Evelina Barone non smette mai di provocare meraviglia con i suoi libri, le sue storie e la cura che mette nel vivere e nello scegliere gli argomenti di cui parlare.
Questa volta ci parla del fato e della necessità sottoforma della dea Ananke.
Sulle ginocchia di Ananke, canto il tuo nome è, infatti, nuovo libro pubblicato da KromatoEdizioni, con la postfazione di Giovanna Triberio, psicologa e psicoterapeuta che sarà presentato ad Ispica (Rg), presso Palazzo Gambuzza, giovedì 11 agosto alle ore 20.00.
Sette storie di donne tramate di canto. Esistenze esposte al caso, che mal distribuisce fortune e sfortune, e al dolore, imprevedibile nei modi e nei tempi. L’indicazione è di imparare a far brillare la felicità nel dolore.
Da questo movimento vitale scaturisce il canto di ogni singola esistenza. Canto che, secondo Platone, cura, ma lo fa attraverso il calore e la protezione che ne sono requisiti: per questo, in Platone e in questa narrazione, per ogni storia, per ogni nome, le Moire innalzano il loro canto come vibrazione gentile.
Dove siamo? Siamo nel mondo di Anànke, madre delle Moire, regno della cura amorevole che nutre ogni tensione di speranza e felicità.
“Se Cloto fila l’ordito della vita, Lachesi dà ad ognuno quanto gli spetta in sorte, Atropo taglia severa l’ordito della vita, Ananke è guardiana, madre, principio di accudimento. Legge, scruta, si apposta sulla riva del dolore lanciando l’amo della cura, che fa abboccare la bellezza proprio quando e dove essa sembra inesistente. Ananke attraversa, dunque, il male senza farsene sommergere e permette a chi porta il dolore di restare umano”
(dalla postfazione).








