Margherita Moscardini. The Fountains of Za’atari

Margherita Moscardini
The Fountains of Za’atari
Opera pubblica: 13 aprile 2019 – permanente
Mostra: 14 aprile – 28 luglio 2019

immagine per Margherita Moscardini
Margherita Moscardini Inventory. The Fountains of Za’atari 2018 still da video, formato 4k, 31 min. / video still, 4k format, 31 min. Il video-documento è stato girato in Giordania tra il settembre 2017 e il marzo 2018 / The video-documentary was filmed in Jordan between September 2017 and March 2018 Winner Italian Council 2017 MiBAC- DGAAP Courtesy Fondazione Pastificio Cerere, Roma © the artist

In occasione del festival di Fotografia Europea 2019, dal titolo “Legami. Intimità, relazioni, nuovi mondi”, Collezione Maramotti presenta The Fountains of Za’atari, articolato progetto dell’artista Margherita Moscardini sviluppato dal 2015 a partire dallo studio dei campi per rifugiati come realtà urbane destinate a durare.

Anche se ancora concepite come realtà temporanee, secondo UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, la durata media di un campo è 17 anni.

Il campo per rifugiati di Za’atari nasce nel 2012 in un’area semidesertica al nord della Giordania, per accogliere i siriani in fuga dalla guerra. Nel 2014 raggiunge una popolazione di 150.000 persone, diventando il secondo campo più grande al mondo. Oggi i residenti sono circa 80.000 e Za’atari è riconosciuta, per estensione, come la quarta città della Giordania.

Moscardini ha lavorato fuori e all’interno del campo tra il settembre 2017 e il marzo 2018, realizzando un censimento dei cortili con fontana costruiti dai residenti all’interno delle proprie case. Questa mappatura è stata realizzata in collaborazione con la giornalista Marta Bellingreri e il gruppo di lavoro diretto dall’ingegnere Abu Tammam Al Khedeiwi Al Nabilsi, con lo scopo di produrre un libro-catalogo dei cortili.

Il progetto The Fountains of Za’atari è un dispositivo pensato per generare un sistema di vendita delle sculture che riproducono in scala 1:1 i modelli di cortile con fontana di Za’atari e potranno essere acquisite da amministrazioni o istituzioni cittadine e presentate in spazi pubblici europei. L’ideatore della fontana sarà il diretto beneficiario della vendita, generando così un sistema virtuoso di sostegno dell’economia del campo.

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Margherita Moscardini Inventory. The Fountains of Za’atari 2018 pigmenti puri su carta / pure pigments on paper Winner Italian Council 2017 MiBAC- DGAAP Courtesy Fondazione Pastificio Cerere, Roma © the artist

Nell’idea di Moscardini le sculture generate su modello dei cortili con fontana dovranno beneficiare di una giurisdizione speciale con elementi di extra-territorialità, che con il tempo le qualifichi come spazi sopra cui la norma è sospesa, “buchi neri, power vacuum su suolo nazionale”.

Questa ambizione risponde alle domande dell’artista: com’è possibile trasferire la condizione di colui che senza stato cerca rifugio, in termini plastici? Fuori dal simbolo, cos’è un oggetto portatore di tutte le immunità di cui (per particolari convenzioni) beneficiano organismi e stati del pianeta?

Una prima tappa del progetto The Fountains of Za’atari era stata presentata presso la Fondazione Pastificio Cerere di Roma nel 2018, grazie alla vittoria della prima edizione del bando Italian Council promosso da MiBAC.

A Reggio Emilia il progetto di Moscardini cresce e si arricchisce di un importante livello di elaborazione, attivandosi come dispositivo completo di tutti i suoi elementi.

Saranno infatti presentati: la prima scultura pubblica (su cui è stato avviato l’iter di conversione giuridica di extra-territorialità) in un parco cittadino – sostenuta dalla Collezione Maramotti e accolta con entusiasmo e collaborazione dal Comune di Reggio Emilia – e un libro d’artista che racchiude ed espande in diverse direzioni i temi del progetto.

Il libro sarà pubblicato nel corso del 2019 e sarà costituito da due volumi. Includerà una guida non autorizzata del campo – illustrato attraverso i suoi monumenti privati – che in quanto catalogo funzionerà da strumento per l’acquisto (e la riproduzione) dei modelli di cortile con fontana da parte di altre amministrazioni e istituzioni europee. Il secondo volume accoglierà alcuni sostanziali contributi teorici sui temi toccati dalla ricerca di Moscardini: il ruolo sempre più importante delle città come organismi capaci di reagire con efficienza alle mancanze degli stati nazionali, che oggi più che mai reclamano la propria sovranità; la necessità di ripensare i campi per rifugiati come aree urbane destinate a durare e perfino come modelli potenzialmente esportabili; la creazione di un sistema virtuoso di vendita delle fontane/sculture per implementare l’economia del campo; lo studio di un percorso giuridico per attribuire alle sculture elementi di extra-territorialità, nella prospettiva di poterle qualificare come oggetti sopra cui la norma è sospesa; la condizione di colui che senza stato, cerca rifugio, come paradigma del nostro tempo.

