgono? Ne discutono alcuni direttori di festival che negli anni hanno operato proprio nella direzione di un massiccio coinvolgimento di territori e persone nei propri interventi culturali: Cinzia de Felice e Armando Punzo – VolterraTeatro,  Rui Frati – Festival MigrActions, Felipe Caldeira – FratiRibeiro, Elisabetta Cosci, Angela Fumarola e Fabio Masi – Festival Inequilibrio, coordina Rossella Menna. (Volterra, Teatro Persio Flacco, 28 luglio). 

Una tavola rotonda storica sarà quella intitolata La Compagnia della Fortezza in Europa: Utopia, Politica e Legislazione, presentata nella Fortezza Medicea. Dopo quasi trent’anni di pluripremiati spettacoli all’interno del carcere di Volterra, dopo indimenticabili tournée nei maggiori teatri italiani, il passo successivo nella storia della Compagnia della Fortezza sarebbe quello di recitare nei grandi teatri e festival europei da cui fin dall’inizio giungono richieste di ingaggio. Quali limitazioni impediscono questo passaggio? Quali vincoli legislativi occorre superare? Ne discutono in un colloquio pubblico Gennaro Migliore – Sottosegretario di Stato, Mauro Palma – Garante nazionale dei diritti dei detenuti, Franco Corleone – Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana e Armando Punzo. (Volterra, Fortezza Medicea, 29 luglio)

Accanto alla presentazione della seconda edizione del Ro.Ro.Ro/La Città Ideale (Clichy 2016) produzione letteraria stampata su in cui sono raccolti scritti originali di artisti, pensatori e scrittori protagonisti della trentesima edizione del Festival (Volterra, Teatro Persio Flacco, 27 luglio), altre quattro pubblicazioni saranno occasione di incontro con autori di prestigio, accompagnato da un aperitivo, secondo un modello di connubio raffinato e originario tra convivialità e cultura:

Graziano Graziani incontra il pubblico per la presentazione del suo Atlante delle Micronazioni (Quodlibet 2015) (Volterra, Teatro Persio Flacco, 27 luglio). Fabio Francione incontra il pubblico per la presentazione del suo ultimo volume Giovanni Testori. Lo scandalo del cuore (Edizioni Clichy 2015) (Volterra, Teatro Persio Flacco, 26 luglio). Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni – direttori artistici progetto Pilade/Pasolini, Cinzia de Felice, Armando Punzo – Festival VolterraTeatro, e Rossella Menna – curatrice del volume, incontrano invece il pubblico per la presentazione di Incompiuto, volume monografico sul progetto Pilade/Pasolini di Archivio Zeta. (Archivio Zeta – Fratelli Lega Editori 2016)(Volterra, Teatro Persio Flacco, 28 luglio).  Rosanna Massarenti incontra il pubblico per la presentazione del volume Il giovedì di Augusto, curato con Andrea Bassoli, che ripercorre i venticinque anni del salotto letterario milanese di Augusto Bianchi Rizzi (Melampo 2015)(Volterra, Teatro Persio Flacco, 26 luglio). Cristina Valenti e Armando Punzo presentano il terzo numero dei Quaderni di Teatro Carcere, la Rivista annuale del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna (Volterra, Fortezza Medicea, 26 luglio). Nadia Giannoni presenta infine il suo ultimo romanzo Nessuno ha il diritto di chiamarsi amore (Robin Edizioni 2014) (Volterra, Fortezza Medicea, 26 luglio). 

MOSTRE E INSTALLAZIONI

Grande spazio, come di consueto, all’arte visiva e alle installazioni, soprattutto nell’anno in cui a ospitare il festival in tutte le sue articolazioni è soprattutto il Teatro Persio Flacco nella sua veste più sorprendente.

Proprio all’interno di inaspettati spazi del Teatro, infatti, espongono, dal 25 al 30 luglio: gli artisti dell’Associazione Ultima Frontiera, che in corrispondenza della performance poetica Arte (Ri)costituentepropongono una mostra omonima di opere grafiche e pittoriche sulla Costituzione Italiana; Manola Del Testa e ALP Animation Lights Project che propongono invece una installazione multimediale realizzata con il cristallo ispirata alla Città Ideale dal titolo Riflessi di mondi possibili. Ginetta Maria Fino esporrà invece tutti i suoi preziosissimi libri d’artista realizzati negli anni con il legno delle cassette da frutta e una molteplicità di materiali riciclati, in una mostra intitolata Vedo ancora la bellezza degli alberi nelle cassette. 

