Embodying: Flesh, Fiber, Features

EMBODYING: FLESH, FIBER, FEATURES
BRIE RUAIS, MARTHA TUTTLE, LETHA WILSON
a cura di Serena Trizzino
testo di Massimo Canovacci
opening mercoledì 18 settembre 2019 ore 18.30
fino al 26 ottobre 2019

immagine per Galleria Anna Marra
Martha Tuttle, Earth, 2019, wool, linen, pigment, diptych, each element 30,5×35,5 cm

Galleria Anna Marra inaugura la stagione espositiva mercoledì 18 settembre 2019 con Embodying: Flesh, Fiber, Features, una mostra multimediale curata da Serena Trizzino che presenta in anteprima in Italia il lavoro di tre artiste di New York City: Brie Ruais, Martha Tuttle e Letha Wilson.

Centrali nella pratica delle artiste sono il rapporto fisico ed emotivo con i materiali impiegati (argilla, lana, fotografia e materiali industriali) e con la natura. Continua fonte di ispirazione per gli artisti, dal Rinascimento fino alla Land Art, la natura continua ad essere un riferimento ancora oggi nell’epoca social.

In mostra 2 grandi installazioni in ceramica e 4 piccoli lavori realizzati con polpa di carta di Brie Ruais, 4 caratteristiche tele in tessuti lavorati a mano di Martha Tuttle, e 7 fotografie che incontrano la scultura di Letha Wilson. Tute opere inedite e appositamente pensate per lo spazio della galleria.

Brie Ruais espone per la prima volta in Italia lavori in ceramica e carta. Nella sua serie più iconica l’artista – partendo da una massa di argilla di peso pari al suo – modella la materia utilizzando il  suo corpo [flesh] attraverso pressioni, spinte, e graffi, creando così una memoria di se stessa e del suo stare nel mondo come persona fisica.

Nella serie più recente, Topology, i lavori sono definiti dallo spazio in cui vengono eseguiti, in questo caso il suo giardino. L’artista crea una mappa in scala 1:1 che registra non solo lo spazio fisico ma anche le sue azioni in quello spazio e gli elementi da lei in esso inseriti (piante,  decorazioni, architettura, etc).

Anche nella ricerca di Martha Tuttle il rapporto tra corpo e materia è centrale. Tuttle, anche lei presentata per la prima volta in Italia, impiega tessuti di cotone e lana [fiber] per creare astrazioni geometriche spesso ispirate dalle terre dell’ovest (New Mexico in particolare) dove è cresciuta. È lei a creare le matasse, a tingerle e tesserle per creare gli inserti in lana presenti nei suoi lavori. L’intento è quello di registrare nelle linee del tessuto i suoi gesti e il suo tocco – a loro volta dipendenti da emozioni, stati d’animo e ispirazioni esterne – così creando una narrativa implicita del lavoro fortemente personale.

Nelle opere di Letha Wilson la fotografia incontra la scultura. Utilizzando scatti fatti nel corso degli ultimi vent’anni nell’America dell’Ovest, Wilson investiga il limite della fotografia paesaggistica, cioè quello di mostrare nella sua interezza il mondo che ci circonda. Con questo obiettivo quindi, l’artista impiega materiali industriali per creare delle composizioni [Features] che ci ricordano il sottile equilibrio tra natura e civiltà moderna.

La mostra è accompagnata da una pubblicazione di Gangemi Editore con un testo critico di Massimo Canevacci.

Artisti:

Brie Ruais (1982) vive e lavora a Brooklyn, New York. Ha conseguito l’MFA presso la Columbia University’s School of the Arts nel 2011.

Il suo lavoro è stato esposto presso istituzioni pubbliche tra cui il Katzen Center presso la American University, Washington, DC e il Museum of Fine Arts di Boston. Ha tenuto mostre personali con Cooper Cole, Toronto, Canada; Halsey McKay Gallery, East Hampton, New York; Nicole Klagsbrun, New York, NY e Night Gallery, Los Angeles, CA.

Premi e residenze includono tra gli altri: The Pollock Krasner Foundation Grant (2018), The Sharpe Walentas Studio Program (2018), Dieu Donné Fellowship (2016), Montello Foundation Residency (2017), Socrates Sculpture Park Fellowship (2014), The Shandaken Project Residency (2014).

