Ripartono le iniziative di Piacenza 2020

Piacenza 2020-2021
la normalità di un ritorno
le iniziative culturali del biennio, dopo l’emergenza coronavirus
www.piacenza2020.it

Il tempo sospeso dentro il quale Piacenza si è ritrovata durante il difficile periodo della pandemia si sta lentamente esaurendo. Sarà l’arte uno dei fattori che guiderà la città fuori dall’inerzia nella quale, suo malgrado, si è ritrovata.

immagine per Piacenza 2020

Il ricco calendario di eventi che avrebbe dovuto coinvolgere diversi ambiti culturali, appositamente studiati per candidarsi a capitale italiana della cultura, non è stato infatti annullato, ma solo posticipato al 2021.

Una preziosa anteprima di quanto in programma il prossimo anno si terrà già a settembre 2020, con alcune interessanti novità e la riapertura al pubblico d’iniziative sospese lo scorso inizio di marzo.

Dal 26 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, XNL Piacenza Contemporanea, il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea, sito nell’edificio Ex-Enel della Fondazione di Piacenza e Vigevano, riaprirà le proprie sale alla mostra LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI. Collezionismo italiano contemporaneo.
L’esposizione, inizialmente prevista dal 1° febbraio al 24 maggio, curata da Alberto Fiz, organizzata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, col patrocinio del MiBACT – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Emilia-Romagna, con un progetto di allestimento di Michele De Lucchi e AMDL CIRCLE e la consulenza scientifica del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano, presenta oltre 150 opere, tra dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni di autori quali Piero Manzoni, Maurizio Cattelan, Marina Abramović, Tomás Saraceno, Andy Warhol, Bill Viola, Dan Flavin, provenienti da 18 collezioni d’arte, tra le più importanti in Italia, che indagano trasversalmente movimenti, stili e tendenze della contemporaneità.

Il percorso si completa alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi – i cui locali sono attigui a quelli di XNL – dove una serie di lavori di artisti tra cui Ettore Spalletti, Wolfgang Laib, Fabio Mauri, Gregor Schneider, Pietro Roccasalva, dialoga con i capolavori dell’Ottocento e del Novecento, raccolti dall’imprenditore e collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi che costituisce un fondamentale modello di riferimento.

E ancora a settembre verrà inaugurata la salita in quota della Chiesa di San Francesco, che si affaccia proprio su piazza Cavalli. Sarà possibile salire lungo la controfacciata, fino all’altezza delle finestre a vento, dove si potrà fotografare la piazza godendo di un osservatorio privilegiato, e poi accedere all’interno della basilica e percorrere il ballatoio ligneo, posto a venti metri di altezza.

A ottobre 2020, piazza Cavalli, nel cuore di Piacenza, ospiterà un insolito quanto interessante confronto tra due maestri dell’arte moderna e contemporanea: Francesco Mochi da Montevarchi (1580-1654) e Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948).
Le statue equestri in bronzo di Alessandro e Ranuccio I Farnese, uno dei simboli di Piacenza, commissionate a uno dei maggiori esponenti della plastica barocca, dialogheranno con un’installazione di grandi dimensioni realizzata appositamente dall’autore campano, tra i più riconosciuti esponenti dell’arte italiana a livello internazionale.

I Musei di Palazzo Farnese proseguiranno nel loro compito di proporre nuovi allestimenti per le loro collezioni più preziose, in grado di migliorare la fruizione del ricco patrimonio cittadino.
Entro la fine del 2020, le sale della Cittadella dei Visconti e di Palazzo Farnese saranno la nuova casa della “Sezione Romana”, dove più di mille reperti, la gran parte dei quali inediti, illustreranno la storia di Piacenza dalla sua fondazione nel 218 a.C. e miglioreranno la comprensione della città romana, dall’impianto urbanistico e viario ai commerci, all’edilizia pubblica e privata, alla vita quotidiana, alle necropoli e ai culti. Nell’ultima stanza si darà conto della crisi dell’impero romano con opere riferibili alla cultura longobarda. Arricchiranno il percorso dispositivi multimediali, ricostruzioni di ambienti e “reperti parlanti”, ma saranno soprattutto gli oggetti e gli spazi meravigliosi in cui sono inseriti a raccontare oltre mille anni di storia della città di Piacenza.

Le iniziative piacentine per il 2021, ruoteranno attorno a grandi nomi quali Raffaello, Gianfranco Ferré, Gustav Klimt.
Dalla prossima primavera, la Madonna Sistina di Raffaello ritornerà virtualmente nel complesso monastico di San Sisto, il luogo per il quale fu commissionata. L’esposizione, che si snoderà in ambienti per la prima volta aperti al pubblico, condurrà i visitatori alla scoperta del monastero benedettino e del suo patrimonio artistico a partire dal celebre dipinto raffaellesco, ora conservato alla Gemäldegalerie di Dresda, attraverso video-proiezioni, filmati e ricostruzioni virtuali.
XNL Piacenza Contemporanea celebrerà Gianfranco Ferré, raccontando il suo legame particolare con Piacenza, sviluppatosi in particolare negli anni Ottanta, quando lo stilista aveva sponsorizzato il restauro degli affreschi del Guercino, all’interno della cupola della cattedrale. Affascinato dai dipinti del pittore secentesco, Ferré trasse ispirazione dalle Sibille del Guercino per creare una sua collezione di abiti.
Il percorso si completerà alla Galleria Ricci Oddi, dove alcuni abiti di Ferré saranno affiancati a dipinti ottocenteschi in cui si vedono donne eleganti vestite in costume dell’epoca.

Il programma espositivo di Piacenza nel 2021 proseguirà con uno dei suoi momenti più attesi quando il dipinto Ritratto di signora di Gustav Klimt, sottratto dalla Galleria Ricci Oddi nel 1997 e ritrovato nel dicembre 2019, sarà protagonista di una operazione culturale di grande importanza storico-artistica.

Piacenza 2020 è promosso da un comitato composto dal Comune di Piacenza, dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dalla Diocesi Piacenza-Bobbio, dalla Camera di Commercio di Piacenza, in linea con il tema “Crocevia di culture”, con cui si è candidata al titolo di capitale italiana della cultura.

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