C.Re.S.Co. Bando TOC, Teatro di Origine Certificata

C.Re.S.Co – coordinamento delle realtà della scena contemporanea
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BANDO TOC – TEATRO DI ORIGINE CERTIFICATA

Prima di riparlare di cultura, voglio rilevare che il mondo ha fame, e che non si preoccupa di cultura; e che solo artificialmente si tende a stornare verso la cultura dei pensieri che si rivolgono verso la fame. La cosa più urgente non mi sembra dunque quella di difendere una cultura, la cui esistenza non ha mai salvato nessuno dall’ansia di vivere meglio e di avere fame, ma estrarre da ciò che chiamiamo cultura delle idee la cui forza di vita sia pari a quella della fame.”
Antonin Artaud – “Il teatro e il suo doppio

Il Tavolo Etico, elemento fondante di C.Re.S.Co, si interroga e confronta in merito alle politiche che sottointendono le relazioni personali e di sistema nell’ambito dello spettacolo dal vivo, a cui ognuno di noi è chiamato a rispondere.

Le parole di Artaud hanno spinto i membri del tavolo a riflettere sull’accostamento cultura / fame che conduce alla possibile metafora tra la necessità di alimentare il proprio corpo e la propria sensibilità. In un momento dove l’ansia di vivere meglio, cercando di soddisfare la propria fame con una alimentazione sana, indirizza le nostre scelte alimentari alle etichette che assicurino provenienza certificata e altissima qualità vogliamo accostare un’idea di fare cultura con una forza altrettanto certificata. 

Quale certificazione migliore di quella proveniente dagli artisti, gli operatori, gli organizzatori, le compagnie che sperimentano in prima persona il particolare valore etico e professionale dei teatri, dei festival, degli spazi di residenza presso cui sono ospiti? Un modo per riconoscere, in maniera assolutamente scevra da giudizi ma al contrario con gratitudine, l’impegno che queste strutture profondono, quotidianamente, nel loro lavoro.

E’ a partire da queste premesse che C.Re.S.Co – coordinamento delle realtà della scena contemporanea, accoglie il  suggerimento del gruppo di lavoro riunito attorno al codice etico a cui ogni membro del coordinamento si impegna ad aderire e presenta la prima edizione del  Premio Toc, teatro di origine certificata. 

Il premio si rivolge agli artisti, alle compagnie, agli addetti ai lavori e agli operatori del settore dello spettacolo dal vivo per invitarli a segnalare un teatro, un festival, uno spazio o luogo di residenza, una rassegna che, nel corso della propria esperienza lavorativa, si siano particolarmente distinti per l’adesione al codice etico (in allegato).

Il gruppo di lavoro del tavolo etico di Cresco, composto da Lello Cassinotti (coordinatore), Carlotta Garlanda, Smeralda Capizzi, Salvatore Zinna, Silvia Mercuriati, Chiara Cicognani, Sofia Bolognini, Elena Lamberti raccoglierà le segnalazioni, accompagnate da motivazioni, entro e non oltre il 30 marzo 2019 alle ore 23,59 all’indirizzo tavoloetico@gmail.com.

Dal giorno 15 aprile i nomi dei 5 finalisti saranno resi noti e sarà possibile fare una seconda votazione per arrivare al soggetto vincitore, che sarà premiato durante le giornate di Inbox ( 20 – 25 maggio)

VERSO UN’ ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DEGLI OPERATORI DELLA SCENA CONTEMPORANEA

La Costituzione Italiana dichiara che ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società e promuova lo sviluppo della cultura.

Pertanto anche il lavoro dell’artista è da ritenersi utile alla società al pari di tutti gli altri ed è quindi un bene da tutelare e proteggere. Per garantirne tutela e protezione è necessario l’impegno di tutti i lavoratori del settore sia nel pubblico che nel privato, indipendentemente da qualsiasi condizione di difficoltà.

Ciò premesso: 

C.Re.S.Co, coordinamento nato in seguito all’esigenza di riflettere e rivedere il modo di pensare, realizzare e monitorare le pratiche dello spettacolo dal vivo, ha stilato un Codice che riassume alcune norme di comportamento, fondamentali nel condurre la propria attività, nell’eseguire le prestazioni di lavoro ed in generale nei rapporti interni ed esterni al settore, basate sui principi di trasparenza, concorrenza leale, dignità del lavoro e del lavoratore, funzione sociale oltre che artistica dello stesso.

