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Arte Compressa #30 – In to the Show. Cecilia Luci da Pipero a Roma

Dopo le mostre Made in water al Macro e Spazi di Percezione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, un nuovo spazio nella Capitale accoglie le opere di Cecilia Luci (www.artapartofculture.net/2014/09/06/cecilia-luci-lacqua-galleggiamenti-animici-la-fotografia-e-se-stessa-rivelata). Si tratta di un ambiente diverso dai circuiti consueti dell’arte contemporanea, ma assai vicino per rigore alla modalità espressiva dell’artista. Alessandro Pipero, patron di uno dei più celebri ristoranti stellati romani, dove si avvale dell’alta professionalità dello chef  Luciano Monosilio, ha proposto a Cecilia Luci di ospitare una selezione delle sue opere nello spazio appena inaugurato in Corso Vittorio Emanuele al civico 246. Questo input ha dato vita a In to the show, un nuovo capitolo nel percorso artistico della Luci, quasi un’antologica per il numero di lavori esposti, rappresentativi delle sue ultime ricerche e arricchiti ulteriormente da opere inedite.

Maria Arcidiacono scrive dell’artista:

“Cecilia Luci si serve del mezzo fotografico per indagare un’intimità conflittuale, raccolta, a tratti addirittura straziante; altri lavori, invece, trattengono a fatica un’esplosione interiore, fatta di ricordi e di gioiosità contenute. Un’indagine che non si accontenta di fioche intuizioni, ma accudisce con estrema cura lo spunto, il dettaglio, dilatandolo sovente in superfici rarefatte, filtrate dall’acqua. Un liquido amniotico che non può essere stagnante, ma vibrante e vitale, che cela senza nascondere. Oggetti quotidiani, come guanti, pettini, posate, compongono un universo familiare – evocato negli stessi titoli, Riunione di famiglia – lasciando affiorare memorie agrodolci, immobilizzate nella loro potente sintesi simbolica. Il processo creativo è tutt’altro che agevole, non si limita alla costruzione equilibrata di oggetti o al sapiente dosaggio di luce e colore, è un faticoso esercizio di elaborazione la cui origine sconfina talvolta al di là dei muri domestici per abbracciare il mondo degli esclusi; una realtà fragile e complessa che Cecilia Luci avvicina in silenzioso rispetto, restituendone l’essenza dopo aver sottratto ogni inutile e retorica sovrabbondanza. La peculiarità di queste opere è che esse sono in grado di evocare scenari diversi per ciascuno di noi, risvegliano ricordi sopiti, svelano inediti fotogrammi dell’inconscio, in fondo è come se fossero in possesso di una sorta di lasciapassare che consente loro di viaggiare ovunque. “

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