prossimi eventi

Contemporary Cluster: Displacement + Sacrarium

data dell'evento
16 Giugno 2022

luogo
Roma

Contemporary Cluster
Displacement
Sacrarium
16 giugno – 30 luglio 2022

Contemporary Cluster inaugura il 16 giugno 2022 negli spazi della galleria e del Cave all’interno di Palazzo Brancaccio i suoi nuovi progetti espositivi: Displacement e Sacrarium.

immagine per Contemporary Cluster Displacement Sacrarium

Contemporary Cluster [Collective Intelligence] presenta il 16 giugno 2022 Displacement, un progetto espositivo a cura di Giacomo Guidi, in mostra opere di Jonas Fahrenberger, Aythamy Armas Garcia, Nils Jendri, Wide, Nicolò Masiero Sgrinzatto, René Wagner e David Von Bahr.

Displacement è un’introduzione alla possibilità di guardare la realtà in modo diverso, l’invito a uno spostamento letterale, la distorsione della visione verso una nuova direzione dello sguardo, nel seguire il naturale progredire della realtà contemporanea. Un’alterazione sostanziale della concezione di uno spazio e del suo contenuto, dislocato da ogni legame fisico.

Il termine rimanda da una parte all’utilizzo della parola nello slang americano riferendosi a un forte stress subito, inaspettato, dall’altra evoca una trasfigurazione umana, un cambiamento repentino e violento. Un’estetica della costruzione e della sua decostruzione, volta a indagare l’estrapolazione di elementi artistici dai loro contesti abituali, la loro forza di reinventarsi e abitare nuove forme.

In arte questa tendenza si traduce nel post vandalism, una corrente artistica abbastanza recente sviluppatasi in particolare nel Nord Europa, che prende le mosse dai graffiti per codificare un nuovo linguaggio urbano e un nuovo espressionismo astratto, minimalista e tangibile. Post Vandalism rappresenta la nuova estetica del graffitismo, non più sui muri delle strade, ma traslato su tela.
La potenza delle opere distruttive invade ogni spazio, il movimento della strada inizia ad abitare luoghi inaspettati riempiendoli di un senso tutto nuovo.

Si assiste così all’evoluzione di un processo creativo, al passaggio di segni nuovi, dal muro alla tela, dalla strada a un’idea di pittura astratta protagonista di una rigenerazione della tradizione storica riletta in termini contemporanei.
Gli artisti in mostra utilizzano gli strumenti dei graffiti, ma non si identificano come artisti urbani o murali poiché il loro lavoro nasce dalla fusione di elementi diversi: espressionismo astratto, minimalismo e object trouvè, combinati tra loro. Questi artisti, legati da un background comune e da ricerche artistiche affini, si fanno testimoni di un progresso artistico di livello internazionale, interpretando per Cluster una nuova armonia della decostruzione.

