Sentimento. La fonte stessa dell’emozione.

Jan Vermeer, 1665-1666 circa

La storia di questa parola, come in molti altri casi in estetica, racconta vicende sulle quali il linguaggio ordinario non riflette quasi più – ed è un peccato, perché si perdono così profondità e complessità che potrebbero aiutarci anche quotidianamente.
Sentimento (feeling, sentiment, Gefühl) indica qualcosa di più continuo e ripetibile dell’emozione, e che anzi spesso è la fonte dell’emozione stessa; ma il sentimento è anche qualcosa di meno incisivo e soggiogante della passione. Si stenta a crederlo, ma il concetto di sentimento è moderno: prima del ‘700 non esiste alcun suo equivalente linguistico, perché solo nel periodo in cui nasce l’estetica come disciplina a sé stante questo concetto viene usato per distinguere ciò che non è né ragione né volontà, ma una terza modalità interiore che raccoglie la risposta soggettiva alle esperienze.

Questo “nuovo” ambito dell’interiorità viene inventato prima di qualsiasi psicologia, anche per poter formulare una teoria dell’arte che oggi riteniamo ovvia quanto banale: l’arte è espressione del sentimento. Certamente nel mondo antico era stato evidenziato il rapporto tra arte ed emozione, ma solo come imitazione di un pathos, risolta o in un comportamento mimetico volontario o in un momento di “invasamento” irrazionale. Sarà solo Kant, dopo un lavoro quasi secolare da parte di molti filosofi inglesi, a pretendere un sentimento intersoggettivo comune a tutti, grazie al quale si possono formulare giudizi estetici che vogliano essere universalmente accettabili.
A quell’idea ci riferiamo ancora quando sentiamo l’esigenza, sociale o personale, di sviluppare qualcosa di definibile come una educazione sentimentale: da Flaubert alle questioni di genere, è sempre ancora a quel terzo spazio, tra ragione e volontà, che sentiamo di doverci rivolgere.

Lorenzo Gasparrini

Lorenzo Gasparrini

Lorenzo Gasparrini Dottore di ricerca in Estetica, dopo anni di attività universitaria a Roma, Ascoli, Narni in filosofia, scienze della formazione, informatica, ora è editor per un editore scientifico internazionale. Attivista antisessista, blogger compulsivo, ciclista assiduo, interessato a tutti gli usi e costumi del linguaggio.

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