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Infrastruttura Affettiva, Hiram Constantino

data dell'evento
1 Ottobre 2026

luogo
Roma

Infrastruttura Affettiva
Hiram Constantino
1 ottobre – 12 ottobre 2026
A cura di Paulina Flores Toscano
Vernissage   giovedì 1 ottobre 2026 ore 18
La Nube di OOrt – Via Principe Eugenio 60, Roma
Orario di apertura : dal 1 al 7 ottobre 2026 da martedì a venerdì  17.30 / 19.30  e  poi per appuntamento (+39 3383387824)
Sabato 10 ottobre  apertura 12-19, domenica 11 ottobre apertura 17–19.30 per il Festival ROMADIFFUSA

In occasione del festival ROMADIFFUSA 2026 al quartiere Esquilino la galleria propone, in collaborazione con la curatrice Paulina Flores Toscano, una mostra/installazione del giovane artista messicano Hiram Constantino.

immagine per Hiram Constantino,  Dove la nostalgia diventa un sistema  Donde el extrañar se vuelve un sistema.  Stampa su tela, matita colorata, acquerello e acrilico  100x100 cm 2026
Hiram Constantino, Dove la nostalgia diventa un sistema Donde el extrañar se vuelve un sistema. Stampa su tela, matita colorata, acquerello e acrilico 100×100 cm 2026

L’opera, intitolata “Infrastruttura Affettiva”, fa parte della serie di Macchine Impossibili attraverso le quali l’artista di Guadalajara, a volte in modo molto ironico, esprime la sua percezione, le sue preoccupazioni e i possibili percorsi  risolutivi delle tensioni, dei conflitti e dei fallimenti della società attuale.

Sono dispositivi speculativi che cercano di tradurre in forme, linee e strutture ciò che normalmente sfugge alla rappresentazione: le relazioni, le memorie, le pratiche di cura e le forme di cooperazione che sostengono un territorio.

A maggior ragione, in questo caso,  l’artista si è fatto ispirare dal quartiere multiculturale dell’Esquilino, dal suo mescolarsi di un passato glorioso e un presente alquanto vivace (un vero laboratorio di convivenza ed integrazione).

L’elemento centrale dell’installazione è la Porta Magica di Piazza Vittorio, qui riprodotta, conservando iscrizioni e formule che suggeriscono un funzionamento il cui significato non è mai completamente esaurito dalla decifrazione.

L’installazione viene completata, nello stesso spirito, da disegni e opere che suggeriscono ironicamente lo sforzo prometeico dell’uomo di trovare soluzioni attraverso la conoscenza ad un problema indecidibile, la nostra emotività (vedi Kurt GödeI: in matematica e logica non esiste un procedimento generale che permetta di stabilire sempre la risposta, di trovare un algoritmo universale risolutivo).