L’ingresso della galleria accoglie i visitatori con le opere di Wide, artista francese da sempre affascinato dagli spazi urbani abbandonati. Le rovine moderne rimandano alla nostra temporalità, all’impermanenza di ogni cosa; da oltre venti anni Wide realizza opere in questi luoghi in decomposizione.
  • Ciò ha indotto l’artista a nutrire interesse per l’obsolescenza prodotta dal tempo conducendolo oggi ad una ricerca estetica dell’effimero nella glitch art. Wide ricerca ed esalta la bellezza degli errori di visualizzazione nelle immagini digitali, riportandoli nelle sue opere sotto forma di frammentazioni, ripetizioni e artefatti che tendono all’astrazione, attraverso la sperimentazione di diverse tecniche. Protagonisti di questa estetica dell’obsolescenza tecnologica sono: ritratti fotografici, testimonianze di un istante, flussi continui di informazioni.
Il percorso espositivo continua nella grande sala della galleria con le opere del pittore svedese David von Bahr, artista dallo stile diretto ed efficace. Modelli astratti, blocchi di colore e pennellate vengono ordinati in una visione plasmata dall’artista, formando motivi a favore di un incontro diretto attraverso l’improvvisazione e l’istinto.
  • David von Bahr vede questa schiettezza come una parte intrinseca del suo lavoro e stabilisce linee guida pratiche per esprimere la sua libertà. Il nuovo corpus di opere è stato prodotto lacerando bombolette spray: tramite l’utilizzo di un oggetto tagliente, l’artista infligge squarci nelle bombolette, ottenendo un informe foro di entrata/uscita. Istantaneamente, il colore spray sgorga violentemente come un’inondazione sulla tela. La procedura è finita in pochi secondi. L’intensità vieta il pensiero e l’intuizione guida il movimento.
    Nell’incontro con le opere lo spettatore si confronterà con l’estetismo di questo dramma pittorico dove l’aerosol si è dissipato, e come uno spirito si è vaporizzato dalla scena dell’atto coloristico. Il focus sul movimento di von Bahr non è solo limitato al processo creativo, ma viene ripetuto in mezzi e motivi scelti. La vernice viene trascinata nel creare immagini che comunicano una forza dirompente, i movimenti creati guardano alle tradizioni moderniste, in una fisicità accompagnata dall’astrazione ordinata ereditata dai celebri maestri. Il risultato del suo lavoro è uno stile di pittura completamente contemporaneo, permeato di riverenza nei confronti dell’esperienza dell’arte e del suo processo creativo.
Nicolò Masiero Sgrinzatto invita il visitatore ad abbandonare ogni costruzione categorica, attraverso le sue opere e oggetti indisciplinati. L’appagamento retinico è soddisfatto o disfatto dalla condizione ambigua e precaria del materiale o dell’azione riprodotta.
  • Sculture e installazioni saccheggiano, mescolano, condensano e liofilizzano il talento grezzo delle bravate provinciali, lo stile iperbolico di una giostra, la demotica. Indagano prestazione, rendimento, fallimento, risposta, desiderio, sovrastimolazione, neuro sostenibilità e proiezione di possibilità.
    Gnaro, la serie di opere in mostra, dimostra la volontà dell’artista di ridare vita a oggetti perduti e traslitterarne il senso. Il relitto di una carcassa di pneumatico esploso e recuperato dalla strada e ulteriormente smembrato dando vita a cumuli informi di cavi. Catalogati e riuniti in diverse fascine sono stati raggruppati e stritolati con uno stringitubo idraulico, recise le fascette generando una seconda esplosione che rimane lì, immobile e scomoda. Gnaro è il tentativo di fissare e controllare uno scoppio, un imprevisto.
L’artista tedesco René Wagner è da sempre particolarmente legato alla nozione di branding tanto che produce opere dal quadro commerciale e dal design ispirato a squadre sportive e sponsor. Quello di Wagner è un approccio multimediale che critica la visione moderna dell’artista come brand di se stesso.
  • L’uso della ceramica in particolare rivendica il suo utilizzo come un mezzo con un immenso peso storico, vasi progettati per trasportare narrazioni ed emblemi di significato mitico o sociale, dall’uso anche quotidiano. Dissolvenze metalliche e stravaganti neon esaltano le grandi forme della ceramica.
    Il lavoro di Wagner mina costantemente la forma a favore del contenuto, spostando l’alta tradizione della porcellana applicandola alla bassa cultura della strada.
Nella sala a seguire le opere di Aythamy Armas Garcia, come un’esplosione che emana forza, vigore, impeto che lascia un segno, un’impronta sul terreno.
  • Con una grande padronanza del disegno, l’artista, dalle origini spagnole, riflette sulla ricerca del sé come forma di autorappresentazione, orientata verso l’astrazione e la continua transizione, tra tratti impulsivi e macchie di colore. Il ritmo sostenuto della gestualità crea forme sinuose capaci di trasportare in un’altra dimensione.
    Aythamy riesce con il suo potere a sfidare il caos e l’oscurità, esaltando il contrasto con un percorso che porta lo spettatore alla luce e all’armonia, invitandolo ad evadere, guidandolo verso un’altra dimensione, verso una realtà oltre il mondo materiale fatto di associazioni soggettive.
Il percorso prosegue nelle ultime sale con un dialogo a due: Jonas Fahrenberger e Nils Jendri, entrambi giovani artisti tedeschi. Documentazione e resistenza sono i campi di tensione dentro i quali si muove l’artista Jonas Fahrenberger, invitando lo spettatore a seguirlo in un mondo di conflitti.
  • Nei suoi collage materiali, Fahrenberger delinea i simboli con cui la nostra società dispone di se stessa. Da una visione limpida ed estetica come può apparire inizialmente la messa in scena di oggetti di uso quotidiano, l’artista ci mostra, attraverso il loro abile smantellamento, una nuova borghesia composita che inevitabilmente ci porta alla questione della nostra posizione.
I dipinti di Nils Jendri sprigionano energia da ogni strato di pittura, le forme e le linee esaltano il senso compositivo e l’istinto naturale che ha nella gestione dei colori.
  • Jendri sfrutta al massimo gli strumenti della sua pittura, mostrando nuovi arrangiamenti e modi di dipingere composizioni astratte, blocchi di colori e linee attraverso l’utilizzo di bombolette spray. Tagli, gocciolamenti, linee sfocate e vernice spray creano sensi e forme che tengono vivo il fuoco della pittura, richiamando alla mente disegni architettonici sfocati con il loro uso elegante di elementi diversi ma affini.
    Le opere di Jendri affrontano lo spettatore con dinamiche composizioni che mettono in mostra l’abilità e la consapevolezza dell’artista nell’utilizzo dello spray, che nel tempo è divenuto il suo tratto distintivo.

Durante l’opening, a partire dalle 19.00, la selezione musicale sarà a cura di Prest, co-fondatore di Radio Sugo e dj residency su Radio Raheem a Milano. Prest è un dj e producer attivo nella scena musicale romana dal 2016; negli ultimi cinque anni ha rilasciato guest mix per radio e piattaforme quasi NTS Radio, Rinse France, Balamii e Triple J.

