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Il gioco della natura @ Effetto Venezia

data dell'evento
3 Agosto 2022

luogo
Livorno

Il gioco della natura
Livorno, Quartiere la Venezia
in occasione della manifestazione
Effetto Venezia 37ª edizione
Gli occhi sulle nostre bellezze
3 – 7 agosto 2022

Il Quartiere la Venezia di Livorno, in occasione della manifestazione Effetto Venezia, che da anni anima l’estate cittadina con teatro, musica ed arte, dal 3 al 7 agosto 2022 ospita la mostra Il gioco della natura, a cura di Gaia Bindi, che propone 16 opere d’arte, tra installazioni e video, realizzate da 21 artisti emergenti.

La mostra, come la manifestazione, è promossa dal Comune di Livorno e organizzata dalla Fondazione LEM – Livorno Euro Mediterranea, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. L’allestimento è a cura di Alessandro Scilipoti.

Il gioco della natura si sviluppa come un itinerario a piedi nelle strade del celebre e popoloso quartiere della Venezia livornese, camminando per le quali il visitatore sarà invitato a seguire un percorso che si ispira al famoso Gioco dell’oca, proposto qui in chiave ecologica.

La mostra ha infatti per tema la Natura nelle sue multiformi componenti e il cammino espositivo, organizzato a tappe, è finalizzato alla sensibilizzazione ambientale: ogni tappa presenta in modo ludico e divertente un argomento riferito all’ecosistema in cui viviamo, che oggi chiede sempre maggiore attenzione e nuova consapevolezza.

immagine per Il gioco della natura
Robert Pettena, Crawling on the surface, 2009

In ogni stazione del gioco sarà presente un cartello ben visibile che pone una domanda semplice (per esempio: “A cosa servono le erbacce?”, “Cosa pensano gli alberi?”, “In natura, l’unione fa la forza?”), a cui il visitatore è invitato a dare una risposta guardando l’opera d’arte collocata a fianco, riflettendo sull’immagine che propone e, talvolta, interagendo con essa. Nello stesso cartello, sotto il numero che identifica la tappa del gioco e la relativa domanda, comparirà indicato il nome dell’autore dell’opera, il titolo (con tecnica e misure) e un breve testo critico.
Per completare l’intero percorso, il visitatore-giocatore sarà guidato nel suo cammino da segnali visivi e da un pieghevole, distribuito gratuitamente, che servirà come mappa geo-concettuale per seguire l’esposizione, dove saranno riportate tutte le opere e i testi pubblicati nella cartellonistica. I contenuti della brochure saranno resi disponibili al pubblico anche tramite QRcode per una fruizione personale sullo smartphone.

Gli artisti presenti all’esposizione sono Nico Angiuli, Margherita Bertoli, Benedetta Chiari e Elisa Pietracito, Mohammad Fallah, Pamela Gori e Eva Sauer, Giulia Guidicelli e Federica Vaia, Rocco Lopardo e Giovanni Marino, Jasmine Morandini, Pengpeng Wang, Robert Pettena, Qiu Yi, Marco Signorini, Simoncini.Tangi, Zoya Shookohi, Marta Travaini, Zhang Yun.

In accordo con la finalità dell’esposizione, tutte le opere e l’allestimento saranno realizzati in materiali naturali, riciclabili o biodegradabili. A mostra conclusa è prevista la realizzazione di un video dell’evento espositivo e la pubblicazione di un catalogo a stampa, che presenterà le fotografie delle opere installate nel contesto urbano, i testi istituzionali degli enti coinvolti e quelli inclusi nella brochure, con un saggio critico introduttivo del curatore della mostra.

Dal 3 al 7 agosto, varie saranno le proposte artistiche di questa edizione di Effetto Venezia: sui palchi di Piazza del Luogo Pio – al centro della Venezia – e della Fortezza Nuova si terranno rappresentazioni teatrali e musicali; per le vie, nelle piazze e sui ponti del quartiere ci saranno spettacoli di arte di strada, mentre la mostra Il gioco della natura porterà i visitatori dentro e fuori alcuni dei luoghi più belli della Venezia.

