prossimi eventi

Francesca Woodman @ Gagosian Roma

data dell'evento
29 Aprile 2026

luogo
Roma

Francesca Woodman
Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid
Gagosian Roma
29 aprile – 31 luglio 2026

Gagosian è lieta di annunciare Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid, una mostra di fotografie di Francesca Woodman (1958–1981). Incentrata sulle sue affinità con il Surrealismo, la mostra apre il 29 aprile e propone circa cinquanta fotografie realizzate da Woodman nel corso della sua vita, molte delle quali mai esposte prima.

immagine per Francesca Woodman Gagosian
Francesca Woodman, Untitled or #4 from a Series “Dissection of a Portrait”, 1976. Stampa alla gelatina d’argento su passe-partout, foglio: 14.8 × 14.8 cm, passe-partout: 35.6 × 27.9 cm © Woodman Family Foundation/SIAE, Roma Courtesy the Foundation and Gagosian

Raffigurando il proprio corpo e quello di altre modelle in ambienti naturali ed interni trasandati, Woodman utilizza la composizione e la mise-en-scène per trasmettere un senso di mistero e di teatralità. Destrutturando il confine tra il corpo, oggetti e ambienti, mette in scena sia l’affermazione che la dissociazione del sé. Nelle sue fotografie appaiono figure nude, vestite o velate; esposte o parzialmente nascoste; accompagnate da oggetti di uso quotidiano – uova, guanti, maschere, conchiglie, tazze da tè, frutta e pesce – che suggeriscono significati simbolici. Queste opere rivelano un’artista creativamente sicura di sé, giocosamente esplorativa e affascinata dall’uso rivoluzionario che i surrealisti facevano dell’allegoria, del linguaggio e degli oggetti comuni per esprimere il meraviglioso ed il misterioso.

immagine per Francesca Woodman Gagosian
Francesca Woodman, Horizontale or Horizontal Legs, 1976. Stampa alla gelatina d’argento su passe-partout, foglio: 13.3 x 12.4 cm, passe-partout 35.4 x 27.3 cm © Woodman Family Foundation/SIAE, Roma Courtesy the Foundation and Gagosian
Woodman ha studiato il Dadaismo e il Surrealismo alla Rhode Island School of Design (RISD). I suoi taccuini contengono molti riferimenti alle teorie di questi movimenti. Anche l’Italia ha avuto un ruolo importante nella sua formazione: ha infatti trascorso molte estati della sua infanzia in Toscana con i genitori, entrambi artisti americani.

Fluente in italiano e conoscitrice dell’arte e della cultura italiana, ha vissuto a Roma nel 1977 e nel 1978 mentre era ancora iscritta alla RISD. In città frequentava la Libreria Maldoror. È questa libreria e galleria specializzata in arte e letteratura dadaista, surrealista e futurista che ha ospitato la prima mostra personale di Woodman in Europa.

Nel 1979 scrisse all’editore italiano Alberto Piovani, citando come influenze “[Josef] Koudelka, Brassaï, [Jean-Auguste-Dominique] Ingres e Balthus” e osservando:

Vorrei che le parole fossero per le mie fotografie ciò che le fotografie sono per il testo in Nadja di André Breton. Egli individua tutte le allusioni e i dettagli enigmatici di alcune istantanee piuttosto ordinarie e prive di mistero e li elabora in una storia. Vorrei che le mie fotografie sintetizzassero l’esperienza”.

Il titolo della mostra fa riferimento ad una fotografia omonima di Woodman del 1975–77 circa. Lì le mani reggono un frammento di specchio al di sotto di una natura morta su un tavolo. L’opera ha lo stesso impatto associativo delle immagini surrealiste di Breton e Luis Buñuel.
In una nota scritta nel 1976, Woodman collega lo scatto ad un corso sulle fiabe frequentato durante il primo anno alla RISD. Associa quel titolo alla favola della Regina delle nevi, che immagina simbolici frammenti di specchio che distorcono la percezione della bellezza e della bruttezza.

Altre opere in mostra incorporano specchi, lastre di vetro e immagini fotografate, dipinte e stampate, che stravolgono le aspettative di una visione omogenea attraverso la moltiplicazione e la sostituzione.

immagine per Francesca Woodman, Untitled
Francesca Woodman, Untitled, c. 1977–78. Stampa alla gelatina d’argento, immagine 10.6 x 10.6 cm, foglio: 23.8 x 17.9 cm © Woodman Family Foundation/SIAE, Roma Courtesy the Foundation and Gagosian

Secondo la storica dell’arte Alyce Mahon, nel suo nuovo articolo per il Gagosian Quarterly,

Gli oggetti non sono personali ma sono plasmabili nell’opera di Woodman, servendo a portare il surreale nello spazio vissuto, che sia lo studio, una casa abbandonata o la natura. In questo modo la loro utilità assume un nuovo significato: si trasformano in veicoli per nuovi incontri tra estranei o cose strane”.

Altre fotografie ritraggono la figura femminile elaborata in modi insoliti, con anguille e lucci drappeggiati sul suo corpo nudo, la carne pizzicata con mollette da bucato, le gambe avvolte con del nastro adesivo. Questi ritratti si ricollegano all’interesse del Surrealismo per le immagini oniriche e la feticizzazione, suggerendo al contempo una parodia dei tratti distintivi dello stesso.

Operando da entrambi i lati della macchina fotografica, il dialogo di Woodman con il Surrealismo è da vedere nel contesto della fotografia contemporanea, dell’arte concettuale, del femminismo e di altri temi su cui si è imbattuta alla RISD e a Roma.

Francesca Woodman
Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid

  • Inaugurazione mercoledì 29 aprile 18–20
    29 aprile – 31 luglio 2026
    martedì-sabato 10.00-18.30
  • Gagosian
    Via Francesco Crispi, 16 – 00187 Roma
Informazioni

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