La mostra è realizzata in collaborazione con Ginnika, realtà attiva fin dal 2014 nella diffusione e promozione della urban culture proponendosi come spazio d’incontro tra streetwear, arte, musica, sport e lifestyle con lo scopo di creare una comunità unita dalla stessa passione per lo street movement.

immagine per Contemporary Cluster Displacement Sacrarium

Contemporary Cluster [Collective Intelligence] il 16 giugno 2022 presenta Sacrarium, una mostra di Alessandro Sabong, in arte 13Truth, che porta in scena la sua collezione di dipinti, opere in ceramica, gioielli e abiti nel Cave di Contemporary Cluster.

Il Cave ospiterà le ultime creazione dell’eclettico Alessandro Sabong: pittore, incisore, fashion designer. La sua arte nasce da una commistione di tecniche diverse come la modellazione in cera, la formatura, la stampa in gesso, l’incisione, la pittura acrilica su carta.

Il suo è un immaginario dalle tinte sanguigne, ancestrali, cupe, tragiche che deflagra in un espressionismo vernacolare con forti riferimenti iconografici e concettuali derivanti dal repertorio classico e rinascimentale di Roma: Ercole, Giano, San Giorgio che uccide il drago, l’arcangelo Michele. 13Truth ha colto l’essenza mistica della città di Roma riuscendo a tradurre forme e suggestioni in un linguaggio attuale che racconta la sua esperienza personale attraverso una dialettica ricca di allusioni.

Il termine latino Sacrarium deriva da sacrum, cosa sacra; nell’antica Roma rappresentava il luogo in prossimità del tempio in cui veniva custodita la suppellettile sacra, il cui accesso era riservato a pochi eletti; allo stesso modo rappresenta un ambiente intimo e privato presente nelle case romane, consacrato alle divinità protettrici della famiglia e custode di simulacri. L’espressione porta con sé valori intrinsechi di fede, culto, intimità, calma e protezione.

Il Sacrarium è il luogo in cui si manifesta il sacro, dove l’uomo accetta il mistero e si affida alla fede in cerca di protezione. Una protezione che ricorre spesso nelle opere di 13Truth sotto forma di arcangeli armati e tabernacoli, granitici portatori di valori istituzionali e spirituali.

Sacrarium come luogo sacro in cui il guerriero cerca riposo, non si combatte nei luoghi sacri. Il sacro che cambia forma e stato per apparire all’uomo. L’uomo che crede in dio e a cui chiede la forza per essere guerriero nella strada. La strada che porta alla morte e che dà la gloria.

Alessandro Sabong, figlio di immigrati filippini, nasce a Roma nel 1990; si avvicina in giovane età al mondo dei graffiti sotto lo pseudonimo “Sage”; con gli amici esplora in lungo e in largo stazione Nomentana dipingendo clandestinamente sulle rotaie dei treni. Trascorre così l’adolescenza, tra un’istintiva passione per l’arte e le difficoltà legate alla discriminazione e all’emarginazione sociale.

Nel 2012 conosce il Maestro Hassan Vahedi e sua figlia Leyla, frequentando il loro studio ha la possibilità di approfondire la pratica del disegno dal vero e sperimentare diverse tecniche tra cui la pittura su ceramica e l’incisione su linoleum. Nello stesso anno supera il test di ammissione della Scuola d’Arte della Medaglia dell’istituto poligrafico Zecca dello Stato, dove frequenta il corso triennale conseguendo il diploma di incisore nel 2015.
In quegli anni esegue una vasta opera di riqualificazione urbana nei pressi della stazione Laurentina, in collaborazione con la fondazione Insieme per Roma e Retake Roma.
Nel 2017 prende parte al restauro del teatro Galli di Rimini in virtù della collaborazione con il laboratorio Studio Forme di Rita Rivelli. Nello stesso anno trasloca a Trastevere e inizia la collaborazione con la serigrafia Karma Factory, da cui nascono le prime tirature di stampe serigrafiche su carta e vestiti. Nella sua prima mostra personale espone la serie di sculture Trasforma, presso la Galleria Horti Lamiani. Durante i vari lockdown continua la produzione di gioielli iniziata nel 2016, che lo porterà ad aprile 2022 ad esporre nella mostra Ornamenta, curata da Paola Aloisio e dal gruppo “Palazzo”, presso Spazio Fontanella.

Displacement
Sacrarium

  • 16 giugno – 29 luglio 2022
    dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 20.00
    Inaugurazione 16 giugno dalle 18.00 alle 00.00
    Non è necessaria la prenotazione e l’ingresso è gratuito
  • Contemporary Cluster
    Palazzo Brancaccio
    Via Merulana 248, 00184 Roma

info@contemporarycluster.com
+39 0631709949 / +39 0631709951
www.contemporarycluster.com

Contemporary Cluster Contemporary Cluster