Paesaggi e nuovi occhi è una mostra di opere fotografiche collettiva che coinvolge cinque autori – Paolo Di Pasquale, Claudio Orlandi, Roberto Petitti, Ivan Urban Gobbo, Fernanda Veron – che si confrontano con il tema del paesaggio, sia urbano sia naturale.
Il titolo della mostra prende in prestito una frase di Marcel Proust in À la recherche du temps perdu (precisamente nel V volume, quello titolato La Prisonnière), che, come premette la curatrice Barbara Martusciello, “è citata e tradotta in maniera sempre differente” ma che si può sintetizzare così: «L’unico vero viaggio (…) sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è.».
Se c’è chi può avvicinarsi a una simile complessità, fondendo – prosegue la curatrice – “tale capacità esplorativa, empatica e ampia, orientata a registrazioni e interpretazioni articolate e con occhi sempre nuovi, quello è il Fotografo: in questa mostra, sono i cinque autori invitati a cimentarsi con tale soggetto e a commisurarsi con la sensibilità proustiana”.
“Viaggio, sguardo e occhi sempre nuovi sono elementi che appartengono quasi per statuto alla Fotografia e in maniera viscerale all’operator che si dedica più strettamente al Landscape e a quello che sceglie la Street Photography interessandosi del territorio della città, con le sue architetture, le strutture e la vita che le anima.
In entrambi i casi – parafrasando un grande pioniere della Fotografia, Ansel Adams eccelso teorico e celebrato protagonista della fotografia paesaggistica – il panorama può essere sia la sua «prova suprema», sia, spesso, «anche la suprema delusione» per una serie di motivi, primo tra tutti la caduta nella banalità della resa dello spectrum”.
In questa mostra è proposta quindi una campionatura tra le tante possibili sull’articolato genere fotografico: Paolo Di Pasquale, “abituato a progettare e a sovrintendere nel campo dell’Architettura, zooma all’interno di un cantiere di una fabbrica cittadina, una delle tante archeologie industriali a Roma demolite per far posto ad altre costruzioni non sempre esemplari; i lavoratori, visti dall’alto, sembrano parte integrante dello spazio e delle strutture in cui agiscono ma allo stesso tempo appaiono come i piccoli personaggi di una simulazione da gioco di società”.
Claudio Orlandi, “da sempre attento alla conformazione del paesaggio in continua mutazione, in massima parte a causa dei cambiamenti climatici e del dominio dell’antropocene, espone Palette, una serie di landscape dell’Islanda in cui la bellezza dei colori e del territorio diventa protagonista e quasi pare astrazione pittorica, allontanando, ma solo momentaneamente nello spazio e nel tempo fotografico, emergenze e preoccupazioni ecologiche e ambientali”.
Roberto Petitti ha immortalato “una delle rare nevicate a Roma, in cui tutto appare ovattato, e le persone dall’alto paiono ancor più silenziose nel breve tratto di strada che percorrono, creando, tra gli alberi, con i loro passi, tracciati che sembrano comporre una strana, misteriosa scrittura”.
Ivan Urban Gobbo presenta un’interessante selezione da I walk alone, progetto in progress dal 2016 concentrato, ad oggi, su Roma, Lisbona e Amburgo; “la sua visione contemporanea presenta città silenti e semivuote in cui l’essere umano, quando c’è, è attore comprimario, se non secondario, di una narrazione fatta di solitudine e paesaggio urbano mutevole in cui i territori si svelano non identitari, manifestando, per dirla alla Marc Augé, una vera e propria antropologia del non luogo”.
Fernanda Veron, attraverso due vedute distinte, “in cui la Natura prende, seppur diversamente, il sopravvento – anche rispetto ai resti di costruzioni ammalorate e ormai ruderi – estrae quel tanto di pittorico e onirico dentro ogni panorama e lo coniuga alle tematiche portanti della sua ricerca artistica; così, lo scorrere del tempo, i frammenti di memoria, quella malinconica, misteriosa e ineffabile atmosfera in emersione dal mondo dell’inconscio, sostanziano le sue foto e sono rilanciate dai suoi paesaggi e dai suoi… nuovi occhi.”.
Info mostra
- Paesaggi e nuovi occhi | Paolo Di Pasquale, Claudio Orlandi, Roberto Petitti, Ivan Urban Gobbo, Fernanda Veron
- Mostra di opere fotografiche a cura di Barbara Martusciello
- in collaborazione con Takeawaygallery
- Inaugurazione: giovedì 30 marzo 2023, dalle ore 18:30
- Antigallery, Piazza degli Zingari, 3 – Roma
- 18° evento nell’ambito della rassegna FotograficaMonti
- Mostra in corso fino al 30 aprile. Orari: tutti i giorni h 17.00 – 02:00





















