Arnulf Rainer, Horror sacri. Riflessioni sulla mistica dell’artista

La nuova, piccola mostra dedicata ad Arnulf Rainer (1929, Baden, Austria) nella Gallerja Roma – dopo Piranesi nel 2010 e la collettiva Je est un autre nel 2008 – ci offre l’occasione di una breve riflessione sulla poetica di uno tra gli artisti più tormentati del secondo novecento.

Un poetica attinta nel fertile solco dell’Avanguardia surrealista – Rainer fonda a Vienna nel ’50, assieme ad Ernst Fuchs, l’Hundsgruppe (il Gruppo del cane) e l’anno successivo incontra a Parigi Andrè Breton che però lo deluderà – e dell’espressionismo astratto statunitense; e graffiata dall’opera maledetta di Francis Bacon.

Alimentata, inoltre, dalla partecipazione, negli anni ’60, al Wiener Aktionismus, figlio ribelle dell’espressionismo austriaco e della psicanalisi freudiana.

Pioniere della Body Art (pensiamo alle Photoposen degli anni ‘50), Rainer ha sempre sperimentato e contaminato vari linguaggi –dall’incisione alla fotografia, dalla pittura al video, alla performance –  e utilizzato, sin dagli esordi, differenti tecniche pittoriche: dalle Übermalungen e dalle Überzeichnungen (rispettivamente sovrapposizione di colori e di segni ad opere già esistenti, come nel ciclo “Piranesi” già presentato in questo spazio) alle Fußmalereien ed alle Fingermalereien (pitture stese con i piedi e con le mani).

Il critico Bruno Corà attuale Presidente della Fondazione Burri – attento esegeta raineriano, ha sottolineato l’importanza dell’incontro con il sacerdote Otto Mauer, appassionato d’arte e proprietario, a Vienna, della  Galerie nächst St. Stephan, nodale centro propulsore della sperimentazione informale.

Ci troviamo ora a percorrere le salette della Galleria attorniati dai dipinti dell’artista austriaco e ci riesce impossibile non percepire, nell’impeto rassegnato dei colori che con impotente violenza ci aggrediscono, il compreso suggello di un dramma animico, la muta testimonianza di un sentire tragico.

Vediamo dei simboli cristici ricoperti di nero da una mano ossessivamente volitiva, delle forme embrionali che affiorano da una confusa, violenta matrice cromatica.

E ci sembra, a un tratto, perfino di intravedere, oscuramente, il portale a ogiva di una cattedrale. Quasi che l’uomo-artista avvertisse, nell’intimo, tutta l’inadeguatezza demiurgica degli strumenti di cui è provvisto per farsi, credibilmente, fabbrile compartecipe della Creazione: il colore, il gesto, il segno; ma ciò nonostante desiderasse ugualmente, attraverso il proprio compulsivo agire creativo – sia pure effimero e incongruo – immaginarsi attore-testimone di un ineffabile mistero, tragicamente incarnato su una Croce da lui istintivamente coperta di tenebra, quasi un presagio o un auspicio di palingenesi.

Info mostra

  • Arnulf Rainer
  • fino al 25 novembre 2017
  • Gallerja Roma
  • Via della Lupa 24 (Fontanella Borghese), Roma
  • tel. 06 68801662 | email info@gallerja.it
  • www.gallerja.it