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Giampaolo Atzeni: La Dialettica della sintesi. Contributo di Pier Luigi Manieri

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Si può porre su un piano di dialogo la Metafisica con la Pop Art? Tentare una crasi visuale tra due mondi lontanissimi? Quello del visionario, del reale/irreale e l’altro, quello del medium di massa? Antitetici, l’uno si domandava dello spazio e del tempo, ricercando nell’armonia del classico e del postmoderno una soluzione allo straniamento individuale. L’altro, concentrava la sua ricerca sul e nel linguaggio del cinema, della moda, della pubblicità, nella moltiplicazione del messaggio inteso come possibilità amplificata. In una parola, nell’etica del consumo. Il quesito apparentemente irrisolvibile, nella sua apparente inconciliabilità, trova felice soluzione nel cogliere nell’archetipo – che diviene icona come testimone dell’esperienza umana – la coincidenza etico/estetica che pone in relazione i due elementi fondanti la mostra personale METAPHISICAL POP di Giampaolo Atzeni (Cagliari nel 1954).

L’artista, in un processo di liofilizzazione dialettica, porta nel suo lavoro tutta la sua sensibilità di uomo e di professionista dell’immagine, sintetizzando un universo di valori che comprende il viaggio, sia esso fisico, che evolutivo, retaggio del reporter che è stato; la moda, ambito in cui ha trovato riconoscimento professionale; il Pantheon pittorico in cui coabitano Magritte, De Chirico e Warhol. Riferimenti verso i quali volge lo sguardo da sempre. Non a caso.

La pittura di Atzeni si pone effettivamente come ponte tra linguaggi e certi suoi protagonisti, volta all’individuazione della transitorietà. L’oggettivo/soggettivo. La rimescolanza di simboli che s’intersecano in strutture (la tela come palcoscenico. La tela come costruzione) organizzate con giochi di pieni e vuoti. Con elementi ritornanti: si pensi al tappeto, che nel nomadismo è casa, nell’occidente è lusso; al pesce rosso, che è insieme culto religioso, sessuale, dinamismo-transitoretà e ancora nomadismo. Paradossi e neo simbolismo.

I colori quanto mai vivi sollecitano l’osservazione degli innumerevoli particolari che si dipanano sulla tela come racconto metaforico per immagini. Lavori che si emancipano dalla classificazione, ammiccano ora complici, ora con divertita irriverenza, all’inserzione pubblicitaria, come pure all’illustrazione, ambito che l’artista non percepisce in conflitto con la pittura. Atzeni si misura dunque col contemporaneo tanto nel suo significato di contingente quanto nella simultaneità, vicina alla concezione junghiana  di sincronicità degli eventi.  Che nella sua trasfigurazione si sottrae al temporaneo fino ad assumere identità universale.

Info mostra

  • METAPHISICAL POP | personale di GIAMPAOLO ATZENI
  • A Cura di Pier Luigi Manieri
  • Inaugurazione: domenica 8 febbraio 2015
  • Dall’8 al 28 febbraio 2015
  • In Collaborazione con Roma Capitale e Zetema
  • Centro Culturale Elsa Morante – Piazzale Elsa Morante, 00143 Roma
    info: 06 5051 2953
  • Organizzazione di Manuela Van
  • Sponsor tecnico: Officina Agricola Terra Sapori e Saperi

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