La Fondazione organizzatrice

La Fondazione Lem – Livorno Euro Mediterranea, ente pubblico-privato partecipato dal comune di Livorno, ha come obiettivo quello di valorizzare a livello nazionale e internazionale l’immagine della città attraverso attività che puntano a sviluppare la sua vocazione turistica. Le azioni che essa realizza attengono a due principali contesti: quello dell’ideazione e gestione di eventi culturali di taglio turistico e quello del marketing territoriale.

La curatrice

Docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, Gaia Bindi è stata borsista della Fondazione di studi di storia dell’arte Roberto Longhi di Firenze, ha lavorato al Museo Marino Marini, agli Archivi Alinari di Firenze e al Musée Picasso di Parigi. Ha collaborato con numerosi critici (tra cui Jean Clair e Maurizio Fagiolo dell’Arco) per la realizzazione di esposizioni internazionali. Dal 1995 ha tenuto seminari, conferenze e organizzato mostre e convegni presso numerose istituzioni italiane e internazionali. Al lavoro di storica dell’arte affianca da sempre quello di critica, con particolare attenzione ai giovani artisti e all’arte emergente.

Come giornalista ha collaborato con il quotidiano “La Stampa” e con riviste come “Arte” (Cairo Editore), “Inside”, “Artribune”, “PEM” (Treccani). Come critico d’arte, negli ultimi dieci anni si è occupata particolarmente di tematiche ecologiche nell’arte contemporanea. Dal 2009 è consulente scientifico del Parco Arte Vivente – Centro sperimentale di arte contemporanea di Torino. Ha insegnato Arte ambientale al Master in arti visive della Libera Accademia di Belle arti di Firenze e tenuto conferenze su queste tematiche in varie istituzioni italiane a straniera. Ha scritto saggi come Piero Gilardi. La tempesta perfetta (Prearo, Milano 2018); Arte, ambiente, ecologia (Postmedia, Milano 2019).

Le opere | Gli artisti

Postazione 1_via Borra, Scali degli Isolotti
Pengpeng Wang
Moon, 2022
acciaio inox, 150 x 150 x 150 cm
  • La Luna che ci guarda ogni notte diventa una scultura specchiante in grado di trattenere le immagini degli uomini e dell’ambiente che li circonda. Realizzata in acciaio inox, è appoggiata delicatamente al suolo e splende come un cristallo: cattura in sogno la vita del mondo, nella luce, nel colore e nel movimento.
Postazione 2_Palazzo Huigens, opera 1
Marco Signorini
Nature, a return, 2016-2022
frame da video
  • Dal 2013 l’artista porta avanti il progetto Anagram, un processo di produzione fotografica con l’utilizzo di software informatici e algoritmi. Nature, a return è un’opera composta da una stratificazione di immagini instabili che appaiono e se ne vanno, sembrano conosciute ma non ne danno certezza. Sospeso tra realtà e immaginazione, il paesaggio diventa una questione universale, di un tempo senza tempo che chiede attenzione.
Postazione 2_Palazzo Huigens, opera 2
Qiu Yi
Nido, 2022
Tecnica mista (bambù, pennelli, rafia), diametro 300 cm
  • Un nido vuoto afferma la propria fragile esistenza come una scultura circolare di dimensioni impreviste, posta a dialogo con l’eleganza barocca del cortile di Palazzo Huigens. Costruita con un leggero intreccio di pennelli cinesi, canne di bambù e rafia, l’installazione presenta un habitat ispidamente accogliente, ricordando che la creatività, naturale o artistica, sta all’origine di ogni forma di vita.
Postazione 3_Pescheria Nuova, opera 1
Mohammad Fallah
Starò zitto, 2022
Video, durata 3’53’’
  • Quattro coppie di alberi cittadini mettono in scena, a turno, un dialogo surreale e strampalato in cui parlano di dolore, amore, amicizia, aspirazioni esistenziali. Liberamente ispirato al film Nymphomaniac di Lars von Trier, in cui il protagonista racconta di come il padre paragonasse gli alberi all’animo umano, il video mostra l’esistenza silente dei vegetali in quanto emotivamente simile a quella degli esseri umani, che ne continuano a ignorare la sensibile vivacità.
Postazione 3_Pescheria Nuova, opera 2
Benedetta Chiari e Elisa Pietracito
Invasione, 2022
Misure variabili (5 tende in cotone ricamate, ciascuna 500 x 300 cm)
  • L’installazione si compone di cinque tende appese agli archi della Pescheria, ricamate con frasi realizzate con rametti e residui di potature. Queste riportano titoli di articoli di giornale in cui le piante infestanti sono citate come simbolo di disordine e disagio sociale. Invece che essere apprezzate come portatrici di biodiversità, le “erbacce” sono generalmente considerate solo come un pericolo: rappresentano quell’alterità che non si può e non si vuole accogliere.

