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Wolfgang Laib alla Galleria Lia Rumma: …e vidi cose che ridire né sa né può…

data dell'evento
25 Ottobre 2023

luogo
Milano

Wolfgang Laib
… e vidi cose che ridire né sa né può …
25 ottobre 2023 – 13 gennaio 2024
Galleria Lia Rumma, Milano

La Galleria Lia Rumma inaugura mercoledì 25 ottobre 2023 …e vidi cose che ridire né sa né può…, la prima mostra personale dell’artista tedesco Wolfgang Laib nella sede di Milano.

Il titolo è tratto da una frase contenuta nella seconda terzina del canto primo del Paradiso di Dante Alighieri, che recita nella versione integrale:

Nel ciel che più de la sua luce prende
fu’ io, e vidi cose che ridire

né sa né può chi di là sù discende

Le pagine di poesia della Divina Commedia sono l’incipit di Wolfgang Laib per percorrere, come un novello Dante, un viaggio altrettanto ascensionale e spirituale, attraversando diverse forme di “architetture mentali di luce”.

Queste composizioni immateriali rispondono alla costante ricerca di Laib d’intravedere l’universale, l’eterno, in culture e tradizioni diverse del mondo, in pensieri e idee, uguali o simili, che appaiono in luoghi e in tempi diversi. E lo fa servendosi di materiali naturali, perché come lui stesso racconta: «Quello che mi piace del polline, del latte e della cera d’api è che possono diventare spirituali».

immagine per Wolfgang Laib

Il viaggio mistico di Wolfgang Laib si sviluppa sui tre piani della galleria.

All’ingresso, a piano terra, s’incontra Zikkurat (2000), un grande ziggurat alto 4 metri completamente rivestito da lastre di cera, che con i suoi gradini, dal basso indica la direzione verso l’alto e verso lo spirituale, dal regno materiale a quello trascendentale. La forma a ziggurat è apparsa per la prima volta nel suo lavoro nel 1995 e si rifà alle antiche strutture religiose della Mesopotamia, visitate durante i suoi tanti viaggi in Medio Oriente.

Salendo al primo piano della galleria l’artista ha collocato City of Silence (2015-2023), un’installazione composta da 34 sculture in cera d’api che evocano paesaggi urbani e motivi architettonici – torri, case e ziggurat – ricorrenti nella narrativa visiva di Laib che traggono ispirazione, tra l’altro, sia dall’architettura dell’Italia medievale che dalle torri del silenzio utilizzate nei riti di scarnificazione zoroastriana nell’antica Persia.

È come se l’artista ci consegnasse una sorta di città utopica e ideale di tutti e di nessuno.

Il secondo piano è dedicato al patriarca del buddismo giapponese, Kōbō Daishi: «un monaco giapponese – spiega Laib -, vissuto dal 774 all’835. La sua tomba a Koyasan è uno dei miei posti preferiti in Giappone, collocata alla fine di un cimitero in una foresta di cedri. Dietro il tempio, si trova una piccola struttura in legno con due porte chiuse. Molti pellegrini vi si recano ogni giorno, credendo che il monaco sieda in eterna meditazione dietro quelle porte».

Wolfgang Laib ha realizzato, direttamente sulla parete della galleria, un disegno che si rifà all’immagine della tomba di Kōbō Daishi, con al centro le due porte gialle chiuse e circondate da onde bianche, che danno corpo e forma all’energia vitale, quasi un suono, che questo luogo sacro emana. Sulla parete opposta Pollen from Hazelnut (2023), una piccola montagna di polline, altro elemento di natura spirituale, appoggiata su di un piedistallo bianco, fa da contraltare al tempio disegnato, andando al di là del concetto di morte fisica.

In contemporanea alla mostra in Galleria, giovedì 26 ottobre, inaugura la personale di Wolfgang Laib, Passageway Inside – Downside a Villa e Collezione Panza – FAI, Varese.

Wolfgang Laib (Metzingen, Germania, 1950), vive e lavora tra il sud della Germania, il sud dell’India e New York.

Dopo gli studi in medicina all’Università di Tübingen si dedica alla pratica artistica creando sculture e installazioni che sembrano collegare passato e presente, l’effimero e l’eterno, utilizzando materiali organici semplici ma altamente simbolici, solitamente associati al sostentamento, come polline, latte, cera d’api e riso.

Il suo lavoro è stato presentato a Documenta (1982, 1987) e alla Biennale di Venezia (1997, 1999, 2019), mentre la sua prima grande mostra istituzionale si è tenuta al Musée d’art moderne de la ville de Paris (1986). In seguito è stato protagonista di numerose mostre personali, in particolare all’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington (2002), al Dallas Museum of Art (2002), alla Haus der Kunst di Monaco (2002-03), alla Fondation Beyeler di Basilea (2005-06), alla Fondazione Merz di Torino (2009) e al MMK Museum für Moderne Kunst di Francoforte (2010).

La sua più grande opera in polline è stata installata nell’atrio del MoMA di New York nel 2013. Nello stesso anno, la prima installazione permanente dell’artista, una stanza di cera d’api, è stata inaugurata alla Phillips Collection di Washington e nel 2014, ha realizzato una camera permanente sotterranea di cera d’api lunga 40m, nello studio La Ribaute di Anselm Kiefer a Barjac.

Nel 2015 ha ricevuto il Praemium Imperiale a Tokyo. In Italia nel 2019, a Firenze, il Museo del 900 ha presentato il suo lavoro in diversi siti storici: Convento di San Marco, Cappella Magi in Palazzo Medici-Riccardi, Capella Pazzi in Santa Croce e al Sepolcro Rucellai in San Pancrazio. Nel 2023 il Kunstmuseum Stuttgart gli dedica una personale e presenta in anteprima il documentario Wolfgang Laib: Here, Now and Far Beyond.

Wolfgang Laib
… e vidi cose che ridire né sa né può …

  • 25 ottobre 2023 – 13 gennaio 2024
    Inaugurazione mercoledì 25 ottobre 2023 | h. 18.30 – 21.00
  • Galleria Lia Rumma
    via Stilicone, 19 – 20154 Milano
Info

T +39 02 29000101
info@liarumma.it
www.liarumma.it

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