Raffaela Mariniello.
Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi
22 ottobre 2026 – 12 febbraio 2027
ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma
La mostra Raffaela Mariniello. Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi, ospitata presso l’ICCD, costituisce l’esito di un progetto di committenza fotografica assegnato dall’ICCD a Raffaela Mariniello (Napoli, 1961) sui territori attraversati dal Volturno.
Un viaggio lungo il maggiore fiume dell’Italia meridionale, in un succedersi di mondi naturali e antropizzati di cui la fotografa restituisce tutta la ricchezza e le contraddizioni.

La mostra, un’esposizione “immersiva” con stampe di grande formato, light box, video, wall paper, è allestita nell’ex Chiesa delle Zitelle dell’ICCD, nel quartiere Trastevere a Roma. Conclude la programmazione espositiva annuale e riconferma l’impegno dell’Istituto nel valorizzare la fotografia contemporanea. Fa entrare le opere di Raffaela Mariniello in una delle collezioni di fotografia pubblica più importanti in Italia.
«Le campagne fotografiche non sono nuove per l’ICCD, anzi ne costituiscono una delle ossature già dalla fine dell’Ottocento”, ricorda il Direttore Carlo Birrozzi. “E se per molti decenni sono stati i fotografi interni del Gabinetto Fotografico Nazionale a spostarsi lungo la penisola per documentare il paesaggio, le collezioni museali o i grandi restauri, oggi questa missione è portata avanti dal settore di Fotografia Contemporanea che coinvolge fotografi di generazioni ed esperienze diverse in progetti incentrati sui temi del paesaggio, dell’architettura e del patrimonio artistico, arricchendo con coerenza le collezioni dell’Istituto.»
La committenza dell’ICCD a Raffaela Mariniello si inserisce nel solco di questa tradizione.
«Seguendo il corso del Volturno ho visto cambiare il paesaggio, le attività umane, le economie e persino l’immaginario legato ai luoghi», racconta la fotografa. Un paesaggio che, dalla natura incontaminata della sorgente in Molise, attraversa i centri della piana casertana – Santa Maria Capua Vetere, Capua, poi Casal di Principe, Aversa, Caivano, Giugliano. Arriva infine all’abusivismo edilizio e al degrado della foce, a Castel Volturno.
Nel mezzo, un mondo di contadini e operai, pescatori e musicisti di strada, prostitute e suore, cavalli e bufale. Raffaela Mariniello li ritrae in “fotografie che rilasciano un senso di magia, di irrealtà, a volte quasi di allucinazione”, afferma la curatrice Francesca Fabiani.
«Le tappe di questo percorso non corrispondono tanto e solo ad aree geografiche specifiche», spiega Fabiani, «bensì alle diverse vocazioni di questo territorio in cui convivono fertilità, operosità e devastazione ambientale.»
Da qui il titolo Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi. La fotografa napoletana chiarisce:
«Oltre ad essere una delle aree agricole più fertili del Mediterraneo grazie alla presenza dell’acqua e alla natura vulcanica dei terreni, questa terra è storicamente caratterizzata da una notevole produttività, soprattutto intorno alla Reggia di Caserta con quelli che furono gli opifici borbonici e la seta di San Leucio.
Ma per queste aree si parla anche di “Terra dei fuochi” per indicare quell’ampia area tra Napoli e Caserta segnata dai roghi di rifiuti tossici e dalle conseguenti emergenze ambientali.»

In questa indagine sul territorio campano particolarmente caro alla fotografa, il fiume diventa così il filo conduttore che unisce realtà diverse.
«Con queste fotografie visionarie e sottilmente inquietanti», afferma Francesca Fabiani, «le collezioni dell’ICCD si arricchiscono di uno sguardo autoriale stra-ordinario e fortemente connotato che, nel corso della sua pluriennale ricerca, ha reso Raffaela Mariniello una tra le più riconosciute e riconoscibili fotografe della scena italiana.»
Il lavoro nasce in continuità con il lungometraggio ZioRiz (2022, HD Colore 62’) che sarà presentato in mostra assieme ad alcune stills in modalità wall paper.
ZioRiz prende il nome dalla canoa canadese sulla quale Gennaro – sorta di psicopompo ideale incaricato di traghettare lo spettatore verso idilli e inferni di un territorio fragile e maestoso – ridiscende lentamente le acque del fiume.
«Ė decisamente il film di una fotografa. Mi sono sentita molto libera in questa operazione: ho messo in sequenza fotografie, puntando a creare una storia ma senza limitare la potenza dell’immagine.
L’idea nasce da un desiderio di riscoprire l’entroterra della Campania. Il Volturno non rappresenta soltanto sé stesso ma anche e soprattutto la realtà circostante in una visione paesaggistica e antropologica che può rispecchiare l’intero Sud, addirittura ogni Sud del mondo. Il fiume diventa così un mezzo, una strada per raccontare la regione ma non solo.» (R. Mariniello).
