Il cammino di Giorgio Andreotta Calò da Venezia ad Amatrice

Meridiani
a cura di Raffaella Frascarelli
Senza titolo (Gloria) di Giorgio Andreotta Calò

immagine per giorgio andreotta calò
Torino-Guarene, azione: cammino di 58km da Torino a Guarene, 2008.

Fondazione Nomas è lieta di presentare Senza titolo (Gloria) di Giorgio Andreotta Calò un’opera articolata in tre parti distinte, ma complementari: un cammino compiuto nell’arco di un mese dall’artista – a piedi e in solitaria – lungo l’Italia, da Venezia ad Amatrice.

Un segno tangibile di questo percorso lasciato a Leonessa sul tradizionale Cammino di San Benedetto; e infine un libro d’artista.

Il percorso si snoderà da Nord a Sud, seguendo idealmente una porzione della Faglia Gloria, la frattura dove si incontrano la zolla europea e quella africana, che percorre gran parte dell’Italia ed è responsabile degli eventi tellurici che spesso colpiscono la Penisola, come della morfogenesi di questo territorio e, indirettamente, delle sue peculiarità antropologiche e culturali.

Il cammino di Giorgio Andreotta Calò ripercorre al contrario la direttrice di trasmissione delle onde sismiche, nel tentativo di dare vita a un’azione rituale e apotropaica, personale e collettiva che rifletta sullo stato di crisi generato dal terremoto. Scegliendo Venezia come punto di partenza simbolico perché città natale e luogo in cui ha avvertito il sisma del 24 agosto 2016, l’artista si dirige verso il suo epicentro.

Scrive Raffaella Frascarelli, curatrice del progetto:

In ogni epoca, le rotte segnalano la necessità di trovare spazi di libertà: attraverso questi itinerari, nei secoli, i popoli hanno definito e condiviso aspetti culturali relativi al sacro, alle tradizioni, all’episteme, alla memoria, hanno esplorato e si sono confrontati con la storia, il tempo e l’ignoto. Nella Francigena Meridionale del Lazio, l’unione tra Roma e Gerusalemme, ma anche la costruzione di una cultura mediterranea condivisa che ha prima incluso il continente africano e quello asiatico e poi per via marittima le Americhe.”

Percezione della precarietà, senso dell’abitare e ricostruzione di una comunità. Queste le riflessioni che animano il cammino. La nozione di motus viene quindi indagata e tradotta attraverso il gesto del camminare ma al contempo in riferimento al terrae motus fino a quel moto di spirito, legato alle istanze ed alle urgenze del presente.

Un cammino in solitario da Venezia fino ad Amatrice della durata di 30 giorni lungo la faglia Gloria e la Francigena Est del Lazio: il cammino avrà inizio il 24 agosto 2019, a tre anni dal terremoto che ha colpito la città.

Giorgio Andreotta Calò nasce a Venezia nel 1979 e ultima nel 2005 gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Kunsthochschule di Berlino. Tra il 2001 e il 2007 assistente di Illja e Emilia Kabakov, è stato artista in residenzaalla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011) e al Centre National d’Art Contemporain di Villa Arson a  Nizza (2012-13).

Tempo, movimento, trasformazioni sono i nodi tematici centrali dei suoi lavori, in gran parte sculture (serie delle Clessidre e dei Carotaggi), fortemente ancorate al tessuto antropologico del suo territorio nativo.

Insignito, tra i molti riconoscimenti, del Premio Italia per l’arte contemporanea del Museo MAXXI di Roma con l’opera “Prima che sia notte” (2012), ha partecipato alla  Biennale di Venezia 2011 e nell’edizione del 2017 ha esposto al Padiglione Italia, con Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey con l’installazione Senza titolo(La fine del mondo)”. Un intervento spaziale che ricostruisce un mondo alla rovescia e intenso omaggio allo studioso Ernesto De Martino. Nel 2019 all’Hangar Bicocca (13/02) la sua sorprendente personale dal titolo “CITTÀDIMILANO”.

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artapartofculture redazione

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