prossimi eventi

Gli eventi aperti al pubblico a Palazzo Diedo nel mese di giugno

data dell'evento
16 Giugno 2024

luogo
Venezia

Berggruen Arts & Culture
16 – 30 giugno 2024
Palazzo Diedo, Venezia

Palazzo Diedo, nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea, aperto al pubblico lo scorso aprile con la mostra Janus, promuove in giugno una serie di appuntamenti aperti al pubblico e arricchisce la sua offerta culturale dedicando spazio ai talks e alle opere filmiche.

immagine per Palazzo Diedo

Il primo appuntamento è previsto per domenica 16 giugno alle ore 19 con la proiezione del noto documentario Taking Venice ultimo lavoro della regista Amei Wallach, che sarà presente in sala (due repliche previste per domenica 23 e domenica 30 giugno, sempre alle ore 19).

Il programma prosegue poi il giorno successivo, lunedì 17 alle ore 19, con un talk tra l’artista Mariko Mori e il filosofo Emanuele Coccia dal titolo Oneness in concomitanza con l’installazione pubblica Peace Crystal, che sarà inaugurata sabato 15 giugno alle ore 11 a Palazzo Corner della Ca’ Granda, di cui la mostra Janus presenta un approfondimento.

Sabato 22 giugno, invece, in occasione di Art Night, dalle 16 alle 24 è prevista la maratona di conversazioni e performances, What is Universalism?, con Hans Ulrich Obrist, unanimemente considerato uno dei curatori d’arte più influenti della scena internazionale.

Palazzo Diedo amplia così il calendario degli eventi aperti al pubblico, mantenendo ogni giovedì (fino a novembre) la possibilità di assistere alla proiezione di OUSSS, l’ultimo film di Koo Jeong A, artista che rappresenta la Corea del Sud alla Biennale Arte di quest’anno.

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Palazzo Diedo giugno 2024

Taking Venice, documentario uscito nel 2023 diretto dalla critica d’arte e cineasta Amei Wallach (durata 80 minuti), racconta gli eventi che hanno portato Robert Rauschenberg a vincere nel 1964 il Gran Premio di pittura alla Biennale di Venezia – primo artista americano a riuscirci.

Il documentario porta alla luce filmati d’archivio e presenta interviste a personaggi chiave nel tentativo di raccontare e districare le macchinazioni che ci furono dietro la vittoria dell’artista. Taking Venice vuole mettere in evidenza come il coinvolgimento dell’America nella 32ª Biennale di Venezia, attraverso la United States Information Agency, fu in realtà un progetto politico.

In quel periodo infatti gli Stati Uniti erano impegnati in quella che è stata definita la Guerra Fredda Culturale, mostre e riviste, artisti e scrittori, università e musei vennero sfruttati per mettere in risalto i tratti distintivi americani come la libertà di espressione e l’individualismo.

Un cast ricco di personaggi del mondo dell’arte, tra cui l’allora direttore del Jewish Museum, Alan R. Solomon, e la curatrice Alice Denney – entrambi nominati commissari statunitensi per la Biennale del 1964 – e il gallerista Leo Castelli, si impegnarono per perfezionare la partecipazione degli Stati Uniti a Venezia.

La scelta dell’artista Rauschenberg era improbabile, persino rischiosa, aveva iniziato a incorporare oggetti trovati in strada nei suoi dipinti e a sperimentare “combinazioni” concettuali, spesso assurde, che sfidavano la composizione formale.

Gli Stati Uniti, sostenuti dal soft power della Merce Cunningham Dance Company – che si è esibita a un evento con le scenografie progettate da Rauschenberg pochi giorni prima del voto della giuria – e grazie agli stratagemmi più efficaci – come il frettoloso trasporto in barca degli enormi dipinti da una mostra allestita presso l’ex consolato americano sul Canal Grande alla sede ufficiale della Biennale – riuscirono ad aggiudicarsi il Leone d’oro.

