IndipendenteMente #45. Arianna di Anton Cechov presentato da Intrecci Edizioni

immagine per Arianna d Anton CechovIl racconto Arianna dello scrittore e drammaturgo russo Anton Cechov inizia con queste parole:

«Sul ponte del vapore postale che va da Odessa a Sebastopoli un signore di bell’aspetto, con una barbetta rotonda, si avvicinò a me e mi disse: “Fate attenzione a quei tedeschi che stan seduti sopra coperta. Quando tedeschi o inglesi s’incontrano parlano del prezzo della lana, del raccolto, o di affari personali; invece, quando ci incontriamo noi russi, chissà perché, non parliamo che di donne o di questioni astratte. Ma, soprattutto, parliamo di donne”».

In queste prime righe è già condensata l’essenza dell’opera: ci sono due uomini, sconosciuti, che si incontrano; uno di loro prende la parola e basta poco per comprendere l’ironia che lo contraddistingue.

Un’ironia che si scoprirà in seguito celare una grande amarezza a causa di una donna, giudicata dall’uomo incontrato dal protagonista come ingannevole, crudele e vanesia.

Questa donna si chiama Arianna Kozlović, e diventa il soggetto di una storia raccontata da un uomo stanco dell’amore, che invece in passato aveva sempre mitizzato.

Ivan Il’ič Samochin incontra la voce narrante e lo avvinghia a sé, rendendolo partecipe delle sue tristi vicende; l’altro, preso in contropiede, non può far altro che ascoltare lo sconosciuto che ha un pressante bisogno di parlare e di sfogarsi.

Una situazione bizzarra, resa perfettamente da Cechov con il suo caustico umorismo; nel corso dell’opera non ci si può non domandare come si possa decidere di raccontare a un estraneo parti così private della propria vita, ma d’altro canto era un’epoca, quella di fine ottocento, in cui vi era sicuramente molta più fiducia nell’umanità rispetto ad oggi.

Meno fiducia sembra invece riporre Ivan nella sua compagna, Arianna, che ha reso la sua vita un inferno. Cechov dipinge il ritratto di un uomo romantico fino all’eccesso, una mosca bianca in una società piccolo borghese in cui vi era una grave crisi dei valori.

Ivan invece sembra essere immune alla decadenza e all’appiattimento delle coscienze e quando incontra Arianna il suo cuore si riempie di gioia. Il suo bisogno di amare e di essere amato però ha una controindicazione: egli idealizza la donna, quando invece ella è priva di scrupoli e incapace di tenere davvero a qualcuno – «ma amare veramente, come io facevo, essa non lo poteva, fredda com’era e già abbastanza perversa».

L’autore russo racconta una storia di inganno e disincanto, ora finalmente disponibile grazie al lavoro di riscoperta dei tesori letterari nascosti effettuato da Intrecci Edizioni, per la sua nuova collana Enne Classics.

Amalia Capasso

Amalia Capasso

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