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Erbari d’autore. Da Besler a Penone, da De Pisis a Cage

data dell'evento
22 Marzo 2025

luogo
Mirandolo

Di erbe e di fiori
Erbari d’autore. Da Besler a Penone, da De Pisis a Cage
22 marzo – 22 giugno 2025
Castello di Miradolo (TO)

Di erbe e di fiori. Erbari d’autore propone un dialogo affascinante tra erbari storici e le opere di artisti moderni e contemporanei, esplorando il rapporto tra arte, natura e classificazione.

Il termine “erbario” porta con sé alcuni concetti come collezione, classificazione, catalogazione, studio, memoria.

Questa dimensione metodologica e formale non ha soltanto caratterizzato la produzione di erbari storici che coniugavano la conoscenza del reale con una innegabile qualità estetica, ma ha anche suggerito ad artisti moderni e contemporanei differenti possibilità di esplorazione di linguaggi e di relazione con la natura e i suoi elementi.
immagine per Mario Merz, Da un erbario raccolto nel 1979 in Woga Woga Australia
Mario Merz, Da un erbario raccolto nel 1979 in Woga Woga Australia, 1989, collezione privata

La mostra Di erbe e di fiori. Erbari d’autore. Da Besler a Penone, da De Pisis a Cage intende costruire un dialogo tra alcune pagine di erbari storici e il lavoro di alcuni artisti che attorno alla riflessione sulla materia e sugli elementi della natura hanno costruito le loro opere.

Gli erbari storici di Carlo Allioni, Basilius Besler, Carlo Lupo, Edouard Rostan, Camillo Sbarbaro, Ada e Alfonso Sella diventano un controcanto alle opere di Vincenzo Agnetti, Björn Braun, Pier Paolo Calzolari, Chiara Camoni, Adelaide Cioni, Betty Danon, Filippo De Pisis, Piero Gilardi, Wolfgang Laib, Ugo La Pietra, Christiane Löhr, Mario Merz, Helena Mirra, Richard Nonas, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Robin Rhode, Thomas Schütte, Alessandra Spranzi e Michele Zaza.

In mostra oltre 30 opere provenienti da collezioni private e istituzioni, tra cui il Museo Botanico dell’Università di Padova, il Museo di Storia Naturale di Genova, la Fondazione Piero Gilardi di Torino e il Museo Valdese di Torre Pellice.
immagine per Betty Danon, Green Sounds
Betty Danon, Green Sounds, 1978, Galleria Tiziana Di Caro, Napoli
Il percorso espositivo è accompagnato da un’inedita installazione sonora dedicata a John Cage.

Una lenta sequenza al pianoforte di note omoritmiche costruisce lo spazio, ne muta i confini percettivi e dialoga con la dimensione visiva. La cadenza dei suoni sembra confondersi con l’incedere dei passi di chi osserva.

Erbari d’autore è curata dalla Fondazione Cosso e da Roberto Galimberti, con la consulenza iconografica di Enrica Melossi.

Filippo De Pisis ha iniziato la sua carriera di artista come botanico flâneur raccogliendo un erbario di piante essiccate formato da circa 1.100 campioni raccolti in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio dal 1907 al 1917, donato poi al museo botanico patavino.

L’accuratezza nella raccolta e nella conoscenza delle piante si riflette nella sua arte pittorica.

Wolfgang Laib ha studiato medicina all’Università di Tübingen prima di dedicarsi alla pratica artistica.

Crea sculture e installazioni utilizzando materiali organici semplici e altamente simbolici, come il polline. La sua più grande opera in polline è stata installata nell’atrio del MoMA di New York nel 2013.

La contaminazione tra natura e musica si trova nella serie Green sounds del 1978 dell’artista concettuale Betty Danon.

Uscita volontariamente dai circuiti tradizionali dell’arte negli anni ’80, ha condiviso il suo lavoro con artisti di tutto il mondo attraverso la mail art.

Nella video-installazione Kew. A Conversation in Green, Adelaide Cioni riporta la struttura delle piante nella Palm House dell’orto botanico di Londra a una forma quasi astratta.

Christiane Löhr crea sculture leggere e impalpabili a partire da materiali naturali, come semi, bacelli, steli erbacei, crini di cavallo, raccolti spesso in spazi periferici, punto d’incontro tra l’ambiente naturale e quello urbanizzato.

Erbe, bacche e fiori, ma anche argilla e ceneri, determinano le tonalità naturali distintive dei lavori di Chiara Camoni che richiamano la terra e la vegetazione che l’artista raccoglie e inserisce nelle sculture.

Nelle opere di Pier Paolo Calzolari elementi provenienti dal mondo naturale, spesso soggetti a rapido deterioramento (sale, piombo, foglie di tabacco, muschio, petali di trifoglio) sono accostati a prodotti tecnologici.

Dalla metà degli anni ’60, i tappeti-natura sono un segno di riconoscimento del lavoro di Piero Gilardi, la cui idea generatrice scaturisce da una riflessione sulla morte della natura, intesa come metafora delle pulsioni umane. Una lettera rarissima, esposta in mostra con inediti disegni, racconta proprio la genesi delle sue opere.

Le Trentatre erbe di Giuseppe Penone del 1989 sono il risultato di un’azione di frottage.

Calchi di erbe reali sulle quali ha agito la mano dell’artista che raccontano, in ogni tavola, una riflessione profonda sul rapporto uomo-natura dove l’impressione delle erbe dialoga autenticamente con la parola che diventa poesia, tracciata sulla struttura vegetale.

Dello stesso anno sono le 14 tavole che compongono il ciclo Da un erbario raccolto nel 1979 in Woga-Woga, Australia di Mario Merz. L’artista accosta a esemplari di foglie di piante fermate sul cartoncino con adesivi a vista la numerazione tipica della successione di Fibonacci.

Di erbe e di fiori
Erbari d’autore. Da Besler a Penone, da De Pisis a Cage

  • 22 marzo – 22 giugno 2025
    sabato, domenica e lunedì 10 – 18.30
  • Castello di Miradolo
    via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO)
Informazioni

T +39 0121 502761 | prenotazioni@fondazionecosso.it | www.fondazionecosso.com

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