1) Le strutture e gli artisti – norme per un sistema etico

Le strutture e gli artisti che si occupano della scena contemporanea italiana si impegnano a:

  • Creare le migliori condizioni per lo svolgimento del lavoro artistico, instaurando rapporti chiari tra loro, in equilibrio tra le modalità di trattamento e i compensi riconosciuti.
  • Impiegare con accuratezza e buon senso contributi pubblici ricevuti.

Stipulare e rispettare un contratto ove siano indicati:

  • le condizioni economiche
  • tempi e modalità di pagamento
  • le condizioni di ospitalità e di viaggio
  • la promozione di base, l’ufficio stampa ed eventuali azioni specifiche di promozione
  • l’adempimento dell’obbligo di legge da parte della compagnia nei confronti dei propri dipendenti impegnati nella rappresentazione
  • l’adempimento delle reciproche competenze in materia di sicurezza
  • la competenza delle spese relative all’apertura del permesso di rappresentazione
  • il corrispettivo economico, qualora dovuto, dei diritti d’autore
  • la dotazione tecnica, il nominativo e il contatto del referente tecnico a disposizione dell’artista
  • l’ammontare della penale in caso di rinuncia di una delle due parti e il forum di competenza

Comunicare tempestivamente eventuali variazioni degli accordi presi per tutelare sia lo spettacolo che la programmazione.

  • Provvedere al versamento dei contributi previdenziali e all’agibilità.
  • Non alimentare la politica dello scambio
  • Promuovere progetti artistici favorendo forme di co-produzione e circuitazione attraverso la collaborazione con altre realtà.
  • Favorire la libera circolazione delle opere.
  • Non considerare l’esclusiva come un diritto del programmatore, al fine di evitare che lo stesso spettacolo venga impropriamente presentato sotto forma di prova aperta, studio o anteprima.
  • Considerare il pubblico come l’orizzonte necessario dell’azione culturale, sviluppando modalità di ascolto, di proposta e di coinvolgimento.

Norme per una programmazione etica.

Nello specifico le strutture si impegnano a:

  • Indicare nella propria comunicazione e sui propri canali informatici il nome e il contatto del responsabile della programmazione, tempi e modi per l’invio delle proposte, tempi e modi con cui il responsabile comunicherà (o non comunicherà) all’artista l’esito.

Laddove percepiscano finanziamenti pubblici:

  • non riempire il cartellone in maniera invasiva con le proprie produzioni, favorendo quindi una pluralità di presenze
  • salvaguardare una congrua percentuale da destinare al budget artistico per attivare progetti di ospitalità, senza che i costi gestionali impegnino la totalità dei finanziamenti.
  • concedere gratuitamente gli spazi destinati alle prove e alle rappresentazioni, sia per le residenze che per la programmazione.
  • Fornire agli artisti le distinte d’incasso dello spettacolo.
  • Curare la qualità dei rapporti con l’artista e il confronto critico con lo stesso e con il pubblico.

2). Le strutture, gli artisti e i collaboratori – norme per un rapporto di lavoro etico

Si intendono:

  • per collaboratori tutti i lavoratori dipendenti, figure professionali, collaboratori occasionali e stagisti che prestano la propria opera all’interno di una struttura artistica e/o organizzativa.

Le strutture, gli artisti e i collaboratori si impegnano a:

  • Stipulare e rispettare un contratto ove siano indicati:
    • ruolo, impegno e orari di lavoro previsti
    • durata del contratto
    • condizioni economiche
    • tempi e modalità di pagamento
    • eventuali rimborsi spesa di viaggi e trasferimenti
    • strumenti e spazi a disposizione del collaboratore
    • il riferimento al contratto nazionale di settore e il Foro di competenza in caso di controversia

Nello specifico le strutture e gli artisti si impegnano a:

Informare tempestivamente il collaboratore:

a)   dell’eventuale ritardo del pagamento, concordando le nuove tempistiche
b)   di qualunque modifica agli impegni previsti nel contratto
c)   dell’impossibilità a rinnovare il contratto in un rapporto di lunga durata.

Citare chiaramente sui canali comunicativi e promozionali i ruoli ricoperti dai collaboratori.

Considerare lo stage come un’attività di reale formazione e non come una possibile forza lavoro a basso costo.

INFO PRESS: Elena Lamberti – 3495655066 – elena.lamberti07@gmail.com

artapartofculture redazione

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E’ un magazine nato con l’intento di trattare in maniera agile e approfondita, di promuovere, diffondere, valorizzare le arti visive e più in generale la cultura della contemporaneità nelle sue molteplici manifestazioni

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