L’opera di Ruais è nelle collezioni: Dallas Museum of Art, Dallas, TX; The Pennsylvania Academy of Art, Philadelphia, PA; Pizzuti Collection, OH; BurgerCollection Hong Kong.

È inclusa nel volume Vitamin C: New Perspectives in Contemporary Art, Clay and Ceramics, di Phaidon (2017). Ruais è rappresentata da Albertz Benda Gallery di New York, Cooper Cole Gallery di Toronto e Night Gallery di Los Angeles.

Martha Tuttle (1989) si è laureata al Bard College nel 2011 e ha conseguito l’MFA presso la Yale School of Art nel 2015. Attualmente è residente presso il Sharpe-Walentas Studio Program a Brooklyn, New York e ha tenuto residenze presso la Fondazione UCross a Clearmont, WY; AZ West a Joshua Tree, California; New Mexico School of Poetics a Ojo Caliente, Nuovo Messico; Grin City Collective a Grinnell, Iowa.

Nel 2014, Martha ha ricevuto la Josef Albers Foundation Travelling Fellowship e la Donald C. Gallup Research Fellowship dalla Beinecke Rare Books and Manuscripts Library, Yale University.

Attualmente vive e lavora a Brooklyn, New York.

Letha Wilson (1976) ha conseguito un BFA presso la Syracuse University e un MFA presso l’Hunter College. Le residenze includono Skowhegan School of Painting and Sculpture; Yaddo, Saratoga Springs, New York; Bemis Centre for Contemporary Arts; Headlands Center for the Arts.

Wilson ha esposto al MASS Moca; al Essl Museum; al Bemis Centre for Contemporary Art; al Bronx Museum of the Arts; al Socrates Sculpture Park; all’Exit Art, all’ARKO Art Center e all’Aldrich Museum of Contemporary Art.

Vive e lavora a Brooklyn, New York.

Curatore:

Serena Trizzino è art advisor e private dealer. Per oltre un decennio la sua ricerca si è concentrata su artisti emergenti e mid-career, per lo più con sede a New York, dove lei stessa vive. Come specialista di questo settore, è stata invitata ad organizzare e curare mostre a Roma, Milano e Parigi. Trizzino fa parte del comitato consultivo dell’organizzazione no-profit MoreArt, per la quale ha contribuito a organizzare progetti di arte pubblica come Residents of New York di Andres Serrano e NYsferatu di Andrea Mastrovito. Trizzino gestisce un sito web omonimo, con contenuti editoriali e dedicato a dare uno sguardo approfondito a tre artisti per ciascuna edizione.

Autore del testo critico:

Massimo Canevacci, Docente di Antropologia Culturale presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione – Università di Roma “La Sapienza”. Come Visiting Professor è stato invitato in diverse università europee, a Tokyo (Giappone) e a Nanjing (China). Dal 2010 al 2018, è stato Visiting Professor in Brasile: Florianôpolis (UFSC), Rio de Janeiro (UERJ), São Paulo (ECA/USP – IEA/USP).

Alcuni libri:

  • La città polifonica, Roma, Rogas, 2018, (Studio Nobel, São Paulo, 2013)
  • Fetichismos Visuales, UOC, Barcellona, 2018 (in corso di pubblicazione per Il Manifesto Libri)
  • Lusophone Hip Hop. Who we are and Where we are: Identity, Urban Culture and Belonging  (edited  by R.Martins & M.Canevacci) Canon Pyon, Sean Kingston Publ. 2018
  • Caccia Funebre, Roma, Aracne, 2018
  • Antropologia della comunicazione visuale, Milano, PostmediaBooks, 2017, 4^ ed.
  • The Line of Dust. The Bororo Culture between Tradition, Mutation and Self-representation, Canon Pyon, Sean Kingston Publ., 2013 (Meltemi, Milano, 2017)
  • Sincretika. Esplorazioni diasporiche sulle ibridazioni culturali, Roma, Bonanno, 2015

GALLERIA ANNA MARRA
via sant’angelo in pescheria 32 – 00186 Roma | tel. +39 06 97612389 | info@galleriaannamarra.it
www.galleriaannamarra.it | da lunedì a sabato, dalle ore 15.30 alle 19.30

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E’ un magazine nato con l’intento di trattare in maniera agile e approfondita, di promuovere, diffondere, valorizzare le arti visive e più in generale la cultura della contemporaneità nelle sue molteplici manifestazioni

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