Venerdì 12 novembre alle ore 18, presso il Centro di Documentazione del CIES in via delle Carine 4 (fermata Metro Colosseo), sarà presentato, con introduzione del giornalista Pino Moroni, il libro di Fulvio Forino Il volo della mosca.
Fulvio Forino, ideatore e coordinatore del Festival della Complessità (alla sua undicesima, edizione), Presidente di Dedalo ’97, ha maturato una lunga esperienza come Direttore Sanitario Ospedaliero e Aziendale. Docente di numerosi corsi di formazione e di management sistemici è autore di saggi ed articoli di epistemologia basati sull’approccio sistemico.
Il volo della mosca (il cui significato fa riferimento alla imprevedibilità innata di questo insetto, dal sistema cerebrale molto complesso che gli permette di reagire a stimoli ambientali minimi ad una velocità e con un numero infinito di modi non prevedibili) è un libro che propone in modo facile, comprensibile e concreto un approccio sistemico per un modo nuovo di vedere la realtà quotidiana, la vita di tutti i giorni.
Fulvio Forino coinvolge il lettore, con un linguaggio alla portata di tutti, in storie ed esperienze quotidiane, fatti, metafore ed altri racconti. Con una struttura a mosaico, fatta di voci tutte collegate in relazione tra loro, che ci riportano all’ immagine di una rete nella quale tutti i nodi sono collegati vicendevolmente, a distanza più o meno ampia in un caleidoscopio di pensieri sulla vita complessa che viviamo ogni giorno.
Creando una visione nuova, nella scoperta quotidiana di un mondo che, per tradizione consolidata percepiamo solo come meccanico, automatico, prevedibile, tendenzialmente lineare, perché, come esseri umani, siamo storicamente e soprattutto evolutivamente programmati per ragionare in termini di causa ed effetto.
Portandoci con le sue storie al di là di questo determinismo per cui è difficile pensare ed operare in modo complesso e sentirci invece, a nostro completo acquisito agio, immersi nell’imprevedibilità della complessità. Per poi farci affrontare, coinvolgendoci con la stessa facilità di vedute in modo sistemico, problemi molto più alti, quali la globalizzazione, il cambiamento climatico, l’insegnamento e la scuola, la scienza e la tecnocrazia.
Nel mondo dei sistemi complessi che Forino con le sue continue esemplificazioni ci fa scoprire, ci aiuta a trovare quel grado di libertà e quelle varietà di comportamento che come esseri umani ci rende squisitamente sofisticati ed imprevedibili, capaci di cambiare ed adattarsi tra noi ed evolvere in modo sorprendente.
Il quadro che si viene delineando, via via che il lettore accumula piccoli concetti, che stanno alla base sia del nostro quotidiano sia dei grandi temi (in cui le relazioni sono le cose più importanti) ci aiuta alla fine a capire che il nostro pensiero di fronte all’incertezza del presente e del futuro ed alle difficoltà che pongono i problemi complessi, ha necessità di trovare più scenari e soluzioni possibili usando le strategie più flessibili ed adattative.
Tutto questo Fulvio Fiorino lo chiama il sofffio vitale e lo racconta così:
Nello sforzo di risolvere il mistero della vita, l’uomo l’ha identificata con il soffio vitale, lo spirito vegetativo, l’anima. Le uniche certezze che ci siamo conquistati è che la cellula è l’unità elementare della vita e che tutto ciò che oggi vive sul nostro pianeta origina da una cellula primordiale.
Però, se cercate la vita in una cellula non la trovate. Oggi sofisticati strumenti permettono di guardare dentro una cellula e anche se possiamo vedere e studiare i suoi componenti c’è qualche cosa che non vediamo.
Non appare ciò che, come la vita, è invisibile; le relazioni che legano ogni suo componente a ogni altro. La vita di una cellula è una proprietà emergente dalle relazioni che legano i suoi componenti. Nessuno di essi di per sé la possiede. È una proprietà distribuita che non appartiene a uno solo di loro ma a tutti loro.
La vita è un incessante processo di scambi di energia, materiali e informazioni tra i componenti di un sistema complesso, aperto, quale è ogni vivente. È così anche nel nostro corpo. Tra i nostri sistemi circolatorio, nervoso, immunitario, respiratorio, endocrino, digestivo, c’è un processo di reciproca regolazione assicurato dalla continua circolazione di materia, energia e informazioni.
La differenza tra un cavallo vivo e un cavallo morto è che in quest’ultimo s’è spento il soffio vitale; nulla circola più. La cosa più incredibile? La vita è una fabbrica che produce se stessa. Una cellula è composta degli stessi elementi della materia inerte e come si sia generata la prima cellula e con essa la vita è un mistero che nessuno è riuscito a svelare e che forse nessuno svelerà mai. La vita è un miracolo dell’autorganizzazione che l’autoproduce e l’auto -mantiene.“







