Svelati i segreti dell’immagine beauty: troppo bella per essere vera

Quante volte sfogliando le pagine patinate di una rivista vi siete soffermati ad ammirare i volti perfetti di modelle sorridenti che promuovono lo shampoo o il make up di turno e vi siete chiesti: “È reale tanta bellezza?”. La risposta è: “quasi”. Perfetti non si nasce… ma si diventa. Abbiamo intervistato tre professionisti dell’immagine beauty per scoprire i segreti che si celano dietro labbra vellutate e pelle di ebano.

 

Il progetto analizzato è Soft light 2014, una fotografia beauty realizzata da alcuni membri del team Phorma: Massimo Di Soccio, fotografo professionista dal 1995, Mirko Zeppieri, talento della post-produzione targato Ied, e Alessandra Sacchetti, make up artist per Miss Italia 2013.

Ogni fotografia beauty che si rispetti si compone di tre passaggi fondamentali: il primo è dedicata al trucco; il secondo allo scatto in studio, sistemato per l’occasione con un’apposita illuminazione; il terzo alla post-produzione, ovvero l’intervento sull’immagine attraverso Photoshop. Procediamo per fasi con la nostra analisi.

Soft light 2014 nasce da un’idea di Alessandra Sacchetti, make-up artist, e dalla sua voglia di sperimentare.

Il trucco applicato sul volto della modella è molto particolare perché realizzato con l’aerografo, uno strumento poco diffuso in Italia, ma ampiamente sperimentato negli Stati Uniti. Impiegato principalmente in pittura, l’aerografo permette di nebulizzare il prodotto e stenderlo sul viso in modo uniforme.

Il risultato è un incarnato impeccabile adornato da un trucco leggero, quasi naturale. La particolarità di questo strumento è la definizione HD di ogni dettaglio: per questo lavoro sono stati impiegati, oltre al classico fondotinta, degli illuminanti per ottenere un effetto chiaro.

Svolge una funzione cardine per l’economia dell’immagine anche l’acconciatura della modella, definita al dettaglio nella fase di post-produzione.

Dopo  il lavoro dedicato al make up, si passa al cuore del progetto: la fotografia.

L’immagine beauty si avvale di una tecnica ben precisa per lo scatto. Abbiamo chiesto a Massimo Di Soccio di svelarci i segreti del mestiere:

“Nel beauty si utilizza la tecnica High Key: consiste in una sovraesposizione voluta e controllata dell’immagine, dove a parlare sono i toni alti. Ombre, incarnato, ciglia, tutti gli elementi del viso sono volutamente sovraesposti senza rinunciare però alla definizione della fotografia”.

Ma non finisce qui, perché ogni tecnica ha la sua strumentazione:

“Trattandosi di un ritratto si utilizzano ottiche apposite e, in questo caso, soprattutto l’obiettivo macro. Per questo scatto è stato utilizzato un diaframma aperto, basta guardare sull’orecchio: l’immagine sfoca. Il tempo di sincronizzazione, invece, è vincolato allo scatto dei flash da studio. Fondamentale per lo scatto in studio è un fondale bianco”.

E per concludere la fase dedicata allo scatto, è d’obbligo una delucidazione sulle inquadrature.

“Sono abbastanza strette, così da poter valorizzare il lavoro della make up artist. Si tratta soprattutto di primi piani. In fotografia si opera sempre una ricerca del profilo migliore del soggetto immortalato. Il viso è asimmetrico e a seconda dell’inquadratura può funzionare un lato piuttosto che un altro”.

Ultimo e fondamentale passaggio per la chiusura del lavoro è quello dedicato alla post-produzione. Mirko Zeppieri ci rivela i suoi trucchi: ecco come intervenire su un’immagine beauty attraverso Camera Raw e Photoshop.

“Dopo aver compreso l’effetto finale desiderato dal fotografo, si interviene sull’immagine attraverso Camera Raw: un software che ci permette di sviluppare i negativi digitali. Generalmente, in questo passaggio mi occupo del bilanciamento del bianco: deve risultare il più naturale possibile. Se lo scatto non è perfetto – ma non è questo il caso –, è anche possibile intervenire subito su esposizione, livelli, vibrance e un pizzico di saturazione”.

Dopo gli aggiustamenti necessari per creare una base di lavorazione perfetta, si passa all’apertura di Photoshop.

“Una volta arrivati a questa fase si interviene sui volumi dell’immagine: ammorbidire i lineamenti del viso, così da renderli più aggraziati, o migliorarli per esaltare le prospettive, a seconda della posa della modella”.

Pensate sia finita qui? Vi sbagliate. Per concludere il lavoro sul volto della nostra modella mancano ancora tre step: pulizia di pelle e capelli; regolazione della luminosità; messa a punto delle tonalità.
Aggiunge il post-produttore:

“Per la pulizia della pelle utilizzo due strumenti: il timbro clone e il pennello correttivo. Questo metodo si costruisce su più livelli, fino a raggiungere un risultato ottimale della pelle, mantenendo la rugosità dei pori. Per i capelli invece lavoro con lo strumento smudge: mi permette di trascinare il colore prescelto sulla superficie fino ad ottenere un effetto omogeneo”.

Per concludere, si passa alla correzione di luminosità e toni.

“Attraverso la luminosità si esaltano le forme del viso: agendo su di essa addolcisco o indurisco le zone di interesse (zigomi, palpebre ecc). Infine regolo le tonalità attraverso la saturazione dell’immagine”.

Dopo 12 ore di lavoro l’immagine beauty è pronta per essere impaginata e servita agli occhi del pubblico. Dove non arriva madre natura, intervengono le moderne tecnologie.

Irene Tempestini

Irene Tempestini

Scrittrice per passione, ma soprattutto per professione. Dopo la
laurea in Informazione e sistemi editoriali si getta a capofitto nel
mondo della comunicazione lavorando come redattrice, web editor,
social media editor e blogger. Si diletta a scrivere interviste, a
investigare il bello e a fotografarlo, anche se è ancora alle prime
armi. E se il mondo appare grigio, le basta una penna per colorarlo.

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