Franco Nero legge Canti di pietra di Gabriele Tinti
pubblicata il 10 Dicembre 2016
Presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, Franco Nero legge alcuni componimenti poetici di Gabriele Tinti ispirati a capolavori di scultura antica – Antinoo, Ares e Guerriero seduto – esposti nel Museo.
La lettura si inserisce nel programma di eventi legati alla mostra “Antinoo. Un ritratto in due parti”, organizzata dal Museo di Palazzo Altemps in collaborazione con l’Art Institute of Chicago.
I componimenti, pensati per essere letti di fronte alle opere che li hanno ispirati, fanno parte del progetto dello scrittore e poeta Gabriele Tinti “Rovine”, che ha già coinvolto negli anni passati importanti attori tra i quali Joe Mantegna, Robert Davi, Burt Young e lo stesso Franco Nero, e musei di rilevanza internazionale come il Metropolitan Museum di New York, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il British Museum di Londra, la Gliptoteca di Monaco e il Museo Nazionale Romano.
Courtesy Dino Ignani, Museo Nazionale Romano, 2016
Franco Nero e Gabriele Tinti, Canti di pietra, Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, courtesy Dino Ignani
Franco Nero legge Canti di pietra, Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps
Franco Nero, Canti di pietra, Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, Courtesy Dino Ignani
Gabriele Tinti e Franco Nero, courtesy Dino Ignani
Gabriele Tinti e Franco Nero, Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps
Gabriele Tinti legge Canti di pietra, Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps, courtesy Dino Ignani
Così l’autore spiega il suo lavoro complessivo: <Questa serie di poesie ecfrastiche tenta di riattivare l’aura oramai persa dell’opera d’arte, di tutte quelle reliquie di mondi ed eroi – di un’umanità – che non ci sono più. Il tragico senso di morte, di vacuità, che appartiene persino ai nostri capolavori che si vorrebbero eterni, l’indeterminatezza che ha circondato spesso le loro attribuzioni, il carattere talvolta puramente ipotetico degli studi, la frammentarietà mutilata con la quale quasi sempre dall’antichità sono giunti sino a noi, mi hanno fornito lo spunto per parlare della caducità della vita, d’ogni opera dell’uomo, del significato del tempo per noi. “…Quel che riguarda il corpo è una corrente che passa, quel che riguarda l’anima sogno e vanità; l’esistenza è battaglia in terra straniera; la gloria postuma oblio” , lenta caduta nella dimenticanza, nell’indifferenza dell’inorganico. Neanche le nostre opere ne sono immuni, così come ciò che più veneriamo. Nonostante il nostro disperato tentativo di preservarle e di resistere>.
Gabriele Tinti è un poeta e scrittore italiano. I suoi libri sono conservati nei maggiori centri di ricerca della poesia internazionale come la Poets House di NYC, il Poetry Center di Tucson, la Poetry Foundation di Chicago, la Poetry Collection di Buffalo e la Poetry Library del South Bank Centre a Londra. Ha scritto ispirandosi ad alcuni capolavori dell’arte antica come Il pugile a riposo, Il Galata suicida, il Victorious Youth , il Fauno Barberini, Il Discobolo, I marmi del Partenone, l’Ercole Farnese e molti altri ancora, collaborando con Musei come Il Museo Nazionale Romano, il Getty Museum di Los Angeles, il British Museum Centre di Londra, il Metropolitan di New York, il LACMA di Los Angeles e la Glyptothek di Monaco. Le sue poesie sono state lette da attori come Robert Davi, Vincent Piazza, Michael Imperioli, Franco Nero, Burt Young, Anatol Yusef, Alessandro Haber, Silvia Calderoni (Motus) e Joe Mantegna. Nel 2014 è stato invitato a partecipare alla Special Edition Series del SouthBank di Londra. Nel 2016 ha pubblicato “Last words” (Skira) in collaborazione con Andres Serrano. Il progetto “Rovine” verrà raccolto in un libro (Skira) nel 2017/18.
Franco Nero è un attore italiano tra i più conosciuti all’estero. La sua lunga carriera è piena di collaborazioni con i maggiori registi al mondo come John Huston, Quentin Tarantino, Rainer Fassbinder, Franco Zeffirelli e Luis Buñuel.
La sua fama è principalmente legata al ruolo di Abele nel kolossal La Bibbia (1966) di Huston e ai ruoli cult di due pistoleri in western come Django (1966) e Keoma (1976). Ha preso parte a importanti pellicole quali Il giorno della civetta (premiato col David di Donatello 1968 per miglior attore protagonista), Il delitto Matteotti (1973), Querelle de Brest (1982) di Rainer Werner Fassbinder, Il giovane Toscanini (1988) di Franco Zeffirelli, Diceria dell’untore (1990) di Beppe Cino, Fratelli e sorelle (1992) di Pupi Avati.
Data Inizio: 04 dicembre 2016 Data Fine: 04 dicembre 2016 Costo del biglietto: Prenotazione: Nessuna Luogo: Roma, Palazzo Altemps – Museo Nazionale Romano Orario: 11.30 Telefono: 06 68485182 E-mail: ss-colosseo@beniculturali.it Sito web
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