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festivalfilosofia 2026: quale ordine dal caos?

data dell'evento
18 Settembre 2026

luogo
Modena

festivalfilosofia 2026:
quale ordine dal caos?
18 – 20 settembre 2026
Modena, Carpi, Sassuolo

Dedicato al tema caos, il festivalfilosofia2026 è in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 20 settembre.
Giunto alla ventiseiesima edizione, il format del festival prevede come sempre lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, attività per ragazzi e cene filosofiche. Gli appuntamenti, tutti gratuiti, saranno oltre 150.

immagine per festivalfilosofia2026 caos

Quella attuale è un’epoca di dissoluzione di vecchi ordini, eventi catastrofici e processi profondi di cambiamento sul piano politico, scientifico e climatico. Il festival mostrerà che questo processo, pur complesso e a volte imponderabile, non è privo di logica. Incertezza e disordine sono parole-chiave fondamentali per capire molte teorie scientifiche, ma anche per comprendere le trasformazioni della società. Funzionano così i mercati, il clima e la geopolitica, ma anche la scienza e l’evoluzione. E inoltre crisi radicali, vere e proprie fini di mondi culturali, hanno sempre caratterizzato la storia, generando novità. A questo insieme di questioni il programma darà un inquadramento con le risorse del linguaggio filosofico.

Mentre conferma lo stretto legame con i maggiori protagonisti del dibattito filosofico, festivalfilosofia2026 presenta diciotto voci nuove e oltre venti relatrici. Per il pubblico del web, sarà approntato un programma di dirette di lezioni sui canali del festival, in attesa della pubblicazione dell’intero programma la settimana successiva alla manifestazione.

Se le lezioni magistrali sono il cuore della manifestazione, un vasto programma creativo coinvolgerà performance, musica e spettacoli dal vivo. Diversi appuntamenti espositivi faranno emergere il connubio di caos e creatività nei processi artistici. Alcuni appuntamenti performativi metteranno in scena il caos contemporaneo e le sue implicazioni. Quasi 40 mostre e installazioni saranno proposte da un’ampia rete di istituzioni artistiche pubbliche e gallerie private.

L’edizione 2026 sarà dedicata alla questione del “caos”, con un programma filosofico che conterà 57 lezioni magistrali. Concetto generativo ma anche dissipativo, il caos è una categoria adeguatissima per affrontare la complessità di un mondo attraversato da dissoluzione di vecchi ordini, eventi catastrofici e profondi processi di cambiamento sul piano politico, scientifico e climatico. Proprio dalle scienze emerge un modello di comprensione dell’incertezza e dell’imprevedibilità che può riferirsi ai modelli di società oltre che ai fenomeni naturali. Tema cosmogonico per eccellenza, la rappresentazione del caos implica una genealogia culturale che non ha perso, anzi forse ha ritrovato, la sua energia.

Strutturato per gruppi di questioni, il programma filosofico porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale composito, a più voci, in cui si confronteranno prospettive filosofiche plurali, talora anche in contrasto. Ecco le tematiche.

1. Scienze. Le logiche del caos

Per capire che cos’è il caos occorre anzitutto rivolgersi alle scienze e alla loro storia. A partire dalla rivoluzione probabilistica del tardo XIX secolo, molti saperi si sono fondati su modelli sistemici all’insegna dell’indeterminazione e della complessità. Le cosiddette logiche caotiche, con le loro idee di contingenza e complessità, vi giocano un ruolo fondamentale.

Tale significato di caos va al di là del suo senso comune e ordinario. Oltre al suo valore generativo, verrà mostrato il suo carattere probabilistico, fondato sul calcolo dell’incertezza. Si indicherà come questi modelli si siano ormai estesi anche alle scienze sociali. Anche in esse l’idea di contingenza, di rischio, di processi non-intenzionali risulta oramai cruciale.

