La parola al Teatro #12. Marilyn’blues – Una storia dalla parte delle donne

All’Aperossa, poliedrica manifestazione dell’Estate Romana 2019, protagonista il teatro con il monologo scritto ed interpretato da Annamaria Bruni Marilyn Blues, andato in scena nella suggestiva cornice della Centrale Montemartini.

immagine per Marilyn’blues
Annamaria Bruni

Un viaggio che ripercorre la vita e l’epoca in cui Marilyn, donna, attrice ed infine icona immortale, è vissuta e che raccoglie temi di grande attualità: il dramma dello stupro, dell’abbandono e della sopraffazione ma anche il riscatto nel lavoro, la battaglia per la sua autonomia, la sua lotta per contrastare l’immagine che uomini e media le costruivano addosso in chiave maschilista.

Una storia che fa emergere un profilo molto diverso dall’immagine patinata da tutti conosciuta e che spinge oltre il pregiudizio di cui tutt’oggi la nostra cultura occidentale è intrisa, dove l’espressione dell’esuberanza femminile, ovvero la libertà di essere e mostrarsi, porta all’equazione dell’essere disponibile e consenziente. Marilyn è stata una donna molto sola nel vivere questa sua libertà, la stessa che Arthur Miller ha definito “candore” perché, nonostante la profonda convinzione nelle proprie idee, non ha avuto alcuno strumento per potersi difendere e per rompere quei muri di ipocrisia, bigottismo e puritanesimo che hanno caratterizzato il suo tempo.

Marilyn è una donna contemporanea che anticipa i temi del movimento femminista perché credeva che i rapporti dovessero viaggiare sui binari dell’amicizia, come nel caso del suo legame con Ella Fitzgerald, della solidarietà e della vicinanza.

La sensualità di Marilyn è sinonimo di vitalità, una contaminazione di erotismo inteso non come sesso ma come libertà autentica: una concezione che richiama le culture antiche in cui l’erotismo è espressione non di volgarità ma dell’essere umano in tutta la sua capacità e pienezza.

Un testo dove il linguaggio poetico si fonde con il ritmo, il colore ed il calore della musica jazz e insieme costruiscono l’universo femminile in cui esplorare e trovare dentro di sé quelle chiavi che interpretano ora nei panni di una donna molto sensuale come Marylin, ora nei panni di un’artista ora nei panni di una guerriera, un punto di vista femminile che è una delle sfaccettature di un prisma che tuttavia aiuta ad affermare un punto di vista diverso da quello della cultura patriarcale.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

Commenta

clicca qui per inviare un commento