Le articolazioni slegate (Loose Joints) di Hella Gerlach

E’ allestita nelle sale della Acappella Gallery, in via Cappella Vecchia 8/A a Napoli, la mostra di Hella Gerlach, dal titolo Loose Joints (articolazioni slegate). Oltre al Museo Apparente, eco-galleria contemporanea immersa nel verde, questo è il secondo spazio espositivo di Corrado Folinea, ubicato in pieno centro, a pochi passi da Piazza dei Martiri, fronte strada e con vetrata che permette la visione della mostra in qualsiasi momento.

Hella Gerlach è un’artista che indaga sull’interazione fra le sculture e lo spazio architettonico, a cui si aggiunge un terzo elemento che ribalta la percezione dell’insieme, l’individuo. E’ un approccio visivo ed emozionale in continua evoluzione, si passa da una apparente staticità delle opere nello spazio, ad una forza dinamica innescata dall’osservazione dei manufatti da una prospettiva diversa.

Corpi plastici pendono dal soffitto e fluttuano nell’ambiente. La loro forma diventa organica solo quando vengono gonfiate con il respiro, innescando l’interazione con la presenza umana che restituisce delle sculture flessibili e vulnerabili. L’elemento di congiunzione tra il contenuto, (le sculture), e il contenitore, (la galleria), avviene attraverso una serie di articolazioni slegate: funi annodate a maniglie di diversi materiali fissate sul pavimento.

L’artista realizza delle opere conferendole una dimensione grafica, (linee), cercando di esaltarne le qualità intrinseche. Esse hanno delle aperture al centro, attraverso le quali scorrono linee di corda. Ciascun elemento è un punto di connessione, una articolazione sciolta che può variare di forma e di direzione. Non sono dei punti di chiusura come nei contorni dei disegni, sono punti di partenza che si aprono verso lo spazio.

Le sue aste lineari in ceramica sono costituite da diverse sezioni e sono collegate fra di loro con magneti, in modo da poter essere riassemblate in forme sempre nuove. In latino, Stemma significava nastro, in quanto collegamento di vari elementi. Negli alberi genealogici, lo stemma può collegare varie generazioni in un unico albero, ( Stamm, in tedesco). Della stessa connotazione sono i nastri della Gerlach che collegano vari fili come se fossero una famiglia aperta a nuovi sviluppi contingenti.

Questa creatività artistica e conoscenza dei materiali trova consistenza nella realizzazione di piccoli arazzi, una sinergia nata con i tessitori di Bolzano e Berlino.

Sono due le opere presenti in mostra: le estensioni dei fili si strappano e si bloccano al suolo espandendosi da una griglia nello spazio, come se percepissero una strada verso nuove possibilità e nuove sponde. Nell’arazzo nero, i fili si estendono fino a coprire l’ambiente, trovando una linea di corda di ceramica come punto di congiunzione fra la struttura muraria e il pavimento, fra base ed altezza. Interessante è la parte centrale dell’arazzo, una griglia nera che, oltre a segnare un netto contrasto con la parete bianca, ne aumenta l’interazione attraverso un processo di sottrazione o addizione cromatica.

Nell’altra opera, invece, si avverte un processo/arresto, la tessitura azzurra non raggiunge la base, emerge un senso di sospensione, la materia organica diventa sconnessa e passa da dinamica a statica. Inoltre, la griglia in orizzontale crea uno squilibrio visivo rispetto a quella in verticale. Gli arazzi della Gerlach innescano interessanti spunti sulle potenzialità di questo materiale.

Un riscontro a tale riflessione antecedente a questa esposizione, è l’exihibit organizzato nell’estate 2017 al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, dal titolo Arazzeria Pennesela contemporaneità del basso liccio, a cura di Barbara Martusciello, con i lavori di Marco Tirelli, Alberto Di Fabio, Costas Varotsos, Matteo Nasini e Andrea Mastrovito.

Info mostra

  • Hella Gerlach | Loose Joints 
  • fino al 10 giugno 2019
  • Acappella Gallery
  •  via Cappella Vecchia 8/A,  Napoli
  • Orari: martedì-venerdì 16.30-19.30; sabato 11.30-14
  • Telefono: +39 339 613 4112
  • hellagerlach.com

 

Luca Del Core

Luca Del Core

Luca Del Core, vive e lavora a Napoli. E' laureato in "Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali" presso l'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. Giornalista freelance, ha scritto per alcune riviste di settore, per alcune delle quali è ancora redattore, e attualmente collabora con art a part of cult(ure). La predisposizione ai viaggi, lo porta alla ricerca e alla esplorazione delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed internazionali, pubbliche e private.

1 commento

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  • Notiamo con piacere che il pavimento della galleria, solitamente molto, troppo “importante”, che interferisce con le opere e la lotro lettura, è stato “neutralizzato” in favore di una situazione più minimale. Non è cosa da poco. L’articolo aiuta a comprendere ancora meglio la poetica dell’artista e la mostra