2. Politica. Categorie del cambiamento

Disordine geopolitico e crisi globale si capiscono meglio se si parte da prospettive di più ampia durata, coinvolgendo schemi concettuali ampi.
L’attuale periodo storico verrà analizzato in quanto “momento machiavelliano”, ossia la fine di un ciclo istituzionale nel quale gli ordinamenti politici e i sistemi di potere devono fronteggiare una trasformazione storica da cui può dipendere la loro stessa cancellazione.

Si mostrerà come la crisi dell’ordine liberale internazionale abbia sì fattori specifici, ma si inscriva in un modello generale che riguarda l’allineamento (o, come nella crisi odierna, il disallineamento) tra sistemi giuridici, ordinamenti istituzionali e forme della potenza: economica, demografica, militare, tecnologica, culturale.

L’attuale “catastrofe” ha precedenti nella storia e indica una convergenza di varie crisi di varia durata che riguardano la natura stessa delle istituzioni statali, la loro relazione, il rapporto tra legittimità, autorità e territorio.

3. Geopolitica. Il mondo nel caos

Anche il sapere geopolitico si apprezza meglio cogliendone la radice filosofica. Una terza pista si occuperà proprio del disordine politico e del caos globale che caratterizza l’attuale fase storica. Affronterà le crisi multiple che scuotono l’ordine internazionale.

4. Persone. L’adattamento al disordine

Una quarta pista concentrerà l’osservazione sulle esperienze individuali e sul disordine che agita la psiche contemporanea. Si tratta non solo di un “marasma emotivo” nel quale sono prese varie generazioni, ma anche dell’importanza del concetto di caos in alcune importanti pratiche psicanalitiche.

5. Cosmogonie. Dal caos all’ordine

Una quinta pista si colloca sul piano dei modelli culturali di lungo periodo che, in varie civiltà e contesti, hanno rappresentato il caos come momento generativo e situazione primordiale da cui sono scaturiti il cosmo e l’ordine.

6. Figure. Apocalissi e rigenerazioni culturali

Un’ultima pista si soffermerà su alcune figure e contesti che, in modo diretto o indiretto, presentano esperienze di crisi, di trapassi di mondi simbolici e aspettative di orizzonti rigenerativi. Non si tratta di racconti fondativi e cosmogonici, bensì di singole esperienze di autori o momenti storici particolarmente rilevanti.

7. Lezioni dei Classici

Completerà come di consueto il programma filosofico la sezione “Lezione dei Classici”. Grandi interpreti del pensiero filosofico discutono le opere che hanno maggiormente segnato la riflessione sul tema del caos.

Non solo disordine e imprevedibilità, ma anche creatività spiazzante, trasformazione generativa e nascita di equilibri nuovi.
Il programma creativo del festivalfilosofia 2026 propone un’articolata trama di percorsi. Offre al pubblico la possibilità di attraversare il tema del caos secondo linguaggi e sensibilità differenti, tra arti visive, teatro, fotografia, concerti, narrazione, pratiche laboratoriali e forme sperimentali.

I fulcri teorici sono cinque.
La genesi verrà esplorata come forza generativa capace di far emergere forme, mondi e possibilità nuove, dalla natura alle cosmogonie, dalle scienze alle pratiche artistiche. Le norme permetteranno di interrogare il rapporto tra ordine e disordine, mostrando come regole, istituzioni e convenzioni nascano, vengano infrante e si ricompongano nella vita civile, politica e sociale. La creatività sarà considerata come la capacità di produrre nuove forme attraverso la rottura degli schemi, l’imprevisto, la sperimentazione e l’immaginazione. Con le metamorfosi si indagheranno i processi di trasformazione che percorrono individui, comunità, linguaggi e ambienti, facendo del cambiamento una dimensione costitutiva dell’esperienza. Le apocalissi, infine, saranno interpretate nel loro significato originario di rivelazione: momenti nei quali il caos dissolve assetti consolidati per rendere visibili nuovi orizzonti, nuove consapevolezze e nuove possibilità di ricostruzione.

L’insieme del programma creativo coinvolge e sintonizza tematicamente una rete di circa 200 partner culturali.

Il festival è promosso dal Consorzio per il festivalfilosofia, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione di Modena.

Informazioni

www.festivalfilosofia.it

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