Herbarie. Le chiamavano streghe. A teatro la storia di amore e di lotta delle erboriste medievali.

A Roma nello spazio teatrale Il Cantiere, sabato 6, martedì 9 e mercoledì 10 aprile 2019 Argillateatri presenta il nuovo spettacolo Herbarie. Le chiamavano streghe testo di Silvia Pietrovanni, adattamento di Isabella Moroni, con Claudia Fontanari, Brunella Petrini, Elena Stabile,  frutto di un lavoro di ricerca sulla figura ancestrale e sulle origini sacre della domina herbarum, l’erborista del popolo, definita saggia (saga) dalla gente del popolo e strega o ciarlatana dal potere, che inizia in questo modo la distruzione capillare del sapere femminile.

Sulla scena Lucia, la giovane herbaria che ha imparato a leggere e scrivere ed ora possiede il sapere della medicina naturale, ripercorre la storia della sua famiglia: della nonna Mercuria che ha tramandato alla figlia Caterina e, dunque, a lei stessa la sua sapienza.

Mercuria, Caterina e Lucia, nella loro terra sono le farmaciste che coltivano le erbe medicinali; sono le levatrici che vanno di casa in casa, sono i punti di riferimento imprescindibili per il popolo. E sono anche le “accabadore” che sanno dare la buona morte.

A spezzare il sodalizio e a cambiare il corso della storia, sarà un Inquisitore, la cui figura appare anche come una proiezione del nostro tempo, ancora permeato del risentimento della medicina dotta e maschile nei confronti di quella popolare e femminile che si avvaleva dell’ascolto del paziente e dell’esperienza diretta sul corpo.

Mercuria soccomberà, ma le altre proseguiranno il loro lavoro lento e globale che è arrivato fino a noi e si sviluppa ancora in ogni angolo, anche il più remoto, del mondo intero.

«Questo spettacolo è come un seme che può diventare un albero» afferma Silvia Pietrovanni, autrice del testo originale messo in scena da Argillateatri. E aggiunge: «Vorrei che le persone, dopo aver visto questo spettacolo, scoprissero chi erano le Herbarie e chi sono oggi per sapere cosa è stato tolto alle donne, ma anche a tutti gli esseri umani e come sia ancora possibile recuperarlo».

Con Herbarie. Le chiamavano streghe, progetto culturale con una forte componente di teatro civile e di tematiche di genere, Argillateatri prosegue il percorso dedicato alle molteplici forme del femminile, iniziato con Il Marinaio di Fernando Pessoa, regno di tre sorelle e del loro sogno, al quale ha fatto seguito Le Città Invisibili di Italo Calvino nel cui allestimento Marco Polo era interpretato da tre donne, tre viaggiatrici del tempo, dei luoghi e dell’anima.

Tre donne anche in Herbarie, legate alle ritualità del femminile, alla natura e alla cura, elementi che rappresentano, fin dai primordi, la loro libertà espressiva, la dedizione e la ribellione; l’anima creativa e quella politica di queste donne che, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale, apprendevano le conoscenze, creando reti di cura e salvezza e trasmettendosi le proprie esperienze.

Una narrazione centrata su eventi storici, che conduce passo dopo passo a scoprire sia il lato vitale, sia quello buio del rapporto fra donna, guarigione e potere. Una storia nella quale ciascuna interprete incarna una sapienza diversa: quella antica, oracolare, che viene dagli archetipi; quella contemporanea legata all’uso pratico delle piante e quella del futuro, che saprà cambiare le sorti della Storia.

Ridefinire la narrazione della donna e delle sue competenze; rivalutare le medicine antiche e profonde come l’erboristeria e il senso più vero ed umano dei ritmi naturali e fare luce sulla medicina delle donne, per anni nascosta dai libri di storia.

Sono queste le motivazioni portanti di uno spettacolo nel quale non è difficile trovare affinità con la condizione attuale delle donne, anche alla luce dell’involuzione culturale che i tempi stanno determinando e che, solo raccontando, sarà possibile fermare.

 

HERBARIE. LE CHIAMAVANO STREGHE

  • Personaggi e interpreti
    Mercurio Brunella Petrini
    Caterina Elena Stabile
    Lucia Claudia Fontanari
  • Regia Ivan Vincenzo Cozzi
  • Musiche originali Tito Rinesi
  • Testo originale Silvia Pietrovanni
  • Adattamento Isabella Moroni
  • Elaborazione costumi Arianna Longardi
  • Si ringrazia l’atelier di Marina Sciarelli
  • Disegno luci/suono Nino Mallia

Sabato 6, martedì 9 e mercoledì 10  aprile – ore 21.15

Il Cantiere via Gustavo Modena, 92 (Trastevere)
Ingresso 12 €, ridotto 10 €  – PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Info: 0677071899 – 3384670935 (anche WhatsApp) – 3391597050
argillateatri@gmail.comwww.argillateatri.org

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E’ un magazine nato con l’intento di trattare in maniera agile e approfondita, di promuovere, diffondere, valorizzare le arti visive e più in generale la cultura della contemporaneità nelle sue molteplici manifestazioni

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