Postazione 4_via dei Pescatori
Yun Zhang
Cannocchiale, 2022
Tecnica mista, 150 x 225 x 180 cm

  • Realizzata con un intreccio di legni di recupero e fil di ferro, l’opera presenta al suo interno una pianta in vaso e si propone come un dispositivo visivo costruito per favorire la reciproca osservazione tra esseri umani e vegetali. Insieme microscopio e cannocchiale, questo strumento cerca di risvegliare la curiosità, invita guardare e a considerare l’importanza della flora per la vita universale, colta in una prospettiva sia a breve che a lungo raggio.
Postazione 5_Palazzo della Comunità ebraica – Scali delle Pietre, opera 1
Pamela Gori e Eva Sauer
Vegliare sulle coste della terra ferma, 2022
Tecnica mista, 230×300 cm
  • Un tappeto di feltro, materiale naturale da sempre usato per proteggere l’uomo da agenti esterni quali il freddo e il vento, si presenta come un prezioso groviglio di fibre tessili naturali, con l’aggiunta di elementi in ceramica smaltata. Il colore chiaro della base si mescola con varie tonalità di blu del mare, fino ad ottenere un paesaggio di forma indefinita, un po’ come quando l’acqua ridisegna e scolpisce le coste della terraferma, creando una “solidarietà organica” tra specie diverse.
Postazione 5_Palazzo della Comunità ebraica – Scali delle Pietre, opera 2
Robert Pettena
Crawling on the surface, 2009
Video mpeg2, durata 3’33”
  • Il video è stato girato sul culmine di Preikestolen (in italiano “Pulpito di roccia”) in Norvegia, una falesia di granito alta 604 metri che termina a strapiombo sul Lysefjord, a cui si arriva dopo una difficile camminata di quattro ore. Qui, la straordinaria imponenza del paesaggio mette in evidenza la differenza di scala tra la natura e un essere umano, che si muove a confronto con l’ambiente rivelando sentimenti di curiosità, timore, ammirazione, rispetto.
Postazione 6_Ponte della Madonna – S. Giovanni Nepomuceno
Marta Travaini
Rifiuto, 2021
Tecnica mista (bidone industriale, resina, catramina), 125 x 80 x 60 cm
  • Un personaggio spettrale, sicuramente non benevolo né amichevole, esce da un bidone industriale, come una sorta di riduzione dell’essere umano a ombra del commercio e del profitto economico. L’opera intende dare visibilità al concetto di “scarto” e al suo impatto sull’ambiente naturale, all’eccessivo valore dato a quella merce che spesso deteriora il paesaggio contemporaneo.
Postazione 7_Sala ex Teatro San Marco, opera 1
Nico Angiuli
Difese naturali, 2022
Film, durata 28’51’’
  • Girato con gli studenti di una scuola di Adelfia (Bari), il film racconta un mondo immaginario e distopico in cui un gruppo di preadolescenti si oppone alle decisioni dissennate di un fantomatico “governo centrale”, che rende illegale la libera circolazione delle sementi e la tutela della biodiversità. Rinchiuso in un bunker disperso nelle campagne del sud Italia, il gruppo organizza un “attentato agricolo” realizzando armi vegetali, con lo scopo di proteggere e ricostruire il paesaggio messo in pericolo.
Postazione 7_Sala ex Teatro San Marco, opera 2
Jasmine Morandini
Estinguere, 2021-2022
carta riciclata e acquarello naturale, dimensioni variabili (16 fogli di circa 22×31 cm ciascuno)
  • L’opera rappresenta in forma di erbario sedici specie vegetali italiane a rischio estinzione, identificate grazie al Portale della Flora d’Italia e al sito dello IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), su cui sono rese note le “liste rosse” della flora nazionale e mondiale. Le piante appaiono riprodotte su carta biodegradabile ottenuta dal riciclo dello scarto della produzione di cialde di caffè e sono dipinte con un colore simile ad acquarello, ma ottenuto da un decotto di petali di fiori.