Accompagna la mostra il libro edito da Artem con testi di Carlo Birrozzi, Francesca Fabiani, Raffaela Mariniello, Antonio Pascale, Angela Tecce, e con la grafica dello studio CH RO MO. Il volume è stato concepito non come un semplice catalogo di mostra, ma come un racconto di viaggio, in parole e immagini, lungo il Volturno.
Raffaela Mariniello è nata a Napoli, dove vive e lavora.
Si accosta alla fotografia all’inizio degli anni ‘80. Realizza reportage per un’agenzia di fotogiornalismo, servizi commerciali e committenze rilevanti, come quella assegnatale per documentare la costruzione del Centro Direzionale del Gruppo IRI a Napoli.
Presto definisce il proprio ambito di interesse – principalmente il paesaggio urbano e antropizzato e le dinamiche sociali che lo attraversano – e la scelta linguistica del bianco e nero come cifra espressiva.
Del ‘91 è il progetto Bagnoli, una fabbrica, unica esaustiva testimonianza sull’acciaieria di Napoli prima della dismissione. In esso lo sguardo visionario della Mariniello fa emergere la dimensione di irreale sospensione del contesto industriale. Nel ‘94 inizia la collaborazione con lo Studio Trisorio che la rappresenta come galleria e che in più occasioni ne espone i lavori.
Sperimenta nuovi linguaggi che si traducono nella realizzazione di video ed istallazioni. Nel 2001 realizza la serie Napoli veduta immaginaria, dove gli elementi urbani convivono con le tracce resilienti della natura capaci di riaffiorare anche nel ventre della città. Estende i confini della ricerca in Souvenirs d’Italie (2006-2011). Qui immortala alcuni fra i luoghi più iconici del Bel Paese inquinati dalla presenza di elementi artificiali e kitsch come giostre, venditori ambulanti e insegne al neon. Crea un cortocircuito visivo straniante e onirico sempre in bilico tra ironia e approccio critico che si conferma come uno dei tratti distintivi della sua poetica.
Di questi anni sono gli incarichi istituzionali che attestano la presenza della fotografa sulla scena del contemporaneo. Atlante italiano 003, è la prima committenza sul paesaggio della DARC (Ministero della Cultura). Ad esso segue nel 2006 Cantiere d’autore, che documenta la costruzione del MAXXI di Zaha Hadid. Poi, nel 2009, il progetto UN:IT UNESCOItalia del MiC, in cui è invitata a ritrarre il sito archeologico di Paestum.
Nel 2013-2014 torna su Bagnoli con un lavoro fotografico e con il video Still in life che prende forma dalle ceneri del complesso di Città della Scienza, distrutta da un incendio doloso l’anno precedente.
Ad un intenso periodo tra residenze d’artista – Spagna e Costa d’Avorio – ed eventi espositivi, segue nel 2022 la realizzazione del suo primo lungometraggio, ZioRiz. Una narrazione lungo il corso del fiume Volturno dalla sorgente alla foce attraverso i territori di Molise e Campania, da cui trae origine la committenza fotografica che le assegna l’ICCD_Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma nel 2024.
Le opere di Raffaela Mariniello sono conservate in importanti istituzioni italiane ed estere.
Raffaela Mariniello
Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi
- A cura di Francesca Fabiani [1]
- Inaugurazione giovedì 22 ottobre 2026 ore 18.00 alla presenza della fotografa, della curatrice e del Direttore dell’ICCD
22 ottobre 2026 – 12 febbraio 2027
lunedì-venerdì 10.00-18.00 (escluso festivi) - ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
Via di San Michele, 18 – Roma - Ingresso libero
Informazioni
iccd.cultura.gov.it | ic-cd@cultura.gov.it | T +39 06 585521
Comunicazione ICCD
ic-cd.ufficiostampa@cultura.gov.it | simone.zacchini@cultura.gov.it
Ufficio stampa
paolasaba@paolasaba.it
Note
1. Da 40 anni attiva nel mondo della promozione culturale, specializzata in ambito fotografico, Francesca Fabiani è oggi coordinatrice dell’Area Fotografia e curatrice dei progetti di fotografia contemporanea dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione a Roma.
È stata responsabile per la fotografia al MAXXI, avviando la costituzione delle collezioni e curando la programmazione del museo sulla fotografia. Dal 1989 ha curato e/o organizzato mostre presso numerose istituzioni. Ha curato molte pubblicazioni, fatto parte di giurie e comitati, è stata invitata come lettrice di portfolio in festival. Ha insegnato alla Fondazione Modena Arti Visive. È membro del Consiglio Direttivo della SISF_Società Italiana per lo Studio della Fotografia. ↑












