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Il Gioco. Se il caso ti rende padrone della tua vita

Il Gioco, di Franca De Angelis, in scena al Teatro Cometa Off per la regia di Christian Angeli, e l’interpretazione di Anna Cianca, Alessia Sorbello e Andrea Trovato, tre attori capaci di nutrire il testo con sfaccettature a volte inaspettate, ci porta al cuore di questa lacerazione. Per ogni scelta che facciamo nella vita, ed anche per quelle che non riusciamo a fare, spesso ci diciamo che non ne siamo noi  gli artefici e nonostante sappiamo tutto del libero arbitrio, ci accade, di cullarci in amache tese fra parole come destino, fato, sorte; oppure di dare la colpa agli altri.

La Dottoressa Z, consulente filosofica, propone alle persone che si rivolgono a lei perché si sentono bloccate, un metodo che ha tutte le caratteristiche di un gioco. Un gioco indolore e intrigante, semplice e potente che può trasformare la vita: “fargli capire che hanno altre possibilità oltre a quelle che sono abituate a vedere e che le tengono in stallo […]un qualcosa di pratico, di immediato, per farli uscire dalla loro gabbia”.

Si tratta di andare avanti, domanda dopo domanda, affidandosi a cinque possibilità. Cosa vuoi fare oggi? Uscire, dormire, andare a ballare, rapinare una banca, fare uno scherzo?
Le possibilità possono essere infinite, ma la Dottoressa Z ne consiglia cinque perché è un numero capace di far pensare a delle soluzioni e, al contempo, di liberare da altri pensieri.

Una volta scritti i desideri su dei foglietti, se ne estrae uno a sorte e si segue fino in fondo l’indicazione. Anche se questa portasse ad un crimine. E il metodo funziona; sì che funziona, perché è il caso a rendere leggera la vita, perché, dicono i protagonisti che lo hanno provato, ogni esperienza ne genera altre ed è fantastico potersi abbandonare a questo succedersi di eventi che sembra scorrere automatico.

“Se accetti che la vita non sia altro che una serie di casi, del tutto privi di significato, senza nessun disegno superiore, se tu accetti di affidarti davvero al caso, allora possono aprirsi porte insospettabili. Lo so che può sembrare strano, ma se ti lasci andare al caso ridiventi padrone della tua vita”.

In quanti abbiamo  sempre desiderato poterci affidare in maniera così determinata al succedersi degli eventi? Di mettere di noi solo la mano che estrae la carta?

Ma cosa succede quando questa scelta casuale, quando il “giocare” intercetta la vita e si scontra con i desideri più profondi, i nodi mai sciolti, le pressioni sociali, gli immaginari collettivi?

“Non esiste felicità, anche modesta, piccolina, insignificante, che sotto sotto non covi un Senso di Colpa. Sapete perché? Perché la nostra felicità passa sempre per l’infelicità di qualcun altro.[…]E il segreto della felicità, l’arte di vivere… sta nel perdonarsi.[…] Ma perdonarsi non è così facile. E dal momento che il senso di colpa si è insinuato dentro di noi ecco che impercettibilmente, inconsapevolmente, inesorabilmente tutto ciò che noi facciamo mira a costruire una strada. Quella  dell’espiazione”.

E questa verità, con il suo doppio potere, porterà all’evoluzione della storia nel suo risvolto noir.

Lo spettacolo si dipana in un alternarsi di scene che si contrappongono, si intersecano, si completano sempre sul filo del dramma mescolato all’ironia. È facile ridere perché ci si riconosce. Nelle nevrosi, nella depressione, nel conservare, nel liberarsi, nell’attesa di qualcuno che ti renda la vita perfetta, come quelle vite che non esistono ma si vorrebbe tanto che ci fossero state assegnate.
È una storia che ci riguarda, trasversalmente, senza distinzione di generazioni e che, nonostante cerchi di essere neutra nel giudizio, tira i fili di lacerazioni che ci si annidano dentro, come, ad esempio, il confronto con le madri che ci portiamo dentro.

Franca De Angelis è autrice capace di parlare a vissuti, sentimenti, dolori collettivi e contemporanei coinvolgendo per prima se stessa e forse anche per questo sentiamo il suo narrare parte di noi; gli attori mantengono la scena in tensione per circa due ore senza mai far cadere il ritmo e l’azione. I dialoghi serrati della coppia, i loro tic, le loro alternanze sono disegnati con vera maestria da Alessia Sorbello e Andrea Trovato che costruiscono con la voce, i gesti e l’interpretazione, una realtà mutevole.

Anna Cianca, nel ruolo della Dottoressa Z, presente o estraniata, fredda, drammatica, fragile, rigida, tenera, scostante, passionale e appassionata offre al pubblico i suoi lunghi monologhi come fossero materiali preziosi. In un susseguirsi di parole, movimenti, cambi di intensità e di direzione assiste al suo stesso “processo” quasi ne fosse l’officiante modificando, in frazioni di attimi, l’attenzione del pubblico, senza mai far perdere una battuta, una risata, un’emozione.

Una regia più incisiva, capace di sostenere con più forza il grande lavoro dei tre interpreti, capace di aiutarli a giocare (appunto) con gli elementi scenici e le parole mettendoli in una relazione drammaturgica viva, sarebbe stata un tocco in più, ma nell’insieme la scelta di lasciare spazio alle intuizioni del lavoro attoriale premia la messa in scena della quale ho apprezzato la linearità essenziale.

Uno spettacolo da vedere con tutto il corpo, lasciando che ogni cosa che accade sul palco ci coinvolga e ci doni moti dell’anima e ricordi da conservare.

  • Il Gioco di Franca De Angelis
  • con Anna Cianca, Alessia Sorbello, Andrea Trovato
  • Regia Christian Angeli
  • Teatro Cometa Off dal 31 gennaio al 12 febbraio 2017
  • Scene: Katia Titolo | Costumi: Marco Berrettoni Carrara | Disegno luci e post produzione video: Giacomo Cursi
  • Aiuto regia: Alessia Filiberti |  Riprese video: Giulio Pennacchi | Ufficio stampa: Carla Fabi |
  • Responsabile Social: Paolo Filipponi
  • Progetto grafico: Claudio Ciardi da un’idea di Marco Berrettoni Carrara
  • Coproduzione: FATTORE K – CARMENTALIA

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