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Jiří Kolář, Il poeta del collage. Milano, MAAB Gallery

Jiří Kolář, Sempre qualcuno domanda la testa di un altro e questo, nel sangue, indica l’assassino e sempre qualcuno domanda chi è il vincitore, 1976, chiasmage e rollage, cm 70 x 100

MAAB Gallery è lieta di presentare, negli spazi espositivi di via Nerino 3 a Milano, la mostra personale di Jiří Kolář, Il poeta del collage.

Opening: giovedì 23 marzo 2017 ore 18
dal 24 marzo al 5 maggio 2017
dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 18 – sabato su appuntamento
MAAB Gallery, via Nerino 3, 20123 Milano
Attraverso una selezione di oltre venti opere realizzate tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento, l’esposizione ripercorre la lunga carriera dell’artista ceco (Protovín 1924 – Praga 2002).
Da sempre affascinato dai caratteri tipografici, autore di saggi e poesie, il poliedrico Jiří Kolář elegge il collage a una vera e propria scienza. Tecnica di origini antichissime, ma diffusa ampiamente in Europa solo dai primi decenni del XX secolo, quando venne praticata da cubisti, dadaisti e surrealisti, il collage trova nelle creazioni di Kolář un ampio spettro di possibili soluzioni, elencate dall’artista stesso nel Dictionnaire des méthodes, terminato nel 1983.
Rollages, come Senza titolo – Omaggio a Nefertiti (1987), in cui l’immagine della celebre regina egizia viene frammentata in una sequenza di strisce uguali poi ricomposte in un nuovo complesso figurativo, chiasmages,  tra cui Preghiera per la misericordia (1984), ove si ritrovano tracce di un testo religioso in latino, lintons, come Il gioco celato (1974), e altre tipologie di collages rivelano allo spettatore l’universo creativo di Kolář, popolato da estratti di spartiti musicali e testi religiosi, lacerti di noti dipinti e sculture e tracce della quotidianità che ci raccontano, per immagini, la nostra storia.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano-inglese) con saggio di Gianluca Ranzi.Biografia
Jiří Kolář nasce il 24 settembre 1914 a Protivín in Boemia. Nel 1922 la sua famiglia si trasferisce a Kladno, non lontano da Praga. Dopo un’adolescenza caratterizzata da lavori fortuiti, a 16 anni scopre l’edizione ceca di Les mots en libertéfuturistes di Filippo Tommaso Marinetti, che lo conduce nel mondo della poesia moderna. Grazie all’incontro con il Surrealismo inizia a lavorare con la tecnica del collage. Nel 1937 tiene la sua prima mostra personale al Mozarteum di Praga.
Nel 1941, durante l’occupazione tedesca, esce la sua prima raccolta di poesie e nel novembre del 1942 fonda il gruppo “Skupina 42” insieme ad altri poeti, pittori, studiosi di storia dell’arte, uno scultore e un fotografo. Tra il 1946 e il 1948 viaggia in Germania, a Parigi e in Gran Bretagna e nel 1952 pubblica Il Fegato di Prometeo nel quale, assemblando poesie, prosa e immagini, denuncia la drammatica situazione cecoslovacca dopo l’avvento del regime comunista; una dura verità che insieme ad altri scritti gli costa nove mesi di carcere e il divieto di pubblicare fino al 1964.
Verso la fine degli anni Sessanta espone in Germania e in Brasile dove, nel 1969, è premiato alla X Biennale di San Paolo; seguono esposizioni in Canada e in Giappone. Nel 1975, 1978 e nel 1985 il Guggenheim R. Solomon Museum di New York gli dedica tre personali. Nel 1991 riceve il Premio Seifert e viene nominato cittadino onorario di Praga. Nel 1999 per motivi di salute torna a Praga, lasciando definitivamente Parigi dove aveva vissuto dal 1980. Muore nell’agosto del 2002.

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