Alle 17.30 di Martedì 13 ottobre, negli spazi dell’Opificio Golinelli, sarà inaugurato Marino e le Stelle, il percorso espositivo gratuito che raccoglie gli esiti del laboratorio multidisciplinare di arte e scienza promosso da Fondazione Golinelli, a cura del duo artistico Antonello Ghezzi, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Bologna, INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio e INAF – Istituto di Radioastronomia.
La mostra rappresenta il momento conclusivo delle attività avviate a marzo, degli incontri, lezioni, approfondimenti e momenti di confronto tra giovani artisti e giovani ricercatori.
L’inaugurazione sarà anche l’occasione per ascoltare direttamente dai partecipanti il racconto delle esperienze e dei processi che hanno portato alla realizzazione dei progetti.
Il laboratorio ha coinvolto dottorandi e post-dottorandi in Astrofisica del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna e studenti dei bienni dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Lavorando in team, i partecipanti hanno approfondito alcuni dei grandi temi dell’astrofisica contemporanea, trasformando le suggestioni ricevute durante il percorso in progetti artistici ed exhibit tecnologico-scientifici.
A guidare le diverse fasi di ideazione e realizzazione è stato il duo Antonello Ghezzi, mentre i contributi di esperti provenienti da diversi ambiti disciplinari hanno arricchito l’esperienza:
- il ricercatore astronomo Sandro Bardelli, il professore emerito di astrofisica Flavio Fusi Pecci
- la filosofa ed educatrice Alessia Marchetti
- lo psicologo e professore di scienze cognitive Ugo Morelli
- il professore associato del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” (Università di Bologna) Alessio Mucciarelli
- la giornalista e divulgatrice scientifica Elisabetta Tola
Le otto opere realizzate, con linguaggi e materiali differenti, rappresentano alcuni dei fenomeni e concetti più affascinanti dell’universo in relazione alla nostra vita quotidiana e al modo in cui abitiamo il mondo. Il pubblico avrà modo di ascoltare queste storie dalla voce dei suoi autori.
In Empty threads, Elisa Altomonte e Leonardo De Deo, mettono in relazione la rete che struttura l’Universo con quelle che attraversano le relazioni umane. Il lavoro nasce da una performance con fili di recupero e si sviluppa poi nel dittico realizzato attraverso la tecnica dell’acquatinta, dove i filamenti della rete cosmica diventano il punto di partenza per riflettere sulla fragilità dei legami e sul senso di comunità.
Flusso, di Alice Bomberini e Abinet Alessandro Buson Pizzardo, riflette invece sulla fluidità dello spaziotempo attraverso segni tracciati su una pellicola trasparente e trasformati dalla luce del sole, in un processo di continuo divenire.
Con Chip! Chip!, Nicola Borghi e Alessio Bongianino stabiliscono un collegamento tra dimensione terrestre e cosmica attraverso semi di girasole, movimento e suono, richiamando con il termine “chirp” il segnale associato alle onde gravitazionali prodotte dalla fusione di buchi neri.
Il tema della percezione torna in Camera a nebbia, di Leonardo De Deo ed Elysée Farazmand, dove un gesto minimo e ripetuto diventa occasione per riflettere sulla possibilità di rendere percepibili fenomeni altrimenti invisibili.
In Buchi bianchi, Leonardo De Deo e Anna Rolfi trasformano il concetto dei buchi bianchi in un trittico scultoreo e sonoro, interrogandosi sulla possibilità di trasformare luoghi privi di una funzione definita in spazi di relazione e di vita.
Dare una bocca, realizzato da Viviana Fardella e Francesca Riccioni, prende invece spunto dalle reti miceliali per costruire un ambiente site-specific riconfigurabile, nel quale le decisioni individuali concorrono alla costruzione di un’organizzazione collettiva.
Gli ultimi due lavori ampliano la riflessione al rapporto tra ambiente, territorio e trasformazioni del paesaggio.
Dialoghi Emergenti, di Veronica Ilari e Chiara Sette, parte dall’esplorazione di luoghi abbandonati e dalla presenza di natura, luce, acqua, animali e tempo per costruire una mappa digitale interattiva e in continua evoluzione.
Dieci minuti di buio di Martina Platone, Viola Ricci e Gaia Vallese, affronta invece il tema dell’inquinamento luminoso: la luce artificiale viene utilizzata per imprimere su carta fotosensibile l’immagine della Via Lattea, evidenziando la progressiva perdita del cielo notturno nelle aree urbane.
L’inaugurazione sarà arricchita dalla presentazione di Caves in the Skies – Parte prima: Le Grotte e la Paura, progetto multimediale a cura dell’Associazione MASK di Bologna, che intreccia musica, azione scenica, voce e immagini per esplorare il rapporto tra spazio, percezione e paura.
Il progetto è realizzato da Erica Bisesi (pianoforte e concept scientifico), Nicola Baroni (violoncello e live electronics), Maria Vittoria Barrella (azione scenica e voce recitante), Giovanni Asquini (video) e Sergio Colella (regia e voce recitante).
«Mettere in relazione persone, competenze e linguaggi diversi è fortemente generativo. Lo dimostra questo progetto nato dalla collaborazione di importanti istituzioni scientifiche e culturali. Giovani artisti e ricercatori hanno avuto la possibilità di confrontarsi in un percorso comune mettendo in dialogo conoscenze scientifiche e ricerche artistiche.
Le otto opere realizzate sono il risultato concreto di questo incontro e testimoniano come sia possibile aprire prospettive nuove, quando si parte da domande e linguaggi molto diversi.
È anche questo il senso della nostra idea di cultura: creare occasioni nelle quali competenze e saperi possano incontrarsi e contribuire insieme a costruire nuovi modi di leggere il presente e immaginare il futuro», commenta Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli.
Marino e le stelle si inserisce nella visione di Fondazione Golinelli, che fin dalla sua nascita nel 1988 promuove l’incontro tra arti, scienze e conoscenza come strumento per sviluppare creatività, spirito critico e capacità di interpretare le trasformazioni del presente.
Marino e le Stelle è stato inoltre realizzato nell’ambito delle attività collaterali della mostra I Preferiti di Marino. Capitolo II – Opus Mundi, che dal 6 febbraio al 28 giugno 2026 ha portato al Centro Arti e Scienze Golinelli oltre cinquanta opere della Collezione Privata Marino Golinelli.
Le opere e gli exhibit saranno visibili fino a domenica 22 novembre 2026 negli spazi dell’Opificio Golinelli, in via Paolo Nanni Costa 14 a Bologna, in occasione delle attività e degli eventi organizzati dalla Fondazione e su prenotazione negli slot dedicati alla visita durante i fine settimana.
Informazioni: Marino e le Stelle
- A cura di: Antonello Ghezzi
- Promosso da: Fondazione Golinelli
- In collaborazione con: Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna; Accademia di Belle Arti di Bologna; INAF – Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio; INAF – Istituto di Radioastronomia
- Dove: Opificio Golinelli, via Paolo Nanni Costa 14, Bologna
- Inaugurazione: martedì 13 ottobre 2026, ore 17.30
- Periodo di apertura: fino al 22 novembre 2026
- Partecipazione alla mostra: in occasione delle attività e degli eventi organizzati dalla Fondazione e su prenotazione negli slot dedicati alla visita durante i fine settimana.
- Media partner: Radio Città Fujiko
- Ufficio Stampa Fondazione Golinelli
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