Per la regista Amei Wallach, il fatto che la vittoria di Rauschenberg sia stata architettata non toglie nulla al suo dono, piuttosto, testimonia un’epoca ormai perduta in cui l’America investiva l’arte del potere di plasmare il mondo.

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Palazzo Diedo giugno 2024

Oneness è una conversazione tra la famosa artista giapponese e il noto filosofo italiano, professore di Filosofia della Religione all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, conosciuto per la sua ricerca filosofica interdisciplinare che tocca temi come la metafisica vegetale e le arti.

Durante l’incontro affronteranno temi legati all’arte e alla “filosofia”, in occasione della nuova installazione, nel giardino di Palazzo Corner della Ca’ Granda, di Peace Crystal di Mariko Mori, artista che sa fondere tecnologia e linguaggio digitale con la riscoperta delle radici ancestrali dell’uomo, la sensibilizzazione al tema dell’uguaglianza tra i popoli e la tutela della natura.
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Palazzo Diedo giugno 2024
What is Universalism?

In occasione di Art Night, sarà il famoso curatore d’arte svizzero Hans Ulrich Obrist, ad intrattenere il pubblico con la maratona di conversazioni e performances dal titolo What is Universalism?, appuntamento curato insieme a Lorenzo Marsili, Direttore del Berggruen Institute.

Parteciperanno: Frédérique Ait-Touati, Barbara Cassin, Emanuele Coccia, Souleymane BaChir Diagne, Mamadou Diouf, Manthia Diawara, Arturo Escobar, Yuk Hui, Nadia Yala Kisukidi, Margaret Levi, Julie Mehretu, Pankaj Mishra, Carlo Rovelli, Nikolaj Schultz, Song Bing, Ece Temelkuran, Ge Wang, Zhang Xudong.

È prevista una performance di Holly Herndon & Mat Dryhurst e la presentazione del progetto Adventures of Enlightenment di Alexander Kluge a cura di Hans Ulrich Obrist e di Adriana Rispoli, curatrice di Berggruen Arts & Culture.

Hans Ulrich Obrist è co-direttore delle Serpentine Galleries di Londra. Noto per il suo approccio innovativo e interdisciplinare alla curatela, ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti, architetti e pensatori contemporanei, organizzando mostre che hanno ridefinito il concetto stesso di esposizione d’arte.

La sua reputazione nel campo dell’arte contemporanea deriva non solo dalla sua capacità di organizzare mostre che attraggono un ampio pubblico, ma anche dal suo approccio unico e visionario. È conosciuto infatti per il suo metodo interdisciplinare, che include la collaborazione con artisti, architetti, scienziati, filosofi e pensatori di varie discipline, enfatizzando l’importanza del dialogo e dello scambio di idee tra campi diversi.

Ha pubblicato e contribuito a numerosi libri, cataloghi di mostre e articoli, ha ricevuto vari riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il premio “International Folkwang Prize” nel 2015, che celebra i contributi eccezionali al mondo dell’arte.

Palazzo Diedo

  • Cannareggio 2386 | Venezia – Fermata Vaporetto: Ca’ D’Oro
  • Aperto giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 19

Domenica 16 giugno, orario regolare di visita, aperto gratuitamente al pubblico dalle 18.30 per la visione del film Taking Venice
Lunedì 17 giugno chiuso fino alle 18.30 aperto poi gratuitamente al pubblico per il talk Oneness tra Mariko Mori ed Emanuele Coccia
Chiuso giovedì 20 e venerdì 21 giugno in occasione della conferenza internazionale What is Universalism by Berggruen Institute Europe
Sabato 22 giugno chiuso la mattina per la conferenza internazionale What is Universalism by Berggruen Institute Europe – aperto gratuitamente dalle ore 16 alle 24 in occasione di Art Night
Domenica 23 e 30 giugno, orario regolare di visita, aperto gratuitamente al pubblico dalle 18.30 per la visione del film Taking Venice

Informazioni

berggruenarts.org

Palazzo Diedo Berggruen Arts & Culture

Ufficio stampa

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internazionale