Siro Cugusi, Aleph. Galleria Annarumma

Siro Cugusi
ALEPH
Inaugurazione: Sabato 17 Novembre 2018 ore 11,00, fino al 18 Gennaio 2019.
Galleria Annarumma
Via del Parco Margherita, 43 – 80121, Napoli.
info@annarumma.net

immagine per Siro Cugusi
E, olio su tela, cm60x60

La casa è grande come il mondo. Tuttavia, a forza di percorrere cortili con una cisterna e polverosi corridoi di pietra grigia, raggiunsi la strada e vidi il tempio delle Fiaccole e il mare. Non compresi, finché una visione notturna vi rivelò che anche i mari e i templi sono infiniti. Tutto esiste molte volte, infinite volte…Forse fui io a creare le stelle e il sole e questa enorme casa, ma non me ne ricordo.
La casa di Asterione – Jorge Luis Borges

Aleph è una serie di dipinti realizzati con olio su tela, che esplora il tema del paesaggio, creando una rete di spazi occupati dalla giustapposizione del familiare e dell’indefinibile, della narrativa e dell’astratto: un flusso inondante di immagini e pensieri interconnessi, con ogni opera legata alla successiva da una struttura talvolta astratta, talvolata figurativa, in cui si accoppiano in modo sorprendente e quasi paradossale con trame e colori, sposando materia e luce.

Il lavoro di Siro Cugusi offre un luogo di introspezione meditativa, uno spazio dove contemplare bellezza e mistero, fantasie erotiche e piaceri innocenti, ricordi e pensieri.

Attraverso dipinti caratterizzati da figure che non corrispondono più ai nomi che abbiamo dato loro e che non rispettano la narrativa tradizionale, Siro crea un linguaggio autonomo e personale sconosciuto, pieno di significati arcaici e metaforici. Questo linguaggio non è presentato come immagini chiare, ma come spesso ci si presentano i ricordi, come in un sogno: velato, senza logica e incompleto. I corpi umani, la flora, la fauna e il mondo minerale coesistono insieme, non in uno spazio razionale ma dove le leggi della natura sono capovolte: un santuario interiore per gli esseri umani e mitici, un luogo di fascino di mistero e delizie sublimi.

Gli spazi indeterminati dei suoi mondi fittizi e psicologici pullulano di corpi e oggetti ibridi, come se il suo occhio fosse il principale testimone di una scena agitata, interpretata da figure misteriose che si uniscono in una confusione di prospettive sconcertanti. Siro riduce le figure alla loro essenza e quindi aggiunge e adotta forme biomorfe e surreali, ma libera ulteriormente quelle forme attraverso il processo della pittura stessa enfatizzando il colore più lirico e il contenuto personale. Trasforma, passato e presente, in nuove realtà, astratte e controllate. Invece di un rendering esatto, allo spettatore vengono presentati suggerimenti di oggetti reali che sono sottoposti all’interpretazione personale dell’artista delle loro forme e significati.

Siro dice dei suoi dipinti “Quando comincio un dipinto, non ho un’immagine specifica nella mia mente. Ogni immagine deve evolvere da una logica pittorica o visiva: deve emergere come se fosse inevitabile. I dipinti hanno la struttura della narrativa, ma una struttura che rimane sconosciuta, come se fosse una costruzione il cui risultato è il frutto di un enigma, di forme e figure incombenti e sbiadite“.

artapartofculture redazione

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E’ un magazine nato con l’intento di trattare in maniera agile e approfondita, di promuovere, diffondere, valorizzare le arti visive e più in generale la cultura della contemporaneità nelle sue molteplici manifestazioni

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