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La Condizione Post-Esotica, per un’Estetica della Post-Globalizzazione

data dell'evento
29 Ottobre 2023

luogo
Istanbul

La condizione Post-Esotica
per un’estetica della Post-Globalizzazione
Lisa Batacchi (IT); Izumi Chiaraluce (IT/JP); Uuriintuya Dagvasambuu (MNG) Saule Dyussenbina (KZ); Firouz FarmanFarmaian (IR/FR); Hantu (FR); Dilyara Kaipova (UZ); Luigi Presicce (IT); Zinaida (UKR)
ArtIstanbul Feshane
29 ottobre – 10 dicembre 2023

Vent’anni fa, da un’idea dell’artista e docente accademico Tomasz Wendland nasceva a Poznan (PL) la Biennale Mediations presentandosi fin da subito non come una semplice mostra, ma come una serie di incontri ed eventi espositivi dal titolo Asia-Europe Mediations, il cui obiettivo era aprire un dialogo interculturale intorno alle arti visive e performative tra i due continenti.

La manifestazione, che negli anni si è trasformata in una fondazione, acquisendo una natura internazionale che oltrepassa continuamente i confini della Polonia per promuovere mostre ed eventi in vari paesi ospiti, arriva oggi alla sua decima edizione. In quest’occasione il fondatore e direttore Tomasz Wendland ha convocato una serie di curatori internazionali tra Europa, Asia e Medio Oriente, per realizzare un ciclo di mostre e di incontri internazionali dal titolo Shapes of Beauty che avranno luogo tra il 2023 e il 2024.
immagine per La Condizione Post-Esotica
Saule Dyussenbina, “Self-Portrait”, video animazione, 2018, courtesy of the artist and Sapar Gallery

Il filo conduttore alla base di questa serie di eventi espositivi è il concetto di estetica post-esotica teorizzato dalla curatrice e docente accademica Valentina Gioia Levy nel 2018 e da allora già oggetto di varie pubblicazioni, nonché al centro della sua tesi di dottorato presso l’Università di Paris 1 Panthéon Sorbonne.

Invitata da Wendland, la curatrice presenta la mostra La Condizione Post-Esotica per un’Estetica della Post-Globalizzazione il cui titolo è preso dal libro di prossima pubblicazione dell’autrice.

Presentata come parte di I am another You, You are Another Me, sezione turca di Shapes of Beauty, che inaugurerà all’ArtIstanbul Feshane il 29 ottobre 2023, giorno del 100 anniversario della nascita della Repubblica di Turchia, la mostra si inserisce nel contesto di una manifestazione che prevede la partecipazione di oltre 150 artisti e 15 progetti curatoriali.

L’aggettivo “post-esotico”, fu utilizzato inizialmente dal collettivo francese di scrittori noto con lo pseudonimo di Antoine Volodine per indicare un fittizio genere letterario sovversivo nato in un futuro distopico in cui la terra è preda di un governo dispotico e assolutistico. Il concetto di Post-esotismo è stato usato per esprimere un “decalaggio” rispetto al presente, e l’impossibilità di riconoscersi con le categorie esistenti in un dato momento storico.

Scrive la curatrice: L’alterità, concetto basilare al centro dell’esotismo, si manifesta, nella definizione di Volodine, come moltiplicazione dell’identità individuale e, quindi, come confusione sull’autorialità, ma anche come forma di estraneità all’interno del sé e come ricostruzione dell’io frammentato dalla modernità, confuso dalla post-modernità e sradicato dalle forze centrifughe della globalizzazione.

Se lo sguardo sull’altro è solo un retaggio di epoca coloniale, lo sguardo verso se stessi, verso il proprio passato individuale e collettivo diventa il luogo dove la ricerca dell’alterità e del diverso si produce.[1]

Gli artisti scelti da Valentina Gioia Levy in collaborazione con la Galleria Sapar Contemporary di New York, partner del progetto, sono solo un piccolo numero di quanti oggi possono essere inscritti nella tendenza post-esotica. In questa selezione troviamo in particolare artisti italiani e centro-asiatici, originari di paesi attraversati dall’antica Via della Seta. In un’epoca in cui la lentezza attenuava cambiamenti e trasformazioni, le carovane dei mercanti della Via della Seta trasportavano preziose merci “esotiche” ma anche simboli, storie e tradizioni che integravano e nutrivano le culture locali senza influenzarle drasticamente.

È ancora possibile trovare una dimensione in cui la creazione, lo scambio, la trasformazione e la produzione di forme estetiche avvenga dolcemente, senza conflittualità? Oppure siamo ormai così abituati al caos traumatico dell’ipermodernità e della sua accelerazione che trancia, divora ed espelle in tempi brevissimi icone, simboli e identità da non poter più fare a meno di questo perenne sentimento di urgenza?

La mostra itinerante proseguirà, a novembre, in Egitto come parte della terza edizione di Something Else, OFF Biennale Cairo e poi a Venezia nel 2024, parallelamente alla 60ª edizione della Biennale d’Arte di Venezia. Sarà accompagnata da una serie di incontri e di conversazioni in collaborazione con l’Università di Paris 1 Pantheon Sorbonne, partner e sostenitore dell’iniziativa insieme all’Institut Acté di cui Valentina Gioia Levy è ricercatrice affiliata.

La Condizione Post-Esotica, per un’estetica della Post-Globalizzazione

  • A cura di Valentina Gioia Levy
  • Artisti: Lisa Batacchi (IT); Izumi Chiaraluce (IT/JP); Uuriintuya Dagvasambuu (MNG) Saule Dyussenbina (KZ); Firouz FarmanFarmaian (IR/FR); Hantu (FR); Dilyara Kaipova (UZ); Luigi Presicce (IT); Zinaida (UKR)
  • Progetto parte di I Am Another You, You are Another Me – X Mediations Biennale
  • ArtIstanbul Feshane
    Nişanca Mahallesi. Yavedut Caddesi No 1. Istanbul (Turchia)
  • 29 ottobre – 10 dicembre 2023
    Inaugurazione 29 ottobre 2023

Note

1. Valentina Gioia Levy, La Condizione Post-Esotica, una definizione dell’estetica della post-globalizzazione, 2023↑