prossimi eventi

I think having land and not ruining… Collettiva di opere fotografiche. AntiGallery

data dell'evento
20 Ottobre 2026

luogo
Roma

I think having land and not ruining… / Avere la terra e non rovinarla…
Collettiva di opere fotografiche di
Patrizia Dottori, Thalassini Douma, Fabio Gasparri, Mattia Morelli, Roberto Petitti
A cura di Barbara Martusciello
e nell’ambito di FotograficaMONTI | Rassegna di opere fotografiche al suo 29° appuntamento
Inaugurazione: martedì 20 ottobre 2026 dalle ore 18:00
Fino al 16 novembre 2026 – orari: tutti i giorni dalle 17:00 alle 02:00

AntiGallery – Via degli Zingari 3, Roma

La collettiva fotografica I think having land and not ruining… Avere la terra e non rovinarla, a cura di Barbara Martusciello, trae il titolo da una frase di Andy Warhol contenuta nella sua famosa pubblicazione del 1975, The Philosophy of Andy Warhol (From A to B and Back Again), che in uno specifico capitolo sviluppa una riflessione sull’ambiente, sui paesaggi – in questo caso, quelli americani – argomentando come lo spazio naturale non alterato rappresenti un’opera d’arte superiore a qualsiasi manufatto collezionabile, attestando preoccupazioni ambientali quasi inaspettate in un artista nel mood consumistico.

Questa mostra prende in prestito questa citazione per indicare la bellezza di certe vedute e dei territori rivelandone la loro ormai dimostrata fragilità soprattutto a causa di uno sfrenato predominio dell’Antropocene che ne ha alterato gli equilibri.

I cinque autori coinvolti, Patrizia Dottori, Thalassini Douma, Fabio Gasparri, Mattia Morelli, Roberto Petitti, come scrive la curatrice, “non propongono una denuncia fotografica ma, attraverso un registro più poetico, di rilevanza estetica, trasversalmente aprono ragionamenti etici ed ecologici”.

Così: Patrizia Dottori, con The Beginning, trasformando da positivo a negativo elementi della natura – “in Patagonia, terra di Ande ed energia”, ci dice – e vivendo empaticamente i sommovimenti ambientali, parallelamente ci consegna “una sensazione di finito se paragonata a un’idea di eternità.

La bellezza di queste sue immagini è indubbia e si riallaccia al tema espositivo perché lo suggerisce attraverso un atto creativo e simbolico che pure inizia da uno sguardo sulla realtà.

Thalassini Douma rivolgendo occhi e apparecchio fotografico verso i ghiacciai, ce ne restituisce porzioni in modalità compositiva geometrica, attraverso un muto giudizio che però non sottovaluta il disastro della fusione delle bianche, gelate calotte ma lo evoca tramite uno scatto di poetico incanto. Un uccello in volo ci riporta dall’astrazione all’istantanea straight.

Fabio Gasparri apre due panoramiche su altrettanti paesaggi montani, l’uno più antropizzato, l’altro più aspro, riconsegnandoci due vedute di genere con cromatismi vividi.

Nessun accadimento devastante pesa su quei monti verdi, quei prati gialli, il piccolo paese e sul lungo filo elettrico in primo piano che pare una stretta strada. Quella realtà è l’oikos, la casa (anche famiglia), in senso ampio, perché sappiamo che l’etimologia greca del vocabolo ci dice di derivazioni linguistiche afferenti, non casualmente, alla parola “ecologia”.

Mattia Morelli ci dà fotografie dai soggetti soffusi, accattivanti, quasi morbidi, che danno una sensazione pittorica.

L’autore, portando nell’inquadratura una forte fuga della prospettiva – primissimo piano e via via a degradare nella lontananza fino al fondo nero –, gioca con l’equivoco anche relativamente al tema perché ciò che vediamo sembrano territori, concrezioni naturali o cieli tra l’effettivo e l’alieno, il vero e l’immaginario, ma potrebbero essere ancora altro.

A noi la scelta, che si basa su personali suggestioni che l’arte ci concede mentre fuori, intanto, il Pianeta muta incessantemente.

Roberto Petitti ci ha abituati alle sue grandi vedute che esalta calibrando luminosità e contrasti in modo tale che spesso sembrano light box.

L’armonia e la magnificenza estetica sono manifestamente la sua chiave di volta attraverso cui è sempre possibile innescare, per via trasversale, sollecitazioni etiche ed ecologiche.

La contemplazione di queste meravigliose fotografie con altrettanto splendidi soggetti non attenua la serietà del dibattito sulle criticità degli ecosistemi e sulla gravità dei cambiamenti climatici; al contrario, rende la considerazione ancor più nitida e urgente proprio in virtù dello scarto dialettico veicolato dalla bellezza.

immagine I think having land and not ruining… Collettiva di opere fotografiche
I think having land and not ruining…