Shahr-i Sokhta, la Pompei iraniana. I risultati di scavi e ricerche in Salento

pubblicata il
12 Marzo 2021

Shahr-i Sokhta, la “Pompei iraniana”: presentati a UniSalento i risultati degli scavi archeologici nel sito d’oriente. 6000 anni fa rappresentava il punto d’incontro di diverse civiltà, il primo esempio di melting-pot asiatico e oggi è simbolo della cooperazione tra Italia ed Iran. Un eterno ponte di collegamento tra culture diverse.

Oggetto dal 2016 di interventi di ricerca e scavo da parte di una Missione internazionale, in essa partecipa l’Italia: infatti, impegnati nella missione archeologica italo-iraniana quattro laboratori del dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento: Topografia antica e Fotogrammetria, Antropologia fisica,  Paleobotanica e Paleoecologia, Archeozoologia.

Scavi e ricerche a Shahr-i Sokhta (Studies and publications Institute, Pishin Pajouh, Tehran) è curato dal Direttore del progetto MAIPS Enrico Ascalone dell’Università di Göttingen e da Seyyed Mansur Seyyed Sajjadi dell’Iranian Center for Archaeological Research, direttore del progetto archeologico di Shahr-i Sokhta e Dahan-ye Qolaman dal 1997.

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