Portare i gufi ad Atene. A Venezia un’installazione di Thomas Baldischwyler

pubblicata il
19 Maggio 2022

Portare i gufi ad Atene è un’installazione di Thomas Baldischwyler con testi di Ludwig Gosewitz, diapositive di Hans-Jürgen Oebbeke e una foto di Claude Chiarini (Collezione Gideon Bachmann) e altri materiali di cui non si è riusciti ad identificare l’autore.

Thomas Baldischwyler è un artista tedesco attualmente in residenza presso il Centro Tedesco di Studi Veneziani. L’approccio di Baldischwyler si sviluppa attraverso la ricerca sul campo, e la sua pratica artistica vive e si determina nel contesto in cui accade: musica, film, collage, pittura e installazione sono tutte tecniche utilizzate dall’artista per produrre dei nessi di significato tra elementi separati nel tempo e nello spazio.

Con il titolo Portare I gufi ad Atene Baldischwyler utilizza una frase idiomatica della lingua tedesca (“Eulen nach Athen tragen”), analoga all’italiana “Vendere gelati agli Eschimesi” per introdurre  un’installazione, composta da errori di trascrizione intenzionali e malintesi, in grado di generarne e alimentarne di nuovi.
Gli elementi equivoci collezionati sono incatenati tra loro in una maglia di senso fluida ed evocativa, diventando elementi costitutivi senza essere pianificati o progettati: ascoltando il sibilo nostalgico di un vecchio proiettore Kodak diffuso da un piccolo altoparlante della Casio, ci si domanda cosa abbiano a che fare le gondole fotografate dal padre dell’artista nel 1977 con le scorribande berlinesi di Gosewitz e l’immagine dell’ultimo topo veneziano che cerca di lasciare i graffiti di Agamben.

Info

  • Portare i gufi ad Atene – installazione di Thomas Baldischwyler
  • A cura di Mario Ciaramitaro and Alberto Restucci
  • Project manager Tommaso Zanini
  • 21 maggio – 12 giugno 2022
  • Salizada Zorzi 4931, Castello, Venezia
  • open by appointment – info@aarduork.com

 

ENG

“Portare i gufi ad Atene” – an installation by Thomas Baldischwyler with texts by Ludwig Gosewitz, slides by Hans-Jürgen Oebbeke, a photo by Claude Chiarini (Gideon Bachmann Collection), and other materials whose authors could not be identified.

Thomas Baldischwyler is a German artist currently in residence at the German Center for Venetian Studies. Baldischwyler’s approach is developed through field research, and his artistic practice lives and is determined by the context in which it happens: music, film, collage, painting, and installation are all techniques used by the artist to produce links of meaning between elements separated in time and space.  
 
With the title “Portare i Gufi ad Atene”, Baldischwyler uses an idiomatic phrase from the German language (“Eulen nach Athen tragen”), analogous to the Italian “Selling Ice Cream to the Eskimos,” to introduce an installation, composed of intentional transcription errors and misunderstandings, feeding new ones. 
The collected equivocal elements are linked together in a fluid and evocative mesh of meaning, becoming constituent elements without being planned or designed: listening to the nostalgic hiss of an old Kodak projector diffused by a small Casio loudspeaker, the visitor wonders what the gondolas photographed by the artist’s father in 1977 have to do with Gosewitz’s Berlin raids and the image of the last Venetian rat trying to leave Agamben’s graffiti.

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