Un ricordo di Gigi Proietti

Gigi Proietti, l’essenza della Roma del teatro e dell’arte di questi anni a cavallo fra due secoli, ci ha lasciato nel giorno del suo compleanno, come si dice, facciano i maestri leggendari.
Anche lui maestro, teatrante puro, affabulatore capace di trasformare ogni narrazione in un momento di gioia e di stupore, sempre guidato da un’ironia divertente, gentile, nobile.
Lo salutiamo con il ricordo della giornalista e drammaturga Alma Daddario

Per le immagini si ringrazia Stefano Cioffi

La gente ha bisogno di teatralità, soprattutto nei periodi più neri, e questo sin dai tempi di Aristofane
– Gigi Proietti

“A regazzì…..ma quanto ciai, sedici anni ?”, Gigi Proietti mi apostrofò così al telefono, ingannato dalla mia voce, quando lo chiamai per fissare un’intervista per la rivista Sipario. Era il 2012, e avevo più di quarant’anni. Glielo dissi, ma non volle crederlo.

Rileggendo l’intervista non senza commozione, mi accorgo di quanto sia incredibilmente attuale. Considerazioni intelligenti le sue, anche velate di amarezza: gli avevano appena tolto la direzione del teatro Brancaccio, e aveva dovuto chiudere la sua scuola di recitazione.

Mi disse: “Mi piacerebbe tanto riaprire un laboratorio teatrale, ma vorrei che fosse aperto a tutti, e non solo a chi abbia disponibilità economica. Vorrei che fosse una scuola statale, con borse di studio per i più meritevoli, perchè tutti dovrebbero avere la possibilità di studiare i mestieri dell’arte”.

Non è stato solo un grande attore, geniale e completo. Sapeva cantare, ballare, perfetto sia nel genere comico che in quello drammatico. Era anche un grande doppiatore, non solo di grandi personaggi, anche di cartoni animati: sua la voce di Gatto Silvestro, e dell’incredibile genio della lampada di Alladin. Elegante, empatico, poliedrico: è stato certamente l’unico erede di Petrolini.

Uno dei meriti più grandi è stato anche il riuscire a coniugare una cultura popolare, quella della romanità più disincantata e fatalista, che lo ha visto interprete della poetica del Belli, con la cultura alta di un teatro che si collegava alla drammaturgia classica, come quella shakespeariana. Non ha mai voluto lasciare Roma Proietti che, come Anna Magnani, considerava la città più bella al mondo.

E Roma ha perso non solo un artista, ma un figlio illustre. Tanti gli attori che si sono formati alla sua scuola: Alessandro Gassman, Massimo Wertmuller, Nadia Rinaldi, Flavio Insinna, Enrico Brignano, solo per citarne alcuni. Tutti sentono di avere perso un padre oltre che un maestro, ma anche i cittadini, le persone comuni, si sentono da oggi più orfani.

Passione, amore, e soprattutto rispetto emanavano da tutto quello che faceva e dai rapporti che intratteneva con gli amici, i familiari, le maestranze, e i suoi innumerevoli fans di ogni età. “L’amore comporta rispetto, e se ci si rispetta questo si riflette in quello che facciamo, in tutti i campi“, questo mi disse a conclusione dell’intervista.

immagine per gigi proietti
Gigi Proietti – foto di Stefano Cioffi
Alma Daddario

Alma Daddario

Alma Daddario, giornalista e autrice teatrale, vive e lavora a Roma collaborando, tra le altre, con le testate: Noi Donne, Global Press, Il Messaggero di Sant'Antonio, Sipario, Elle. Tra gli spettacoli rappresentati: Clitennestra, il processo; Albertine o della gelosia; Storia notturna, la visione del Sabba; L'anima e la voce. Ha vinto il premio Fondi la Pastora con la pièce “Io Ero...”. Ha pubblicato i racconti noir “Strani frutti e altri racconti”, e alcune pièces teatrali: “Oltre la quarta parete”. E' membro della giuria del premio teatrale “Ombra della sera” nell'ambito del Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra.

1 commento

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  • Ci mancherai !

    E la cadenza di questo ricordo a tu per tu, semplice, affettuoso, vero, a lui sarebbe piaciuto.
    Grazie di cuore all’autrice