Postazione 8_piazza dei Domenicani
Simoncini.Tangi
In-Trappola, 2022
Tecnica mista, 250 x 300 x 300 cm
  • Con il titolo In-Trappola l’opera ripropone a grandezza umana la struttura di una nassa da pesca, ricordando una storia di intrecci e relazioni tra il mare, l’uomo e la natura. L’essere umano ha teso trappole per nutrirsi fin dalla preistoria, ma forse oggi si ritrova esso stesso catturato nella rete di un sistema antropocentrico che ha sempre maggior impatto sull’ambiente, con effetti negativi anche per la sua stessa sopravvivenza.
Postazione 9_piazza del Luogo Pio, opera 1
Margherita Bertoli
Dynamis, 2022
Bambù e corda, 450 x 600 x 400 cm
  • L’opera si compone dell’intreccio di tre archi realizzati in bambù e corda, proponendosi come omaggio a quel movimento dinamico che sta all’origine della vita, improntando ogni fenomeno di crescita naturale. Interamente realizzata in materiali vegetali, l’installazione asseconda e replica il comportamento organico dei suoi costituenti, proponendo l’immagine di un organismo nel quale la creazione artistica si sposa alla creatività naturale.
Postazione 9_piazza del Luogo Pio, opera 2
Rocco Lopardo e Giovanni Marino
How do you play with nature?, 2022
Tecnica mista, 180 x 1000 x 620 cm
  • L’opera si offre come un playground interattivo, in cui suono e musica si incontrano armonicamente nel segno del gioco condiviso. Realizzato in materiali naturali, è costituito da uno scivolo a forma di spirale su cui far scendere una pallina, da un tubofono in cartone riciclato e da alcuni cajòn, strumenti musicali a percussione costituiti da una “scatola” sonora. Il suono, così come il gioco, sono mezzi per esprimere le emozioni entrando in armonia con chi ascolta e dando vita a un rinnovato dialogo con la natura.
Postazione 10_Scali Rosciano
Giulia Guidicelli e Federica Vaia
Tutte frasi sbagliate, 2022
Tecnica mista, 620 x 250 cm
  • Realizzata come una scritta in led rosso, colore che esprime un sentimento di emergenza, l’installazione propone una frase tratta dalla poesia Sassate del poeta livornese Giorgio Caproni. Intellettuale di grande sensibilità riguardo ai temi ambientali, la citazione intende sottolineare quanto le attuali problematiche ecologiche non abbiano ancora trovato, a livello globale, risposte adeguate e concrete.
Postazione 11_ via della Venezia, Scali degli Isolotti
Zoya Shokoohi
Ottavo Albero, 2022
Tecnica mista (sedie e alberi), diametro 340 cm
  • Ottavo Albero fa parte di una serie d’installazioni urbane che l’artista ha creato con sedute e alberi, per promuovere il dialogo tra la specie umana e quella vegetale. Sette alberi sono posizionati all’interno di un cerchio immaginario, con altrettante sedie rivolte ad essi, destinate a essere occupate dai visitatori. L’ottavo albero sarà quindi il pubblico, chiamato a raggiungere la condizione ideale della quadratura del cerchio, in un rinnovato rapporto di ciclicità con la natura.

Il gioco della natura

a cura di Gaia Bindi

Livorno, Quartiere la Venezia
in occasione della manifestazione
Effetto Venezia 37ª edizione
Gli occhi sulle nostre bellezze

3 – 7 agosto 2022

Grafico, Alessio Pergolesi
Foto, Sara Sassi
Video, Elisa del Taglia

www.livorno-effettovenezia.it

Uffici stampa
  • Ufficio stampa Effetto Venezia:
    Gabriele Benucci
    responsabile Relazioni esterne e comunicazione della Fondazione LEM – Livorno Euro Mediterranea
    Tel. +39 0586 824941
    email: gabriele.benucci@fondazionelem.it
  • Ufficio stampa Il gioco della natura
    Davis & Co.
    Caterina Briganti | Lea Codognato
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