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Sotto i nostri piedi il cielo. Archeologie della trasformazione

data dell'evento
20 Settembre 2026

luogo
Rutigliano

Sotto i nostri piedi il cielo.
Archeologie della trasformazione
Museo Civico Archeologico Grazia e Pietro Di Donna, Rutigliano
20 settembre – 31 dicembre 2026

Sotto i nostri piedi il cielo. Archeologie della trasformazione, è un progetto multidisciplinare, curato da Sandra Sivilli e Silvana Annicchiarico con l’ideazione artistica di Tarshito. Il progetto, promosso dal Comune di Rutigliano e dalla Direzione dei Musei Civici, si apre con una mostra allestita presso il Museo Civico Archeologico Grazia e Pietro Di Donna di Rutigliano. [1]

Il percorso espositivo si sviluppa nei tre livelli del Museo Archeologico, con azioni in vari luoghi della città. Connette reperti antichi, arte contemporanea, installazioni, performance e pratiche partecipative attraverso le opere di Tarshito, artista pugliese che da oltre quarant’anni realizza progetti condivisi con artigiani e comunità di numerosi Paesi del mondo.

immagine per Sotto i nostri piedi il cielo

Sotto i nostri piedi il cielo si articola in tre nuclei simbolici – Il Lavoro, Il Rito/Dono e il Viaggio – dedicati alla terra che genera, alla relazione e all’incontro tra culture. Ne emergono le radici archeologiche della tradizione artigianale e agricola della Puglia, la vocazione dell’artigianato della ceramica di Rutigliano, la pratica artistica e collaborativa dall’arte di Tarshito.

Al piano terra, la sezione dedicata al Lavoro si apre con un monumentale vaso rivestito da frammenti di terracotta provenienti da diverse aree geografiche. Il vaso è caratterizzato dalle impronte digitali di numerosi partecipanti: una metafora della comunità che, nell’atto creativo, si fonde in un unico corpo sociale. Lungo la rampa d’accesso, un ricamo di 14 metri simboleggia un pellegrinaggio che introduce il visitatore al percorso, integrato da manufatti provenienti da Bangladesh, Kashmir e Gujarat. Seguono opere realizzate in Messico con sfere di vetro su cera, pitture cerimoniali Warli, vasi in terra cruda della tradizione sarda e i Guerrieri d’Amore in bronzo. Tutte testimonianze della pluralità di gesti e culture del fare.

Il legame con la terra e la sua trasformazione guida la sezione archeologica, arricchita da materiali inediti. La lavorazione dell’argilla emerge come simbolo della trasformazione neolitica e del processo di sedentarizzazione, avvenuta in Puglia circa 8000 anni fa. Le opere contemporanee di Tarshito incontrano frammenti di ceramica impressa neolitiche, pesi da telaio, intonaci di capanne antiche, macine in pietra. Creano un ponte tra le prime comunità agricole e la ricerca artistica odierna.

Il primo piano esplora la trasformazione simbolica del lavoro in Rito, Dono e Celebrazione. L’installazione Zorba Buddha mette in relazione la terra con l’offerta spirituale – frutti, piante e cibo. È accompagnata da una performance video sull’incontro tra nutrimento materiale e interiore. I reperti archeologici delineano, insieme alle icone contemporanee di Tarshito – animali sacri, vasi rituali, elefanti-tempio e figure dorate – un paesaggio rituale.

Tra i reperti delle necropoli di Rutigliano, databili tra il VII sec. a.C. e il II sec. d.C., emerge la figura di Dioniso, divinità liminale tra vita e morte, umano e selvaggio. Il suo culto, legato alla fertilità e ai cicli naturali, è evocato attraverso i suoi simboli iconografici – la vite, l’edera, il tirso e gli animali sacri, le figure danzanti – che rappresentano l’unione tra il piano materiale e l’estasi spirituale. Il banchetto dionisiaco, rappresentato da crateri e coppe a figure rosse o vernice nera, trova una sintesi ideale nelle opere di Tarshito.

L’ultimo piano è dedicato al Viaggio e all’Incontro. Attraverso strutture mobili, fiumi sacri e architetture simboliche realizzate in India, Colombia, Mongolia e Perù, si delinea una geografia immaginaria e nomade: la visione di una terra senza confini, dove il movimento dei popoli e lo scambio culturale divengono opportunità di evoluzione collettiva.

Il tema dell’umanità in movimento emerge dalle testimonianze archeologiche degli spostamenti preistorici e di età classica. Strumenti in selce e ossidiana rinvenuti nel territorio di Rutigliano documentano reti di scambio e relazioni intessute già 6000 anni fa da esperti navigatori e viaggiatori neolitici.
Elemento centrale di Sotto i nostri piedi il cielo è il coinvolgimento della comunità. Maestri ceramisti, cittadini, studenti prenderanno infatti parte a laboratori, performance e momenti di confronto. Trasformeranno la mostra in un’esperienza condivisa in diversi luoghi della rete museale e cittadina.

“Sotto i nostri piedi il cielo non è solo un’esposizione di opere. Esprime la volontà di esplorare e connettere le dimensioni essenziali dell’essere umano. La mia ricerca è motivata da una profonda etica della relazione. In questa prospettiva, l’archeologia non è un’eredità statica, ma una forza dinamica, una memoria che agisce nel presente per aprire nuovi scenari futuri. Reperti e opere d’arte contemporanea appartengono a un unico, ininterrotto processo di trasformazione. Sotto i nostri piedi il cielo è un invito a vivere la mostra non come semplici osservatori, ma come parte integrante di un’esperienza collettiva di trasformazione”. Tarshito

Tarshito (Nicola Strippoli, 1952) è un artista italiano contemporaneo, architetto e docente all’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca si fonda sulla collaborazione con le tradizioni artistiche indigene e artigiane di tutto il mondo.

Negli ultimi anni realizza pannelli non finiti che porta in pellegrinaggio in vari paesi. Gli artisti nativi sono invitati a completarli, in un gesto di fratellanza tra popoli. La sua produzione spazia oltre la pittura, includendo tappeti, arazzi, ricami, sculture in terracotta e ceramica, icone, argento battuto, miniature e grandi vasi.

Informazioni

www.comune.rutigliano.ba.it

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Uffici stampa

marilenadasdia@gmail.com
staffsindaco@comune.rutigliano.ba.it

Note

1.  Il progetto è sviluppato con la collaborazione e il contributo scientifico della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bari. Il supporto, il patrocinio e la collaborazione scientifico-didattica del Politecnico di Milano, Scuola del Design. I patrocini e la collaborazione scientifico-didattica del Politecnico di Bari, Dipartimento Architettura, Costruzione, Design e dell’Accademia di Belle Arti di Bari, i patrocini di Regione Puglia, Città Metropolitana di Bari, Poli Biblio-Museali di Puglia, Terre di Bari, Rete Musei di Puglia, Puglia Culture, il partenariato di realtà imprenditoriali e associative locali.