Articoli di: Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è critico d’arte e curatore indipendente. Dottore di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica presso l’Università degli Studi di Salerno, è studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e cataloghi di artisti, collaborando con la Fondazione Filiberto Menna, Salerno. Ha pubblicato numerosi saggi e il volume Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (Salerno 2008). Dirige la collana Now (EDI.COM) e, con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte.

| 15 gennaio 2012 | 243 lettori

Monica Alonso: l’Angustia Blanca. L’intervista

L’alterità, il candore delle parole, la costruzione dell’appartenenza (Purini) e i territori dell’ospitalità sono, assieme ad un necessario lavoro con lo spettatore, alcuni luoghi utilizzati da Monica Alonso (Lugo, 1970) per formulare il proprio discorso sull’arte. Su una modalità grazie alla quale «l’arte si sporge sull’abitare e sull’architettura, intesa, appunto, come arte dell’abitare» (Trimarco), come spazio sociale trasmutante, come lavoro [...]

| 3 dicembre 2011 | 611 lettori

Le trascrizioni analitiche di Fabrizio Cotognini

Il tempo, la memoria e la storia. Lo spazio, infine. Ma soltanto (o soprattutto) lo spazio radioso e riflessivo della pittura. È attorno a queste figure maestose – figure capovolte, stravolte o incurvate in un apparato scenico teso a sospenderne la stabilità – che il lavoro di Fabrizio Cotognini trae mosse irrinunciabili e vitali per costruire un discorso in cui [...]

| 29 ottobre 2011 | 532 lettori

La ripetizione differente.
Intervista a Pierpaolo Lista

Percorsa da una grammatica visiva fitta di segni e di oggetti, di affetti e di cose (Cose è, tra l’altro, il titolo di una personale organizzata nel 2003) che appartengono ad un vissuto emozionale teso a privilegiare il disadorno e l’essenziale, la parabola estetica messa in campo da Pierpaolo Lista (Salerno 1977) si presenta pulita, preziosa, pungente. Aperta al fantastico [...]

| 26 giugno 2011 | 726 lettori

Bianco-Valente: estetica emozionale. L’intervista

Sistema geografico di natura emozionale e corpo pulsante che declassa i brani del quotidiano per favorire i paesi dell’immaginifico, il procedimento estetico adottato da Bianco-Valente – duo artistico (nell’arte e nella vita) formato da Giovanna Bianco (Latronico – It., 1962) e Pino Valente (Napoli – It., 1967) – rompe gli argini della cartografia classica per ingenerare un discorso riflessivo di [...]

| 20 gennaio 2011 | 1.049 lettori

La linea analitica di Luca Francesconi. Con intervista

L’arte e il pensiero sull’arte. Attorno a questo filo sottile – e di non facile decifrazione – si fa strada un lavoro di ordine metalinguistico, che impegna l’artista a riflettere sull’arte nel momento stesso in cui si accinge a fare concretamente dell’arte. Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire. Attraversando alcuni ambienti che vanno [...]

| 24 dicembre 2010 | 1.927 lettori

L’erotico, l’eretico, l’eroico. Un dialogo con Rosy Rox | di Antonello Tolve

Modulato da centri gravitazionali diversi e diversificati, il lavoro di Rosy Rox (Napoli 1976) – artista rappresentata dalla Galleria Paola Verrengia di Salerno – elabora un gusto creativo che fa della cicatrice estetica il dispositivo privilegiato del proprio ragionamento linguistico. Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire. Soggetto e oggetto in continuo divenire, l’artista [...]

| 11 luglio 2010 | 8.728 lettori

Giuseppe Stampone, fondatore di sogni | L’intervista | di Antonello Tolve

Il flusso (il fluttuante) e il transito (il transitivo). Ma anche la compartecipazione e l’amalgamazione di unicità e di pensieri differenti. E poi, la convivialità, il colloquio, il social-network. L’importanza del singolare, infine, che si pone come farmaco e antidoto ad un neoplasma che investe le masse e le sottomette ad un pensiero a senso unico, dittatoriale unitario e nocivo. [...]