Nello spazio espositivo delle Logge di Palazzo Pretorio in Piazza dei Priori, dove storicamente era allestito il punto informazioni, quest’anno dislocato al Teatro Persio Flacco, viene allestita una grande mostra sui Trent’anni di VolterraTeatro a cura di Carte Blanche e di Stefano Vaja. Nel trentennale dalla fondazione di uno dei più longevi festival teatrali italiani, una doppia mostra ne ripercorre la storia tratteggiando i caratteri della sua evoluzione, attraverso l’iconografia che ne racchiude simbolicamente, anno per anno, lo spirito. Accanto ai trenta manifesti storici, riuniti per la prima volta in una mostra dedicata, il fotografo Stefano Vaja espone gli scatti più significativi  realizzati negli anni di direzione artistica di Armando Punzo intitolati fin dall’inizio ai Teatri dell’Impossibile, che dà infatti il titolo a questa sezione dell’esposizione. A coronamento preziosissimo e simbolico della mostra, nel centro della gallery campeggia Luz Utòpia, una installazione di cristallo e luce, simbolo proprio della trentesima edizione intitolata alla Città Ideale, realizzato appositamente dai maestri soffiatori di Collevilca, grazie a una prestigiosa collaborazione con il Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa (Volterra, Logge di Palazzo Pretorio, 25/30 luglio). 

LABORATORI 

Anche i laboratori quest’anno abitano gli spazi del Teatro Persio Flacco. Dal 25 al 28 luglio Marzio Del Testa in collaborazione con Quartiere Tamburi conduce un master/laboratorio ritmico di percussioni di insieme intitolato Carnival of Light. Nelle mattine del 26/27/28 luglio Ginetta Maria Fino coinvolge bambini e adulti in un laboratorio creativo a partecipazione libera e gratuita in cui intreccia racconti a ossa di molluschi, papaveri, radici alla deriva, cespugli di fiori scoprendo gesti e parole. Le mattine del 29/30 luglio sono invece a cura di Rocco Bertini, Martin Boschetti, Lucio Passeroni, Cosimo Persio Simoncini/VaiOltre! che con l’atelier musicale/artistico Paint your music, sempre a partecipazione libera e gratuita coinvolgeranno giovani e giovanissimi nella realizzazione di opere improvvisate al ritmo di musica.

PROGETTI CREATIVI, LIBRI, BISTROT E DOPOFESTIVAL

Dal 25 al 30 luglio, dalla mattina alla sera, nel Teatro Persio Flacco, saranno sempre attivi il centro accoglienza pubblico e informazioni, il temporary bookshop Via dalla Pazza Folla a cura di Libreria L’Araldo, l’Utopia Bistrot a cura di pub Quo Vadis, le vendite delle VT Banner Bags realizzate da Valentina Cioni con il riciclo creativo dei banners storici di VolterraTeatro e le maglie d’autore serigrafate, Cuore Sacro,  di Carlo Gattai e Enrico Pantani.

Tutti i giorni verranno raccolti Desideri per una Città Ideale riposti in biglietti segreti per un futuro progetto di Armando Punzo.

Tutte le sere, fino a tarda notte, musica ed eventi a sorpresa con Utopia Night Fest, serate d’incontri con artisti, VaiOltre! Music Live, Orsetto Vegan Dj, ballo e interventi a sopresa.

Il Festival è promosso da Comune di Volterra, Regione Toscana, Comuni di Pomarance, Castelnuovo V.C. e Montecatini V.C. | Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero della Giustizia Casa di Reclusione di Volterra per lo spettacolo Dopo la Tempesta nella Fortezza Medicea di Volterra

Un ringraziamento particolare alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, storica sostenitrice del Festival. Un contributo importante proviene anche dalla collaborazione con il Consorzio Turistico Volterra Valdicecina.

Partners e Sponsors Siaf – Scuola internazionale di Alta Formazione | Alleanza Assicurazioni | Enel Green Power – Rassegna Fra Cielo e Terra per Dopo la Tempesta al Teatro Florentia di Larderello | Cuffie Silent System | Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa/Cristalleria ColleVilca  | Cooperativa Sociale Idealcoop | Conad | Blue Film


Info Festival
Carte Blanche – Centro Nazionale Teatro e Carcere di Volterra
Tel. 0588.80392 – email: info@volterrateatro.it

Web e social

@VolterraTeatro @compfortezza

Ufficio stampa

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