Infine, nella Pattern Room della Collezione Maramotti sarà presentata una mostra temporanea con elementi di approfondimento sul progetto: opere, video e disegni elaborati da Margherita Moscardini nel corso degli ultimi anni.

immagine per Margherita Moscardini
Margherita Moscardini
Inventory. The Fountains of Za’atari 2018
disegno a muro, terra / wall drawing, soil
particolare / detail
Winner Italian Council 2017 MiBAC- DGAAP
Courtesy Fondazione Pastificio Cerere, Roma
© the artist

Inaugurazione pubblica della scultura-fontana: 13 aprile 2019, alle ore 17.00:

Parco Alcide Cervi, Reggio Emilia; ingressi da Piazza Fiume e da via Gazzata. L’artista sarà presente.

La scultura sarà permanente e accessibile negli orari di apertura del parco:
1 maggio – 30 settembre dalle 7.00 alle 24.00
1 ottobre – 30 aprile dalle 7.00 alle 20.00

  • Inaugurazione della mostra, su invito:
    13 aprile 2019, alle ore 18.00:
  • Collezione Maramotti, via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia. L’artista sarà presente.
  • Dal 14 aprile al 28 luglio 2019: visita con ingresso libero negli orari di apertura della collezione permanente.
    Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30
    Sabato e domenica 10.30 – 18.30
    Chiuso: 25 aprile, 1° maggio

Info

Ufficio stampa

Note biografiche

Margherita Moscardini (Donoratico, 1981) indaga le relazioni tra i processi di trasformazione di ordine urbano, sociale e naturale appartenenti a specifiche geografie. La sua pratica predilige il processo e progetti a lungo termine, che sviluppa attraverso interventi su larga scala, disegni, scritti, modelli e video-documenti.

Negli ultimi anni ha progettato alcuni interventi temporanei per spazi pubblici italiani (molti mai realizzati), attraverso cui si è interrogata sul ruolo delle Arti e sul concetto di spazio pubblico nelle nostre città.

Tra i suoi principali progetti: Istanbul City Hills On the Natural History of Dispersion and States of Aggregation (2013) e 1XUnknown (1942-2018, to Fortress Europe with Love) (2012-2018).

Moscardini ha studiato alla Accademia di Belle Arti di Bologna e ha partecipato al XIV Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como con Yona Friedman. Negli anni ha sviluppato progetti a lungo termine come artista ospite di CCA Today, Plovdiv, Bulgaria (2011); Cité Internationale des Arts, Parigi (2012); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2012-2013); MMCA Changdong, Seoul (2014); ISCP, New York (2015). Nel 2015 è stata fellow artist della Italian Academy for Advanced Studies in America, Columbia University, New York.

Note di redazione

Il libro d’artista di Margherita Moscardini includerà, oltre a un lungo testo dell’artista stessa, contributi di:

  • Leonardo Caffo, filosofo, Professore di Filosofia Teoretica presso il Politecnico di Torino
  • Donatella Di Cesare, filosofa, saggista, Professoressa presso Università La Sapienza, Roma
  • Massimo Sterpi, avvocato dello Studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners
Collezione Maramotti

Collezione Maramotti

Un progetto per l'arte contemporanea. Risale a più di trent’anni fa il proposito di Achille Maramotti di costituire una raccolta d’arte contemporanea che diventasse poi un luogo esemplare di fruizione estetica e intellettuale, aperto a un pubblico di conoscitori e interessati. La collezione doveva essenzialmente rappresentare, nelle sue intenzioni, uno specchio del movimento delle idee artistiche più avanzate del proprio tempo.

Fino al 2000, un certo numero di opere acquistate venivano esposte per lunghi periodi negli spazi di passaggio dello stabilimento Max Mara in via Fratelli Cervi a Reggio Emilia: l’intento era quello di promuovere una quotidiana, stimolante convivenza fra creatività artistica e disegno industriale. Non è perciò un caso che questo edificio, una volta dedicato alla creazione di “collezioni” di moda, sia ora divenuto la sede permanente di una collezione d’arte contemporanea. La continua esplorazione dei linguaggi diversamente espressivi e in costante evoluzione della moda e dell’arte era stata la passione centrale di Achille Maramotti.

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