Nera Branca | Stefano Ferrari | Gabriele Longega | Anna Marzuttini
Istituire un rifugio nella selva
2 marzo – 11 maggio 2024
Traffic Gallery, Bergamo
Istituire un rifugio nella selva, mostra presentata presso Traffic Gallery, si propone di incanalare le pratiche identitarie di ogni singolo artista in una frase che incarni un monito di sopravvivenza, una densità esistenziale capace di mettere in pratica un rapporto profondo e spirituale con sé stessi e con la purezza e le risorse dell’incontaminato.
L’incontaminato è il primo snodo contenutistico condiviso nel quale gli artisti pongono l’accento sul rapporto tra la loro anima e la spontaneità delle proliferazioni naturali, intraprendendo discorsi sociali basandosi sulle trame comunicative di flore e faune, istituendo luoghi sacri ed utopici, edificando macchinari ed idoli che si scindono da ogni prevedibile catalogazione, e rievocano invece un’ancestralità plasmata da istinti profondamente umani e ferocemente animali.
Si è perciò identificata nel termine selva una prima chiave comune in cui questi concetti fossero inscrivibili.
In seconda analisi, un ulteriore elemento perno è quello della sopracitata istituzione di un luogo altro che nulla ha a che vedere con coordinate geografiche, ma con tragitti emotivi ed esperienziali, trame relazionali che ne hanno stimolato la proliferazione interattiva, che per affinità d’intenzione generativa titoliamo con la parola rifugio.
Questo ambiente dalle multiformi possibilità si manifesta in differenti approcci esistenziali: dopo essersi affermato, può offrirsi, essere offerto, essere colto o trovato, essere condensato e diffuso, espanso, impollinato di altri rifugi, può ammalarsi, rappresentare sia la salvezza che la dannazione, essere condiviso, conquistato, sofferto, gioito ed elevato.
Ramificando in una minuziosa produzione artistica, le escrescenze emotive di Nera Branca (Milano, 1994), tramite l’assimilazione d’idoli decomposti, acquisiscono le sembianze di ancestrali creature di corteccia e frammenti d’osso, figlie di notti d’inchiostro nero e dei doni della montagna più segreta.
La decomposizione, la caducità che costringe a mutare, il consumarsi ch’è al contempo l’evocarsi d’una rinascita rivelatrice, secernono proiezioni di sé nel riproporsi di sofferenze passate, plasmate dal tempo e trascritte in nuovi alfabeti di significato morale e valenza rituale.
La ricerca artistica di Stefano Ferrari (Gallarate, 1996) ci coinvolge nel celebrare neonati luoghi di rifugio, di ascolto, di speranza condivisa; ci invita ad accedervi, ad assistere all’istituzione di un momento giocoso e magico che si propaga nella relazione con le vite che ne vengono a contatto e nel rapporto con l’ecosistema di cui entra a fare parte.
La relazione interspecie è mediata dalla struttura domotica, ibrida d’impianti tecnologici e attrezzi dal design inumano, dove l’artificio diviene una breccia di lucida utopia, un canale d’intesa nel mantenere e preservare un habitat.
Gabriele Longega (Venezia, 1986) lavora all’incrocio tra ecologia e desiderio, concentrandosi sugli aspetti primitivi, esoterici e precari dei parchi e altre zone di confine riadattate ad aree di incontro tra uomini.
Attraverso installazioni site-specific, sculture e performance, esplora le relazioni incomprensibili ed utopiche che si generano tra corpi e vegetazione. Il suo lavoro si inserisce in un dibattito contemporaneo che interroga alterità, ecologie altre e la costituzione di mondi imprevedibili e magici.
Anna Marzuttini (Gemona del Friuli, 1990) fissa nell’opera l’intimo incontro con il paesaggio organico. Mossa dalla ricerca di una primordiale sensibilità, si immerge nella materia, restituendone una traccia in forma di disegni, dipinti e sculture.
L’esperienza vissuta è recepita e filtrata attivamente dalla coscienza dell’artista, che ne incarna il ricordo in forme sfuggenti e stratificate, spinte talvolta all’astrazione in segni quanto più possibili concisi. Le immagini divengono così suscettibili a una molteplicità di letture e ad una continua possibilità di rielaborazione da parte degli interlocutori.
Nera Branca | Stefano Ferrari | Gabriele Longega | Anna Marzuttini
Istituire un rifugio nella selva
- 2 marzo – 11 maggio 2024
Opening sabato 2 marzo h. 16-20.30 - Traffic Gallery | Contemporary Art
Via San Tomaso 92 | 24121 Bergamo - 2 marzo Intervento Performativo Continuativo di Matteo Bianchini
11 maggio Camminare nel Fango senza lasciare Traccia di Gabriele Longega
Contatti
Tel. +39 035 0602882 | info@trafficgallery.org | www.trafficgallery.org
Traffic Gallery Traffic Gallery











